_Febbraio2014

economia

I bisogni degli italiani e le risposte dell’industria assicurativa

 

Bortolossi (ASSIOM Forex): Si stanno modificando progressivamente le abitudini in tema di risparmio, maturando un approccio consapevole verso nuove forme di risparmio finalizzato

In un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo, l’industria assicurativa è chiamata a raccogliere i cambiamenti della domanda provenienti dal mercato riorganizzando e focalizzando la propria offerta.
Una recente indagine GFK-Eurisko sulle maggiori preoccupazioni delle famiglie italiane evidenzia ai primi 10 posti preoccupazioni afferenti:
1) crescita e futuro dei figli
2) spese impreviste per infortunio/malattia

I bisogni degli italiani e le risposte dell’industria assicurativa

3) perdita del posto di lavoro
4) rischio di perdita dei risparmi accumulati causa “default” finanziari
5) tranquillità economica al momento del ritiro dalla vita lavorativa.
In funzione di questa rinnovata richiesta di “sicurezza”, l’offerta assicurativa ha subito un riallineamento ed una rifocalizzazione che ha tenuto conto sia delle esigenze rappresentate dalla domanda, che di quelle suggerite dai canali di distribuzione. Il mix ha pertanto trovato un corretto equilibrio posto che – stando agli ultimi dati disponibili – il mercato dovrebbe chiudere l’anno con un incremento in termini di volume premi non trascurabile.
Le assicurazioni di ramo primo e quinto – relative a polizze rivalutabili collegate a Gestioni Assicurative Separate – hanno evidenziato raccolte davvero consistenti, tanto che la percentuale di incidenza sulla raccolta globale non dovrebbe risultare troppo lontana dall’88%. Questo risultato indica in modo inequivocabile come – in un momento di crisi – i risparmiatori che si rivolgono all’assicurazione vita lo fanno in un’ottica di trasferimento del rischio finanziario. Molte Compagnie hanno infatti azzerato i tassi di rendimento minimo garantendo, di fatto, il capitale conferito e il consolidamento annuo dei risultati finanziari. Tutto questo in un’ottica di contenimento dei costi che, quando si parla di garanzia di capitale, lievitano inevitabilmente soprattutto per effetto di Solvency.

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Le assicurazioni rivalutabili collegate alle Gestioni Separate sono dunque costose dal punto di vista della fabbrica ma, in tempi di incertezza come quelli attuali, rappresentano un porto sicuro dove clienti e intermediari richiedono con insistenza di riparare in attesa che tempi migliori consentano una ripresa delle polizze a maggiore esposizione al rischio di mercato (unit e index-linked).
Un altro punto di forza dell’industria assicurativa - che non ha manifestato flessioni nonostante il perdurare della crisi – è rappresentato dalla Previdenza Complementare che mantiene il suo trend di crescita costante. Significativo è il fatto che mentre i Fondi Chiusi segnano il passo – soprattutto in termini di nuove adesioni - i Fondi Aperti ma soprattutto le Forme Individuali di Previdenza (PIP) mantengono i loro ritmi di crescita accompagnati da un significativo incremento delle relative riserve. La Previdenza Complementare, nonostante fattori oggettivi che ne rallentano la diffusione (irreversibilità del conferimento del Tfr, non obbligatorietà del contributo datoriale nei confronti della Previdenza Individuale, rigidità nella scelta della prestazione maturata per quiescenza), sta entrando a far parte stabilmente della coscienza comune degli italiani che hanno maturato la consapevolezza dell’ineluttabilità di questo strumento. Un lavoratore su quattro ha già aderito alla Previdenza Complementare e molti di coloro che non l’hanno ancora fatto ne sono consapevoli ma sono frenati dalla mancanza di risorse per poter investire in tal senso.

Gli italiani stanno dunque modificando progressivamente le loro abitudini in tema di risparmio: non risparmiano più in modo inconsapevole e senza un obiettivo preciso ma, al contrario, stanno maturando un approccio consapevole verso nuove forme di risparmio finalizzato.
In quest’ottica trova spiegazione una maggiore attenzione dei consumatori rispetto al passato verso il segmento della “protection”, non limitata alle sole coperture abbinate a mutui e prestiti che fino a pochi anni fa ha caratterizzato in modo preponderante questo segmento di offerta, ma estesa a nuovi prodotti a tutela, oltre che della morte, anche delle malattie gravi e del rischio di non autosufficienza in età senile. Il catalogo prodotti di molte Compagnie – e non solo di quelle “bancassicurative” – si è infatti arricchito di queste tipologie di polizza che pian piano si stanno diffondendo anche nel nostro Paese. La crisi e la conseguente incertezza che ne deriva sono sicuramente un elemento trainante per la loro diffusione, ma il loro utilizzo sistematico in ottica di pianificazione finanziaria si sta progressivamente affermando anche tra i più qualificati “private-bankers”.

Giacomo Bortolossi, Commissione Assicurazioni Assiom Forex



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