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24/06/2026

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La Germania sta deragliando. Perchè seguirla?

La cosiddetta "locomotiva d'Europa" sta deragliando e portando con sé tutti gli stati vagone attaccati. I numeri sono impietosi: secondo le ultime rilevazioni dell'Ufficio federale di statistica Destatis, nei primi tre mesi dell'anno sono state presentate ben 6.275 richieste di insolvenza ai tribunali locali (+6,5% su anno). Stanno fallendo decine di migliaia di imprese medio-piccole.
Eurostat certifica che la produzione industriale registra ad aprile un -1,2% su anno (in costante discesa), quando il manifatturiero era il fiore all'occhiello di Berlino, e la bilancia commerciale, adesso che non può più sfruttare l'energia a basso costo russa e l'export aggressivo verso USA e Cina ha trascinato l'Eurozona in deficit dopo questi due decenni di surplus.

Accanto al dramma delle imprese, c'è quello delle famiglie. I fallimenti dei consumatori privati sono aumentati del 6% nel trimestre (arrivando a quasi 20.000 casi), con una fiammata del 18,9% nel mese di marzo.
Peraltro, il peso di insolvenze che iniziano a colpire il cuore del sistema creditizio tedesco. Le banche, sommerse da una pioggia di mancati pagamenti, scelgono la via della prudenza estrema e iniziano a chiudere i rubinetti del finanziamento. Sembra quasi che la leggendaria efficienza teutonica si sia smarrita tra i registri dei debitori insolventi, lasciando il posto a un timore che paralizza l'intera economia.
Il pericolo non si ferma ai bilanci degli istituti di credito ma si sposta rapidamente sulla tenuta sociale del Paese. Un incremento verticale dei fallimenti aziendali genera un effetto domino che sfocia inevitabilmente nella disoccupazione. Lo Stato si prepara a gestire una pressione insostenibile sulla spesa pubblica, proprio quando le entrate fiscali iniziano a scarseggiare. Le casse federali dovranno farsi carico di ammortizzatori sociali e sussidi per milioni di cittadini che rischiano di perdere il lavoro, creando una voragine difficile da colmare. In pratica, serviranno aiuti di stato a pioggia (vietati da Bruxelles).


L'attuale crisi economica in Germania si manifesta attraverso segnali inequivocabili:

- contrazione violenta dei prestiti bancari verso il settore privato;

- esplosione dei costi per il welfare e il sostegno al reddito;

- erosione costante del gettito fiscale per le casse dello Stato;

- blocco delle strategie di espansione per le medie imprese;

- aumento della sfiducia tra gli investitori internazionali.
In questo scenario l'instabilità politica a Berlino gioca un ruolo decisivo. Il governo guidato da Friedrich Merz sta dando l'impressione di una totale incapacità decisionale, interessato solo ai finanziamenti all'Ucraina. Ogni giorno la paralisi si aggrava, mentre il Paese avrebbe bisogno di riforme profonde per evitare il peggio. Da noi avrebbero già chiamato la Troika e applicato l'austerity.




Claudio Gandolfo


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