Fintech e Insurtech: tra consolidamento, AI e nuove sfide di mercato
Giorgino e Grassi (Politecnico di Milano): il settore riduce le startup ma aumenta ricavi, punta su AI e internazionalizzazione
Il Politecnico di Milano ha pubblicato la sua indagine annuale sull'Osservatorio Fintech & Insurtech. Alla fine del 2025 si contano 485 startup attive, contro 596 nel 2024. Nei primi dieci mesi dell'anno la raccolta di capitali ammonta a 202milioni di euro, in calo del 19% rispetto ai 250milioni del 2024. Nonostante la contrazione, le realtà rimaste mostrano ricavi mediani di 700.000 euro, in netto aumento rispetto ai 500.000 euro del 2024 (+29%), e 46% ha già raggiunto il break-even.
Le startup segnalano come ostacolo principale il finanziamento: il 44% indica la difficoltà di reperire capitale, il 42% è attivamente alla ricerca di investimenti. Di chi ricerca fondi, il 9% punta a round superiori a 5 milioni di euro per accelerare la crescita, mentre il 63% preferisce chiudere round inferiori a 2 milioni per completare lo sviluppo prodotto e rafforzare la vendita.
Il sentiment resta positivo: 62% delle imprese prevede un futuro ottimista nei prossimi 12 mesi, 73% nei prossimi tre anni. L'internazionalizzazione è ancora limitata: solo 32% serve un altro Paese europeo e 2% dei ricavi proviene dall'estero, ma 79% intende espandersi fuori dall'Italia.
L'intelligenza artificiale (AI) è ormai centrale: il 51% delle startup utilizza AI analitica (Machine Learning, Big Data) e il 4% impiega Generative AI. Tra gli operatori finanziari, su 147 progetti internazionali negli ultimi due anni, il 57% riguarda Generative AI, il 26% AI analitica, il 13% ibrido e l'8% sperimentazioni di Agentic AI. Il 93% dei progetti è progettato per contenere il rischio, limitando l'impatto su organizzazione e reputazione; il 66% mira a risultati a breve termine "chiavi in mano".
"Oggi il Fintech non è più un settore a parte, ma una componente matura e integrata del sistema finanziario", afferma Marco Giorgino, Responsabile Scientifico Osservatorio Fintech & Insurtech. "E il contesto del 2025 ne è la prova: da un lato gli operatori tradizionali sono tornati protagonisti, forti di una marginalità ai massimi storici, e hanno ripreso in mano le redini del gioco; dall'altro l'ecosistema dell'innovazione vive un'intensa e necessaria fase di assestamento. Questo scenario alimenta un mercato dinamico in cui gli incumbent fanno ?spesa' di tecnologia e talento, mentre le startup più mature trovano nell'acquisizione una via strategica per lo scaling up. E sta avvenendo una doppia rivoluzione: quella tecnologica, in cui l'intelligenza artificiale è anche leva di ristrutturazione industriale, e quella normativa, con l'entrata in vigore del framework MiCAR, che fornisce un quadro di certezza legale alla tokenizzazione degli asset, e con l'annunciata Digital Finance Strategy della Commissione Europea. La sfida per la competitività del sistema sarà gestire il potere e le conseguenze sociali, etiche e competitive dell'intelligenza, all'interno di un perimetro normativo che è al tempo stesso abilitatore e vincolo".
"Dopo un decennio di crescita, l'ecosistema italiano Fintech e Insurtech è entrato in una fase di consolidamento", afferma Laura Grassi, Direttrice dell'Osservatorio Fintech & Insurtech. "I picchi degli anni passati, sia in termini di nuove startup fondate che di capitali raccolti, lasciano spazio oggi a uno scenario più maturo e selettivo. Il nostro censimento registra un calo nel numero di startup e una contrazione della raccolta di finanziamenti, ma non siamo di fronte a una crisi congiunturale, bensì all'affermazione di un trend strutturale: il mercato sta maturando e diventando più esigente. Ne derivano numerose acquisizioni e anche alcuni fallimenti di progetti che non sono riusciti a raggiungere sufficiente trazione. Ma il consolidamento premia la qualità e la focalizzazione dell'offerta: sul mercato oggi operano meno attori, mediamente più profittevoli e con ricavi più elevati. Il Fintech evolve nei modelli di business, nelle infrastrutture, nei comportamenti delle persone e delle PMI con trasformazioni profonde che stanno ridisegnando il settore".
"Nel settore Finance, che vive di dati e di gestione del rischio, l'impatto dell'AI sarà certamente dirompente", afferma Filippo Renga e sottolinea che l'adozione è frenata da gestione dei dati e competenze insufficienti.
Il settore Insurtech registra 78 startup (da 86 nel 2024) con una raccolta complessiva di 28,5milioni di euro (-?18%). I ricavi mediani salgono a 700000euro e il 43% ha raggiunto il break-even. Anche qui il funding è la principale sfida (55%).
Altri trend emergenti:
- Gamification: il 70% delle iniziative usa missioni, il 67% reward economici, il 58% point virtuali; si osservano rischi di "gamblification" negli investimenti.
- Finfluencer: l'Osservatorio conta 48 creator italiani, principalmente su Instagram; i 15 profili più seguiti su YouTube hanno generato 2,17 miliardi di visualizzazioni con 33.949 video. Il 70% possiede una formazione economica, ma solo 30% è iscritto a un albo di consulenti finanziari.
- PMI: le banche più apprezzate per sicurezza (27%), consulenza personalizzata (26%) e trasparenza (20%). Per le assicurazioni, trasparenza (26%), prodotti ad hoc (23%) e consulenza (23%). Le PMI mostrano più interesse per servizi finanziari digitali (sottoscrizione carte aziendali 25%, supporto contabilità 25%) rispetto a software gestionali (5%) o recruiting (4%).
Le normative recenti, come il framework MiCAR e la Digital Finance Strategy europea, forniscono certezza legale alla tokenizzazione degli asset e influenzano la competitività del sistema, richiedendo una gestione attenta delle conseguenze sociali ed etiche dell'AI.
Giorgino conclude che il 2025 conferma la transizione del Fintech da settore emergente a componente integrata del sistema finanziario, con operatori tradizionali che riconquistano il ruolo di protagonisti e startup mature che puntano su acquisizioni per scalare.

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