19/11/2014

economia

La divergenza delle politiche monetarie centrali

 

Woehrmann (DeAWM): Nel 2015 negli USA la FED ridurrà i tassi e la ripresa economica continuerà. BCE e BoY continueranno con il QE. La mancanza di pressione inflazionistica sta limitando l'aumento dei rendimenti obbligazionari

Fare previsioni è sempre difficile, e in questo memento di congiuntura economica mondiale ancora di più. Nel suo ultimo outlook Asoka Woehrmann, CIO di Deutsche AWM, sottolinea quelli che a suo giudizio saranno fattori su cui basare le strategie di investimento.

Le principali nove posizioni sono:

- la ripresa economica globale continuerà nel 2015: +3,7%.
- la crescita economica statunitense accelererà nel 2015 al 3,2%.
- La FED probabilmente ridurrà i tassi di interesse nel terzo trimestre del 2015 a 0,25.

La divergenza delle politiche monetarie centrali

- le politiche monetarie espansive della zona euro e del Giappone continueranno.
- la politica prevista della BCE dovrebbe alimentare ulteriormente le divergenze politiche monetarie.
- Le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed nel 2015 sosterranno il dollaro americano.
- La mancanza di pressione inflazionistica sta limitando l'aumento dei rendimenti obbligazionari.
- i tassi di interesse reali negativi continuano a sostenere i mercati azionari.
- L'asset allocation del portafoglio modello equilibrato per i clienti con sede in Europa, Medio Oriente e Africa: Reddito fisso: 41%, Azioni: 48%, Alternative: il 10%, i prodotti di base: 1%

 

L'economia globale si sta espandendo

 

In mezzo a uno scenario economico negativo, è facile lasciarsi sfuggire uno sviluppo in particolare: l'economia globale continua a espandersi, sia pure a ritmi contenuti. I titoli azionari che traggono vantaggio da questa crescita costante, e distribuiscono un buon dividendo, dovrebbero continuare a riscuotere il favore degli investitori. In particolare, saranno le azioni delle società cicliche maggiormente favorite dall'espansione della crescita a offrire il massimo potenziale di rialzo. Il recente calo delle quotazioni potrebbe rivelarsi un buon punto di ingresso.

 

Il dollaro si rinforza

 

"Questa volta il dollaro si sta rafforzando - afferma Woehrmann - ma la causa ultima di questo trend potrebbe comunque provocare problemi, sebbene di diversa natura. A ottobre la Fed ha chiuso il QE, e adesso il focus dei mercati si è spostato sul futuro andamento dei tassi di interesse USA. L'economia statunitense cresce a ritmi sostenuti e il tasso di disoccupazione è in calo, pertanto ci aspettiamo che la Fed attuerà il primo rialzo dei tassi di interesse nel secondo semestre del 2015. Negli Stati Uniti come altrove, i mutuatari che negli ultimi anni hanno approfittato dei tassi bassi dovranno quindi fare i conti con un onere per interessi più elevato. Inizialmente l'impatto dell'aumento dei tassi potrebbe non essere poi così negativo, in quanto il tasso nominale dei Fed Funds è molto basso e il tasso reale è negativo. Ma se la Fed continuerà ad alzare i tassi anche negli anni successivi il rischio di default del credito aumenterà, e con esso i rischi di credito in generale".

 

Timori per l'aumento dei tassi di interesse

 

"L'aumento dei tassi di interesse di riferimento e la fine del QE potrebbero inoltre spingere al rialzo i tassi USA a breve e lungo termine il prossimo anno. Per contro, la BCE dovrebbe mantenere bassi i tassi di interesse dell'Eurozona. Il crescente divario tra i tassi di interesse delle due maggiori regioni economiche potrebbe innescare un deflusso di capitali dall'Eurozona verso gli Stati Uniti. Il rialzo dei tassi di interesse USA dovrebbe inoltre favorire il rafforzamento del dollaro", prosegue Woehrmann.

Seguici: 

L'aumento dei rendimenti USA avrà ripercussioni anche in Europa: poiché i tassi di interesse a breve termine rimarranno probabilmente bassi, la curva dei rendimenti tenderà a irripidirsi. Una curva dei rendimenti ripida solitamente è indice di una forte crescita economica futura. Questa interpretazione, con le opportune riserve, dovrebbe valere anche per l'Eurozona.
Nell'area euro l'accelerazione della crescita rimane molto debole, pertanto la BCE e i singoli governi degli stati membri non guarderanno con favore a un aumento dei rendimenti obbligazionari, e probabilmente i leader politici valuteranno l'opportunità di un QE pubblico (ossia l'acquisto di titoli sovrani) per tenere bassi i rendimenti obbligazionari.

 

Scelte per il mercato obbligazionario

 

"Suggerirei di indirizzarsi verso le obbligazioni USA a breve termine - valuta Woehrmann - per limitare il rischio legato alle variazioni dei tassi di interesse preservando al contempo la possibilità di trarre vantaggio dai trend valutari, ovvero il potenziale rafforzamento del dollaro rispetto all'euro".

 

Scelte per il mercato azionario

 

È tuttora importante evitare posizioni sottopesate. Attualmente i prezzi delle azioni europee appaiono interessanti, mentre sul fronte degli utili le società europee hanno accumulato un ritardo rispetto ai peer statunitensi, e per tale motivo rappresentano una valida opportunità di investimento. Questo vale in particolare per i ciclici, che potrebbero essere più favoriti da un graduale rimbalzo dell'economia. "Le azioni statunitensi hanno raggiunto prezzi che forse non risultano più favorevoli rispetto agli standard storici, ma questo non significa che si debbano escludere, se non altro perché offrono accesso ad alcuni settori chiave a livello globale. Per esempio, gli Stati Uniti dominano il settore delle tecnologie, che dovrebbe risultare particolarmente avvantaggiato dalla ripresa economica", conclude Woehrmann.

 

 



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