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14/01/2026

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NBA: cresce il valore dei team e si allarga al private equity

Solo nel 2025 Lakers, Celtics e Portland sono passate di mano per circa 20 miliardi di dollari. Cambiamenti generazionali e dei modelli di business

NBA registra un'impennata dei valori: tutte le 30 franchigie superano il miliardo di dollari, spinta da un nuovo accordo televisivo da 76 miliardi di dollari previsto per i prossimi dieci anni. Nel 2025, tre squadre hanno cambiato proprietario, generando circa 20 miliardi di transazioni.
Nel dettaglio, Los Angeles Lakers hanno ceduto la quota di maggioranza a Mark Walter (proprietario dei Los Angeles Dodgers) per quasi 10 miliardi di dollari; a agosto, Boston Celtics sono stati acquistati da un consorzio guidato da Bill Chisholm per 6 miliardi; nello stesso periodo, Portland Trail Blazers hanno venduto la maggioranza a Tom Dundan (già titolare dei Carolina Hurricanes) per poco più di 4 miliardi.

- Los Angeles Lakers - quota di maggioranza venduta dalla famiglia Buss a Mark Walter (Los Angeles Dodgers) per quasi 10 miliardi di dollari.
- Boston Celtics - acquisiti da un gruppo guidato da Bill Chisholm per circa 6 miliardi di dollari.
- Portland Trail Blazers - maggioranza ceduta a Tom Dundan per poco più di 4 miliardi di dollari.
Dal 2020, otto franchigie hanno cambiato mano, pari al 25% del campionato, dimostrando che anche i club più storici non sono più immune a operazioni di private equity. Dal 2021 la lega ha consentito a fondi di investimento di acquistare quote, imponendo un tetto del 20% per fondo e un massimo di cinque squadre, con limitazioni di voto e di controllo operativo.

Il private equity ha già una presenza consolidata: il fondo Sixth Street ha partecipato al consorzio dei Boston Celtics e possedeva il 20% dei San Antonio Spurs; Arctos Partners detiene quote nei Sacramento Kings, nei Golden State Warriors e negli Utah Jazz.
Le motivazioni di queste cessioni sono molteplici. L'età dei proprietari, spesso superiore ai 60 anni, spinge a valutare il futuro della squadra e del proprio patrimonio. "I proprietari che hanno deciso di vendere negli ultimi anni avevano tutti più o meno la mia età e, a un certo punto, bisogna considerare cosa riserva il futuro alla squadra, alla famiglia e all'azienda" Mark Cuban.

I nuovi titolari puntano a diversificare i flussi di reddito, soprattutto tramite progetti immobiliare legati alla costruzione di nuove arene e alla riqualificazione delle aree circostanti. Questo modello genera ricavi aggiuntivi al di là dei diritti televisivi e dei biglietti, rendendo le franchigie ancora più attraenti per gli investitori.
Dopotutto, anche in Europa, soprattutto nel calcio, negli ultimi anni sono stati molti i club che hanno venduto a nuovi proprietari o hanno consentito l'acquisto a nuovi azionisti di maggioranza.
Quasi la metà del campionato di calcio di Serie A è di proprietà americana e gli investimenti stranieri sono abbondanti anche nella Premier League, forse il campionato di calcio più popolare del momento.


Chi decide di investire non lo fa solo per interesse sportivo, ma anche in vista di investimenti immobiliari: la costruzione di un nuovo stadio o di un'arena, progetti di riqualificazione urbana in città e altro ancora.
In sintesi, l'NBA si sta trasformando in un veicolo d'investimento dove la crescita del valore delle squadre, le opportunità di sviluppo immobiliare e un robusto accordo televisivo creano un contesto ideale per il coinvolgimento di capitali privati.

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