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03/12/2025

economia

Perché l'AI non basta più agli investitori e dove trovare i nuovi trend in Europa

O'Hara (GAM): timori per la bolla speculativa sull'intelligenza artificiale, la selettività su Europa e mining in crescita è d'aiuto

Il panorama degli investimenti tende spesso a concentrarsi intensamente su un unico tema, una dinamica che può spingere le valutazioni a livelli insostenibili. Secondo Tom O'Hara, Investment Director European Equities di GAM, l'intelligenza artificiale (AI), dominante dalla fine del 2022, è un esempio di questa tendenza all'affollamento. Sebbene GAM continui a investire in società esposte a questo settore, l'eccessivo rumore mediatico e speculativo solleva dubbi sulla rapidità con cui l'AI potrà dimostrarsi rivoluzionaria, un fattore essenziale per mantenere l'interesse degli investitori nel breve termine.

Questa cautela si basa sulla lezione storica della bolla dotcom, dove gli investitori avevano correttamente intuito che Internet avrebbe trasformato il mondo, ma avevano gravemente sovrastimato la velocità con cui ciò si sarebbe realizzato. Per questo motivo, GAM sta cercando una maggiore varietà tematica. La strategia attuale si concentra sulla gestione di un portafoglio con un'esposizione equilibrata verso temi di nicchia, meno affollati, ritenendo tale approccio più confortevole rispetto alla focalizzazione sui trend più ampi e saturi.
L'investimento in Europa richiede una notevole selettività, considerando che il continente comprende oltre 40 paesi, ognuno con risultati di crescita, stabilità governativa e posizioni fiscali estremamente variabili. La narrativa positiva dominante nel 2025 è stata la svolta in Germania, grazie al cambio di governo e all'entusiasmo per l'allentamento della rigida politica fiscale e la crescita della spesa per difesa e infrastrutture. GAM è ottimista sul potenziale della Germania come motore della ripartenza e prevede un'accelerazione della crescita nella seconda metà del 2026.

D'altro canto, il sentiment sulla Francia è estremamente negativo, determinato dalla paralisi parlamentare, dal declino della presidenza di Emmanuel Macron e da una chiara tendenza all'estremismo politico. Tuttavia, in Europa esistono altre storie positive che meritano maggiore attenzione.
- La Grecia sta prosperando dopo una lunga ripresa dalla crisi dell'eurozona. Il Paese beneficia di un governo stabile e favorevole alle imprese, forti investimenti nelle infrastrutture e un sistema bancario rivitalizzato, che guidano un'interessante crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL).
- La Spagna, nonostante un governo impopolare, ha registrato una crescita del PIL superiore a quella degli Stati Uniti nel 2024, trainata principalmente dal turismo e dai forti consumi privati.

- L'Irlanda mantiene il suo ruolo di porta d'accesso cruciale per le aziende statunitensi in Europa, generando surplus di bilancio significativi e capacità di investimento.
- Inoltre, le prospettive per l'Europa orientale stanno migliorando notevolmente, specialmente nell'eventualità di un auspicato accordo di pace tra Russia e Ucraina.
Un altro settore che sta vivendo un cambiamento significativo è quello minerario. Il forte aumento dei prezzi di oro e rame nel 2025 modificherà l'approccio culturale del settore, tradizionalmente radicato nella disciplina del capitale, verso una mentalità orientata alla crescita nei prossimi anni.


Anche l'abbigliamento sportivo si distingue tra le categorie di consumo, offrendo una forte opportunità di crescita nel medio termine. Si tratta di un sottosettore dove l'espansione è strettamente connessa al ciclo dell'innovazione. Brand come Nike stanno superando un periodo di difficoltà, dove i marchi chiave (Jordan, Air Force 1, Dunk) avevano raggiunto una fase matura, con la crescita che sta ora ricominciando a emergere.
Infine, l'attenzione è rivolta alla sanità a costi contenuti (Affordable Healthcare). Nel 2025, l'amministrazione Trump ha posto l'accento sulla riduzione dei costi dei farmaci negli Stati Uniti, mentre i governi europei cercano di ottimizzare le spese sanitarie per far fronte a crescenti deficit di bilancio. Attualmente, i farmaci generici e biosimilari costituiscono il 90% del volume dei farmaci, pur incidendo per solo il 10% del costo totale, fornendo un valore significativo al sistema. Si prevede una massiccia ondata di lanci di farmaci biosimilari nel prossimo decennio, poiché prodotti farmaceutici per un valore di oltre 300 miliardi di dollari perderanno la copertura brevettuale.


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