25/05/2016

economia

Fragile ottimismo sui mercati

 

Secondo il team di Anima, gli sviluppi della politica monetaria, del quadro macro e una certa stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, continuano a supportare i mercati. Ma nel breve periodo in Europa si intravedono rischi politici che potrebbero riportare incertezza

Dopo aver toccato i minimi a febbraio, nell'ultimo mese il recupero dei mercati è proseguito in modo piuttosto consistente anche per le asset class più rischiose, che erano state più penalizzate. Si sono consolidati i segnali di miglioramento del quadro macro; una certa stabilizzazione dei prezzi delle materie prime e specialmente del petrolio;
senza dimenticare l'importante supporto delle principali Banche Centrali, che soddisfacendo le aspettative degli investitori, hanno contribuito a migliorarne il sentiment. Fattori che hanno così continuato a determinare un impatto favorevole per diverse asset class.

Fragile ottimismo sui mercati

Sul fronte macro sono arrivate notizie confortanti dall'economia americana e da quella cinese, che più avevano creato timori nel recente passato. In particolare, per quanto riguarda gli Stati Uniti, nonostante i dati meno convincenti relativi al mercato del lavoro, va ricordato come la fiducia delle imprese manifatturiere sia tornata in area di espansione, ai massimi da luglio 2015. Ancora più significativi sono stati i numeri giunti dalla Cina, che dimostrano l'efficacia delle misure di stimolo adottate dalle autorità alla fine del 2015. A riprova, nell'ultimo report del Fondo monetario internazionale, nell'ambito di una crescita globale ancora prevista bassa e anemica, la Cina figura come uno dei pochi Paesi che dovrebbe registrare variazioni positive alle stime di crescita sia nel 2016 che nel 2017.

Fragile ottimismo sui mercati

Non è un caso, pertanto, se nelle ultime settimane fra gli investitori globali si sia diffuso un clima di maggiore tranquillità, a fronte anche di una forte riduzione di deflussi di capitali dalla Cina. Per quanto riguarda invece l'andamento del prezzo del petrolio, nonostante negli Usa le scorte risultino ancora elevate, va comunque sottolineato il taglio della produzione americana, che sta procedendo a un ritmo più rapido e più marcato rispetto alle attese degli analisti. Tanto che la produzione complessiva extra Opec dovrebbe diminuire di 700mila barili al giorno nella seconda metà dell'anno, portando così il mercato a un riassorbimento dell'offerta.
Fatta questa premessa, affinché la ripresa dei mercati descritta prosegua, occorrono ulteriori conferme sui vari fronti esaminati. Ma se dalla crescita della Cina potrebbero giungere ancora segnali costruttivi, sul fronte della politica monetaria, invece, le aspettative degli investitori sono limitate: i mercati scontano un rialzo della Fed a marzo 2017, ma la Fed stessa non ha escluso un rialzo già a giugno. Inoltre, in Europa, un rischio politico latente potrebbe riportare una fase di nuova elevata volatilità: il 23 giugno il referendum sulla Brexit, in cui in gioco sarà la permanenza del Regno Unito in Europa; subito dopo, il 26 giugno, anche la Spagna tornerà al voto con le elezioni politiche, senza contare che anche l'annosa "questione greca" potrebbe riaccendersi.

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Se poi circoscriviamo lo sguardo alla Borsa italiana, questa continua ad essere penalizzata dalle tensioni relative ai titoli finanziari. Pertanto, gli elementi di incertezza non mancano, di qui la conferma di un posizionamento neutrale da parte di Anima sia sull'asset class azionaria nel suo complesso che su quella obbligazionaria.



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