22/10/2014

economia

Delude il ritmo irregolare della ripresa della crescita globale

 

Blanchard (FMI): Si salirà dal 3,3% nel 2014 al 3,8% nel 2015. Le eredità della crisi e la bassa crescita potenziale pesano sulla ripresa. C'è un aumento dei rischi al ribasso, finanziari e geopolitici

E’ in atto una debole e irregolare ripresa economica globale, ma che riflette differenti evoluzioni attraverso diversi Paesi e regioni. E’ quanto emerge dall’ultimo World Economic Outlook del FMI (WEO)Il FMI prevede una crescita globale media 3,3% nel 2014, invariata dal 2013 e in aumento al 3,8% nel 2015. Le prospettive di crescita più debole per il 2014 rispetto a quanto previsto in aprile, riflettono le battute d'arresto per l'attività economica nelle economie avanzate nel corso del primo semestre del 2014, e una visione meno ottimistica per diverse economie emergenti.

Delude il ritmo irregolare della ripresa della crescita globale

I tassi di crescita potenziale – che è il ritmo con cui la produzione annua può espandersi senza spingere verso l'alto l'inflazione - sono anch’essi in fase di revisione al ribasso.

"Queste prospettive negative influenzano a loro volta la fiducia, la domanda e la crescita", ha commentato Olivier Blanchard, Consigliere Economico e capo del Dipartimento di Ricerca del Fondo Monetario Internazionale.

Due forze sottostanti pesano sulla ripresa globale, secondo Blanchard. "Nelle economie avanzate, le eredità del boom pre-crisi e la successiva recessione, indebitamenti particolarmente alti e la disoccupazione, ancora gettano un'ombra sulla ripresa, e il basso potenziale di crescita è una preoccupazione". Molti mercati emergenti stanno a loro volta adeguando gli outlook per abbassare il potenziale di crescita.

In tutto il mondo gli investimenti sono stati più deboli di quanto previsto per un certo tempo. Di conseguenza, "la crescita globale è ancora mediocre", ha affermato Blanchard. 

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Allo stesso tempo, osserva il consigliere del FMI, “l'evoluzione economica sta diventando sempre più differenziata nei Paesi e nelle Regioni più importanti, con il ritmo della ripresa che riflette le varie condizioni specifiche del Paese".

 

Le prospettive di crescita variano nelle economie avanzate

 

Nelle economie avanzate la crescita dovrebbe aumentare all’1,8% nel 2014 e al 2,3% nel 2015.
Gran parte del rafforzamento riflette la crescita più rapida negli USA a seguito di una temporanea battuta d'arresto nel primo trimestre di quest'anno. La crescita dell'occupazione è stata forte, e i bilanci delle famiglie sono migliorati, all’interno di condizioni finanziarie favorevoli e un mercato immobiliare in recupero.

Nell'area dell'euro, le recenti delusioni sulla crescita evidenziano una persistente fragilità. Una graduale ma debole ripresa sembra prendere piede, sostenuta da una forte compressione degli interesse sugli spread per le economie stressate, e con i tassi di interesse a lungo termine ai minimi storici nelle principali economie dell'eurozona.

In Giappone il PIL è diminuito più del previsto nel secondo trimestre del 2014 a seguito di un aumento della tassa sui consumi. Guardando al futuro, si prevede che gli investimenti privati ritornino e che la crescita rimanga sostanzialmente stabile nel 2015.

 

I mercati emergenti si stanno adeguando a una crescita più lenta

 

La crescita dei mercati emergenti e delle economie in via di sviluppo continuerà a fare la parte del leone della crescita globale. Eppure, al 4,4% per il 2014, la previsione di crescita è un po' più debole rispetto a quella del WEO di aprile. Questo rallentamento è dovuto alla domanda interna fiacca e all'impatto delle crescenti tensioni geopolitiche, in particolare sulla Russia e nei paesi limitrofi.

• In Cina, la crescita dovrebbe scendere leggermente nel 2014-15 al 7,4%, portando le transizioni economiche verso un percorso più sostenibile. La crescita dovrebbe rimanere forte ovunque nei Paesi emergenti e in via di sviluppo dell'Asia.

• In America Latina, il tasso di crescita si prevede in riduzione della seconda metà di quest'anno, a circa l’1,3%, a causa di un calo delle esportazioni, nonché dei vincoli nazionali. La crescita dovrebbe essere in ripresa a circa il 2,2% nel 2015.

• Nell'Africa sub-sahariana, una crescita maggiore è prevista a causa delle favorevoli condizioni della domanda esterna e per la forte domanda di investimenti, anche se le prospettive variano da Paese a Paese.

• In Nord Africa e in Medio Oriente, la ripresa resta fragile anche se la crescita dovrebbe iniziare a crescere modestamente con il miglioramento delle condizioni di sicurezza interna e della domanda esterna. Analoghe considerazioni sono alla base dei modesti miglioramenti in Russia e altre economie della Comunità di Stati Indipendenti.

 

Considerevoli rischi di ribasso

 

Il WEO ottobre sottolinea l'aumento dei rischi di ribasso, sia nel breve sia nel medio termine, che potrebbero intaccare la fiducia globale e la crescita.

I rischi geopolitici maggiori potrebbero rivelarsi più persistenti, e potrebbero anche peggiorare. I risultati potrebbero essere prezzi nettamente più elevati del carburante, interruzioni di accordi commerciali, e ulteriori difficoltà economiche.

Le condizioni finanziarie favorevoli e la conseguente ricerca di rendimento, potrebbero alimentare eccessi finanziari. I mercati possono avere dei rischi sottovalutati per non non aver interiorizzato pienamente le incertezze sule prospettive mondiali. Un aumento maggiore del previsto dei tassi di interesse a lungo termine negli Stati Uniti, gli eventi geopolitici o grandi delusioni di crescita potrebbero innescare disagi diffusi.

Nelle economie avanzate, la stagnazione secolare (una situazione di deficit persistente di investimenti relativi al risparmio, anche con i tassi di interesse vicino allo zero) e una bassa crescita potenziale continueranno ad essere rischi importanti, nonostante i continui tassi di interesse molto bassi e una maggior propensione al rischio a medio termine nei mercati finanziari. La bassa inflazione prolungata o una deflazione vera e propria, in particolare nell'area dell'euro, potrebbero rappresentare un rischio per l'attività e la sostenibilità del debito in alcuni Paesi.

Per i mercati emergenti, la crescita potenziale potrebbe essere addirittura inferiore a quanto previsto, se i vincoli dal lato dell'offerta si dimostreranno più prolungati.

 

Potenziale in crescita

 

A fronte di una crescita globale più debole del previsto per la prima metà del 2014 e maggiori rischi al ribasso, la crescita può ancora riuscire a salire o può cadere di sotto delle aspettative. Questo sottolinea che, nella maggior parte delle economie di tutto il mondo, aumentare la produzione effettiva e potenziale deve restare una priorità.

Nelle economie avanzate, permane la necessità di evitare una normalizzazione prematura della politica monetaria. L’aggiustamento fiscale deve essere sintonizzato sia nel ritmo sia nella composizione per sostenere la ripresa e gettare le basi per la crescita a lungo termine e favorire l'occupazione. In questo contesto, un aumento degli investimenti in infrastrutture pubbliche potrebbe fornire una spinta alla domanda nel breve termine e contribuire ad aumentare la produzione potenziale a medio termine nei Paesi con carenze infrastrutturali chiaramente identificate (quali le strutture di manutenzione/aggiornamento negli Stati Uniti e in Germania) e processi d'investimento pubblici efficienti.
La possibilità delle economie emergenti a utilizzare politiche macroeconomiche a sostegno della crescita, varia ed è più limitata nei Paesi con vulnerabilità esterne.

Allo stesso tempo, i mercati emergenti dovranno occuparsi della normalizzazione della politica monetaria negli Stati Uniti e dei possibili cambiamenti nel sentiment dei mercati finanziari.
Per tutti i Paesi, avanzati ed emergenti, vi è una generale, urgente necessità di riforme strutturali, specifiche per singolo Paese, per rafforzare la crescita potenziale o rendere la crescita più sostenibile. Per molti stati, questo significa un miglioramento dei mercati del lavoro e dei prodotti, comprese le riforme per ridurre i costi dell’occupazione e facilitare una partecipazione maggiore della forza lavoro (molte economie europee avanzate e Giappone), eliminando gli ostacoli alle attività commerciali e agli investimenti nei servizi.

"La sfida per entrambe le economie, avanzate ed emergenti, è quella di andare al di là del mantra generale delle “riforme strutturali”, per individuare quali riforme siano più necessarie, e quali politicamente fattibili", afferma Blanchard.

Più in generale, conclude Blanchard, i politici hanno bisogno di "ristabilire la fiducia attraverso piani chiari per affrontare sia le eredità della crisi sia la sfida di una bassa crescita potenziale".

 

Video Blanchard

http://www.imf.org/external/mmedia/view.aspx?vid=3823530875001

 



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