Energia nucleare: la risposta alla crescente domanda per l'AI
Cleveland (Payden & Rygel): questa energia si distingue ormai come una delle fonti più abbondanti, scalabili e sicure
Negli Stati Uniti, la domanda di energia è aumentata notevolmente a causa dell'espansione dell'Intelligenza artificiale, spingendo i costi energetici al centro del dibattito pubblico. Molti propongono di ridurre i consumi, ma la storia mostra che il progresso economico è sempre stato accompagnato da un incremento del consumo energetico; limitare questa dinamica significherebbe compromettere il tenore di vita di ampie fasce della popolazione.
Nel corso degli ultimi due secoli, consumo energetico pro capite e PIL pro capite negli Stati Uniti hanno seguito percorsi paralleli; tuttavia, dall'inizio degli anni Duemila il consumo si è stabilizzato, mentre la crescita economica è rallentata rispetto ai trend storici. I miglioramenti in efficienza energetica non sono stati sufficienti a compensare lo stallo del consumo, alimentando la percezione di una stagnazione economica.
Secondo Jeffrey Cleveland, Chief Economist di Payden & Rygel, l'energia nucleare emerge come possibile soluzione per coniugare crescita e sostenibilità. Le preoccupazioni legate alla sua origine militare e agli incidenti più noti hanno influito negativamente sull'opinione pubblica, ma una valutazione comparativa mostra che il nucleare è tra le fonti più sicure, con un rischio di incidenti più legato a errori gestionali o eventi naturali che alla tecnologia stessa.
Dal punto di vista ambientale, il nucleare non produce CO? durante la generazione di elettricità e genera scorie di volume limitato; alcune tecnologie consentono il riutilizzo del combustibile. Inoltre, l'utilizzo del suolo è altamente efficiente: un impianto nucleare occupa circa un miglio quadrato, contro 260?360 volte di più per l'eolico e 45-75 volte di più per il solare, liberando terreno per infrastrutture digitali o impianti di riciclaggio.
Nel 2023 le centrali nucleari rappresentavano circa l'8% della capacità elettrica installata negli Stati Uniti, ma hanno fornito il 18% dell'elettricità totale grazie a un fattore di capacità superiore al 90%, a differenza del 25-35% dell'eolico e del 20?25% del solare, che dipendono dalle condizioni meteorologiche.
I costi iniziali e i lunghi tempi di costruzione rimangono le principali obiezioni: il costo livellato dell'elettricità nucleare è da due a cinque volte quello del gas naturale e circa il doppio rispetto a solare ed eolico, con periodi di realizzazione tra i cinque e i dieci anni più complessi autorizzativamente. Tuttavia, i costi del combustibile nucleare sono diminuiti di oltre il 40% dal 2012 al 2023 e mostrano una volatilità inferiore rispetto a petrolio e gas. La standardizzazione, le grandi quantità e la vicinanza tra unità riducono i costi, mentre i reattori modulari piccoli (SMR) promettono ulteriori abbassamenti degli investimenti iniziali. La Cina ha dimostrato che un programma nucleare continuo può ridurre drasticamente i costi di costruzione, con un prezzo per watt circa un ottavo di quello degli impianti analoghi negli Stati Uniti.
Per Cleveland, il panorama energetico globale resta vulnerabile, dipendente da poche risorse petrolifere concentrate. Un rafforzamento della capacità nucleare potrebbe riequilibrare la geopolitica riducendo la dipendenza dal petrolio; gli Stati Uniti mantengono la maggiore capacità nucleare installata e vantano un mercato dei capitali profondo capace di sostenere nuovi investimenti, se il quadro normativo lo consente.
Le proiezioni indicano che la domanda di energia legata all'Intelligenza artificiale potrebbe crescere fino all'80% entro il 2050, conclude Cleveland, mentre le riserve di combustibili fossili potrebbero non bastare a lungo termine. In questo contesto, il nucleare si distingue per la sua capacità di fornire grandi quantità di energia con un impatto ambientale contenuto, offrendo una risposta scalabile alle future esigenze energetiche.
