Settembre_2013

economia

Il ritorno alla crescita di Eurolandia sostiene l’economia globale

 

Herrmann (Credit Suisse): L’inasprimento delle condizioni finanziarie per via dei deflussi di capitale rappresenta un rischio per la crescita sui mercati emergenti e limita l’accelerazione globale

Le indagini commerciali nelle economie avanzate sono migliorate ulteriormente negli ultimi mesi e sono ora in linea con una crescita più solida per il resto dell’anno. Per via della modesta pressione dei prezzi delle commodity e di un periodo di ristagno ancora sostanziale sui mercati del lavoro, con ogni probabilità l’inflazione resterà abbastanza bassa. Ciò dovrebbe consentire alle principali banche centrali di continuare a sostenere la crescita con tassi d’interesse prossimi allo zero, almeno per un altro anno. Ciò vale anche per la Fed, anche se inizia a ridurre gli acquisti di asset.

Il ritorno alla crescita di Eurolandia sostiene l’economia globale

Fine della recessione in Europa
Le stime sul PIL per il secondo trimestre confermano attualmente ciò che è stato già indicato dalle indagini commerciali – Eurolandia è formalmente uscita dalla recessione. Verosimilmente parte della solidità è temporanea e permangono molte sfide, ma prevediamo che proseguirà una crescita moderata nei prossimi trimestri. Persino una stabilizzazione sarebbe già positiva, dopo che, per circa un anno e mezzo, l’indebolimento della domanda in Eurolandia è stato un significativo fardello per la crescita globale.
Con ogni probabilità la Fed avvierà il ridimensionamento a settembre
A conti fatti i dati USA sono stati migliori, seppur con degli elementi più deboli. Le indagini commerciali sono migliorate e sono in linea con un rialzo della crescita nel 2H. Le vendite al dettaglio di base, in particolare alcuni beni voluttuari, segnalano un rafforzamento della crescita dei consumi nel 3Q. Anche gli indicatori fondamentali sul mercato del lavoro sono complessivamente positivi, e ad agosto le richieste di disoccupazione iniziali sono calate a un nuovo minimo post-crisi. Questi sviluppi hanno rafforzato le previsioni di mercato, secondo cui la Fed comincerà a ridurre i propri acquisti di asset. Questo processo a nostro giudizio comincerà a settembre. Nel contempo, la Fed resta cauta in merito ai rischi rappresentati dal rialzo dei rendimenti e dai tassi ipotecari e si porrà come obiettivo il contenimento del rialzo, ad es. orientando le aspettative per l’andamento dei tassi d’interesse nel breve termine.

Seguici: 

Mercati emergenti vulnerabili ai deflussi di capitali
Il rialzo dei rendimenti USA e l’indebolimento del sentiment hanno inciso sulle economie dei mercati emergenti strutturalmente più vulnerabili. Specialmente nei casi in cui i fabbisogni di finanziamenti esterni sono consistenti, le valutazioni hanno registrato una solida correzione e i costi di finanziamento a livello locale hanno evidenziato un deciso incremento. La conseguenza della fuga di capitali è che le banche centrali (ad es. Brasile, India, Russia, Turchia) con ogni probabilità avranno la necessità di inasprire ulteriormente la propria politica per limitare l’ulteriore debolezza valutaria. Mentre gli indicatori cinesi in particolare sono migliorati un po’, da questi andamenti si evince che sussistono dei rischi per la crescita in riferimento ai mercati emergenti. Tuttavia, a conti fatti, la migliore dinamica di crescita nelle economie avanzate dovrebbe fornire un sostegno per il futuro. In particolare i paesi dell’Europa dell’Est stanno già beneficiando del miglioramento in Eurolandia.

Thomas Herrmann, Credit Suisse



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