Il mercato del lavoro italiano registra un forte calo delle candidature agli annunci
Gallesi (Hunters Group): il calo delle candidature agli annunci spinge le imprese a puntare sulla ricerca diretta
Il mercato del lavoro italiano sta attraversando una trasformazione strutturale: le candidature inviate in risposta agli annunci sono diminuite dell'85?% rispetto a dieci anni fa, mentre aumentano quelle spontanee e generiche, anche in assenza di posizioni aperte. Questo mutamento rende la ricerca diretta l'unica modalità efficace per coprire i posti vacanti.
I dati provengono da uno studio realizzato con il supporto di Assoconsult, l'associazione di Confindustria che rappresenta le principali società di consulenza manageriale, e coinvolge numerose realtà di recruiting. Le aziende partecipanti hanno confermato che le candidature agli annunci sono scese di oltre il 50% nell'ultimo decennio, mentre le candidature spontanee mostrano una crescita costante.
Tra le imprese intervistate spiccano:
- Hunters Group.
- Lovati & Associati.
- EHR Italy.
- About Job.
- Valtellina Lavoro.
La maggior parte delle società rileva che meno della metà dei candidati inseriti da gennaio 2025 proviene da annunci pubblicati, con alcuni casi in cui la percentuale scende quasi a zero. Di conseguenza, gli inserimenti di successo derivano sempre più dalla ricerca diretta e meno da candidature spontanee agli annunci.
"Oltre la metà dei manager intervistati ritiene che il calo delle candidature sia uniforme in tutti i settori, dall'IT al finance, dalla construction al sales", afferma Joelle Gallesi, managing director di Hunters Group.
Analizzando i dati storici, per una posizione IT le candidature sono calate del 76% rispetto al 2019; nel settore Finance il decremento è del 91% nello stesso arco temporale. Anche i settori Commerciale e Construction mostrano cali rispettivamente dell'81% e dell'88% dal 2019.
"I candidati oggi preferiscono essere contattati direttamente da chi gestisce la selezione o da attività di head hunting, ritenendo più efficace questo approccio rispetto alla risposta a un annuncio tradizionale", prosegue Gallesi.
Il fenomeno si accompagna a una riduzione della qualità delle candidature spontanee: molti curriculum arrivano fuori target, per ruoli non coerenti con le competenze o il percorso professionale dei mittenti. Questo aumento di CV non pertinenti rallenta i processi di selezione e segnala una perdita di capacità di autovalutazione da parte dei candidati, costringendo le aziende a rivedere profondamente le proprie strategie di talent acquisition.
