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21/01/2026

economia

Oltre la bolla AI: resta fiducia nell'azionario ma preferire Europa ed Emergenti

Piazzoli (Vontobel): volatilità a parte, riteniamo che il trend rialzista dei mercati sia ancora intatto

La politica monetaria degli Stati Uniti dovrebbe rimanere accomodante nel 2026, con Washington che adotta un orientamento pro-crescita per attenuare l'incertezza politica in vista delle elezioni di metà mandato. La tendenza è evidente dal ritiro dei dazi alimentari, dal tono più conciliatorio verso la Cina e la Svizzera, e dalla rara ammissione di un calo del tasso di gradimento del presidente.
Secondo Gianni Piazzoli, CIO Vontobel Wealth Management SIM, l'attenzione si sposta sugli utili societari e sulle loro implicazioni per la salute complessiva del mercato. "l'attenzione sta ora tornando agli utili societari, in particolare alle implicazioni per la salute complessiva del mercato". Piazzoli segnala un leggero sovrappeso sull'azionario, con preferenza per l'Europa e i mercati emergenti, e un sottopeso sull'obbligazionario corporate. Inoltre, assegna un peso neutrale ai titoli di stato e all'oro.

Le prime cinque posizioni di asset allocation indicate sono:
- Sovrappeso su azioni europee. - Sovrappeso su azioni dei mercati emergenti. - Sottopeso su obbligazioni corporate. - Peso neutro su titoli di stato sovrani. - Peso neutro sull'oro.
Nel settore industriale, il sovrappeso è stato ridotto a causa della recente performance e dei multipli elevati rispetto agli ultimi dieci anni. Il settore communication services, con forte esposizione al tech, mantiene comunque una posizione favorevole nonostante i multipli. I finanziari restano in sovrappeso, mentre energy, consumer staples e real estate sono considerati meno interessanti.

Il dibattito sulla possibile formazione di una bolla AI si concentra sulla scarsa visibilità di ricavi ricorrenti da una tecnologia ancora emergente. "Tuttavia, il nostro punto di vista resta costruttivo: in termini di ricavi, è importante riconoscere che l'adozione dell'IA è ancora in fase iniziale", prosegue Piazzoli. Gli investimenti in infrastruttura sono ritenuti essenziali per lo sviluppo sia dei consumatori sia delle imprese, e i ricavi legati all'IA sono già ampi e in rapida crescita, con una penetrazione di mercato inferiore all'1%.
Gli iperscaler prevedono circa 3000 miliardi di dollari di spese per le infrastrutture IA nei prossimi tre anni, finanziati principalmente con flussi di cassa operativi e private equity; solo il 40% dovrebbe derivare da credito privato o emissioni obbligazionarie. L'emissione di debito nel settore tech è aumentata, ma la leva rimane contenuta. "Monitoriamo con attenzione i mercati del credito, ma l'attuale pricing dei credit default swap indica livelli di stress moderati in pochi casi isolati, lontani da quelli tipici delle fasi di bolla", conclude Piazzoli.

Nonostante la volatilità, il trend rialzista dei mercati azionari resta intatto. Correzioni del 5%-10% durante cicli di adozione tecnologica, come quella dei PC, sono considerate normali in un mercato resiliente e non segnale di deterioramento dei fondamentali. Una diversificazione ampia all'interno del settore rimane la strategia consigliata per ottenere la giusta esposizione.

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