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21/01/2026

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Ricambio generazionale: la grande sfida delle imprese italiane

Bertolotti (Peoplelink): moltissime aziende devono gestire il passaggio di competenze per evitare perdita di know how

Nei prossimi vent'anni il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati in Italia scenderà da 3:2 a 1:1, creando un dislivello demografico senza precedenti che mette a repentaglio la continuità operativa di migliaia di aziende. I dati ISTAT 2025 indicano che il 30% delle imprese italiane presenta già uno squilibrio critico tra dipendenti senior (oltre 55 anni) e giovani under 35, con un rapporto superiore a 1,5:1; la percentuale sale al 35% nelle microimprese.
Di fronte a questa emergenza, cresce l'interesse per strumenti capaci di trasformare il rischio in opportunità, mediante una pianificazione strutturata del trasferimento di competenze. Peoplelink, società del Gruppo Sistemi, offre VISTA, una soluzione HCM integrata al Portale HR che supporta le attività legate al ricambio generazionale.

Il rischio è concreto: quando il knowhow va in pensione le imprese perdono competenze strategiche, cultura aziendale consolidata e esperienza operativa accumulata in decenni. Una impresa familiare su cinque dovrà affrontare il passaggio generazionale nei prossimi cinque anni, ma solo il 14% dispone di un piano formale. Solo 3 aziende su 10 sopravvivono al terzo passaggio generazionale, evidenziando la necessità di interventi mirati.
"La diversità generazionale non è più soltanto una questione demografica, ma una leva competitiva fondamentale", afferma Tiziano Bertolotti, CEO di Peoplelink. "Le aziende che oggi si trovano con intere funzioni a rischio di svuotamento per il pensionamento simultaneo di più figure senior non possono permettersi di improvvisare. Servono strumenti strutturati che permettano di mappare le competenze critiche, pianificare il knowledge transfer e creare percorsi di crescita intergenerazionali prima che sia troppo tardi".

La gestione del ricambio parte da un'analisi predittiva che identifica le competenze critiche a rischio nei prossimi 3?5 anni e i dipendenti che le detengono. Successivamente si attuano percorsi strutturati di affiancamento, dove il sapere pratico dei senior viene trasmesso ai giovani tramite mentoring operativi. Parallelamente, i successori vengono scelti in base a competenze reali e potenziale, mappando in anticipo i gap formativi da colmare. Formazione differenziata, reskilling per nuove tecnologie e upskilling per ruoli di maggiore responsabilità completano la strategia, culminando nella creazione di team multigenerazionali equilibrati.
- Mappare le competenze critiche a rischio di perdita.

- Avviare programmi di mentoring operativi tra senior e giovani.
- Identificare i successori in base a skill e potenziale dimostrato.
- Implementare percorsi di reskilling e upskilling mirati.
- Costituire team multigenerazionali equilibrati.
VISTA si propone di andare oltre la semplice digitalizzazione dei processi HR, offrendo una visione centrata sulle persone che armonizza l'esperienza consolidata dei senior con l'energia e le competenze tecnologiche dei nuovi talenti. Il gestore di processi HR semplifica ambiti quali formazione, competenze e asset, trasformando attività amministrative in leve strategiche per l'azienda. La convivenza di più generazioni, se ben governata, diventa un moltiplicatore di valore: le organizzazioni che investono in strategie di diversity generazionale registrano innovazione più alta, clima organizzativo migliore, turnover ridotto tra i giovani talenti e continuità operativa garantita anche durante le fasi di transizione. La ricerca mostra che ambienti multigenerazionali migliorano l'esperienza lavorativa per oltre il 70% dei dipendenti, con impatti positivi misurabili su produttività e performance complessive.


"Il ricambio generazionale deve essere vissuto come un'opportunità di rilancio strategico", conclude Bertolotti. "Le aziende che oggi investono in questo tipo di soluzioni non stanno solo proteggendo il proprio patrimonio di conoscenze: stanno costruendo organizzazioni più resilienti, innovative e pronte ad affrontare le sfide del futuro. Perché il successo non appartiene a una sola generazione, ma a quelle organizzazioni che scelgono di crescere insieme".

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