Novembre_2013

economia

La crescita si rafforzera' ulteriormente nel 2014

 

Herrmann (Credit Suisse): Il conflitto fiscale negli USA dovrebbe essere molto meno virulento. Prevediamo un graduale ridimensionamento della Fed a gennaio

Le ricerche economiche, dopo aver registrato una crescita per diversi mesi nelle economie avanzate, si sono indebolite leggermente, sia negli USA che nel Regno Unito, ma continuano chiaramente a segnalare un’espansione. Anche se i prezzi del petrolio non calano significativamente dai livelli attuali, il rischio di prezzi nettamente più elevati è diminuito poiché la produzione di gas e petrolio continua a crescere rapidamente negli Stati Unti, e le tensioni in Medio Oriente si sono ridimensionate. La pressione dell’inflazione dovrebbe pertanto essere ancora ridotta, consentendo alle principali banche centrali di fornire un consistente sostegno. Nel contempo, stanno diminuendo le difficoltà fiscali negli USA e in Eurolandia.

La crescita si rafforzera' ulteriormente nel 2014

Sebbene i conflitti fiscali negli USA siano stati disinnescati, con ogni probabilità il “ridimensionamento” sarà prudente
È improbabile che lo shutdown del governo USA abbia significativi effetti economici, essendo i pagamenti ai dipendenti pubblici stati prorogati, ma non tagliati. Ciò che è più importante è che è inverosimile che il dramma fiscale torni a riproporsi in misura analoga, per via della reazione negativa degli elettori agli avvenimenti recenti. Anche se non venisse raggiunto un “grande compromesso fiscale” entro metà dicembre, e sussistesse il cosiddetto sequestro, la politica fiscale USA sarà molto meno restrittiva rispetto al 2013, quando le imposte sono cresciute. Visto che i rendimenti obbligazionari e i tassi ipotecari sono più bassi, anche la recente debolezza di alcuni indicatori per il comparto residenziale dovrebbe essere temporanea. Il rialzo dei prezzi delle azioni dovrebbe sostenere i consumi e gli investimenti, e quindi la crescita complessiva degli USA. Ciononostante, è probabile che la Fed riduca i suoi acquisti

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di asset solamente in modo prudente.
Ripresa della domanda in Eurolandia da livelli depressi
Di recente la produzione industriale in Eurolandia è stata più robusta del previsto, con una particolare solidità in Portogallo e Spagna e, almeno, una stabilizzazione altrove. Gli indicatori correlati alle ricerche restano in linea con l’espansione in corso. Sussistono altresì segnali molto incerti del raggiungimento di un minimo delle spese al consumo e per gli investimenti, oltre che sui mercati del lavoro. Visto che i timori di un default del debito, o persino di uno sfaldamento dell’euro continuano a diminuire, le condizioni di finanziamento si stanno allentando nelle economie vulnerabili. Tuttavia, poiché il credito è ancora debole, l’inflazione sta diminuendo e l’euro si sta rafforzando, la BCE potrebbe ricorrere a ulteriori misure di allentamento.

Dinamica dei ME leggermente migliore, ma trend ancora piuttosto debole
In Cina, nel 3Q la crescita è stata più solida del previsto e, con ogni probabilità, il target governativo di una crescita del 7,5% per il 2013 verrà leggermente superato. Il rimbalzo riflette ampiamente le (moderate) misure di stimolo del governo, che difficilmente verranno riproposte nel 4Q, per via del rialzo dei prezzi immobiliari e delle limitazioni fiscali. Sembra improbabile un nuovo aumento del credito. Mentre l’Europa dell’Est continua a beneficiare degli effetti moderatamente positivi dell’uscita dalla recessione di Eurolandia, il trend di crescita complessivo sui mercati emergenti verosimilmente resterà piuttosto attenuato.
Thomas Herrmann, Credit Suisse



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