Libro "I nuovi poteri di AGCOM" nell'online e nel Diritto D'Autore: vigilanza e sanzioni
Lavagnini (LGV Avvocati): la giurista analizza l'estensione dei poteri dell'Autorità, che ora può imporre sanzioni fino all'1% del fatturato e contrastare i deepfake
Calcio, cinema, fakenews, solo per citare alcuni dei macro settori nei quali esercita il suo controllo l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. L'Agcom, costituita nel 1997, è l'autorità indipendente che regolamenta e vigila sui settori delle telecomunicazioni, audiovisivo, editoria, servizi postali e piattaforme online. Un ruolo cardine per la democrazia e l'esercizio di attività sensibili (basti pensare alle piattaforme sempre più invasive) i cui poteri sono progressivamente stati estesi in ragione dell'evoluzione tecnologica e della complessità delle relazioni informative ed economiche dei nostri tempi. A questo ulteriore processo di implementazione delle competenze e poteri è dedicato l'ultimo interessante scritto, curato da Simona Lavagnini, partner LGV Avvocati, dal titolo "I nuovi poteri di Agcom. Nell'online e nel diritto d'autore", edito da Giappichelli. Del testo, nel quale sono presenti contributi di autorevoli studiosi, ne parliamo con l'autrice.
Come è nata l'dea di questo scritto?
E' il proseguimento e sviluppo di un lavoro iniziato nel 2022 con la pubblicazione di un testo, sempre per Giappichelli, dedicato alle novità introdotte dalla direttiva UE sul diritto d'autore nel mercato unico digitale (Dir. 2019/790). Nell'implementazione italiana della disciplina, l'Autorità ha ricevuto una serie di nuovi poteri, non soltanto in ambito digitale, con un evidente ulteriore potenziamento del suo ruolo nel sistema nazionale di tutela dei diritti. Mi è sembrato opportuno, forse necessario, scrivere questo nuovo testo per fornire uno strumento di studio e analisi pensato per chi, come me, si occupa da sempre di industria culturale e creatività. Noi "autoristi" abbiamo la necessità di imparare a gestire procedure e rimedi di diritto amministrativo, conciliandoli e coniugandoli con le tradizionali tutele di diritto privatistico e penale, dichiara Simona Lavagnini.
Quali sono i nuovi poteri attribuiti all'AGCOM?
L'Autorità ha funzioni di vigilanza e sanzionatorie in molti ambiti del diritto d'autore che hanno a che fare con l'online, con le collecting, con la tutela degli utenti della rete, nonché con la protezione degli autori e degli artisti interpreti ed esecutori. Ricordo in particolare il potere di vigilare sugli obblighi di trasparenza ed informazione delle piattaforme online, il potere di precisare i criteri di riferimento per l'equo compenso dovuto agli editori di pubblicazioni giornalistiche online da parte delle piattaforme, il potere di sorvegliare sugli enti di gestione collettiva del diritto d'autore, il potere di vigilanza sugli obblighi di informazione riconosciuti agli autori ed agli artisti, i poteri del coordinatore dei servizi digitali ai sensi del Digital Service Act (DSA), nonché infine i poteri in materia di tutela del diritto d'autore online, oggi estesi fino a contrastare gli sfruttamenti non autorizzati di eventi live con inibitorie dinamiche che possono essere emanate anche nei confronti di provider esteri di vario tipo.
Quale impatto hanno per le imprese e i consumatori?
Le imprese maggiormente coinvolte sono da un lato quelle che producono contenuti protetti dal diritto d'autore e dall'altro lato quelle che ne fanno utilizzo, principalmente piattaforme e provider. Ugualmente coinvolti dall'azione di Agcom sono gli autori e gli artisti, in particolar modo per quanto riguarda il loro diritto ad una remunerazione adeguata. L'Autorità interviene infatti in modo piuttosto importante sia nell'ambito delle informazioni dovute agli autori ed agli artisti riguardo agli sfruttamenti delle loro opere, sia per la determinazione del compenso dovuto per gli sfruttamenti, con poteri anche sanzionatori nel caso di violazione delle norme. Va anche ricordato che ha poteri investigativi molto incisivi, che vanno da quello di richiedere informazioni al potere di effettuare ispezioni e chiedere chiarimenti sulle informazioni raccolte. Dal punto di vista sanzionatorio Agcom può irrogare sanzioni alle imprese interessate che arrivano fino al 1% del fatturato (e in determinati casi anche oltre). Per quanto riguarda i consumatori, l'impatto riguarda in particolare la sorveglianza da parte sulle piattaforme e più in generale sui provider, con la possibilità di ricorrervi in caso di rimozione ingiustificata o mancato ripristino dei contenuti online caricati dai consumatori e rimossi dalle piattaforme, oltre che per eventuali violazioni del DSA.
Quali poteri può esercitare AGCOM per contrastare i deepfake?
Non è attualmente direttamente coinvolta nella sorveglianza sulle questioni relative all'intelligenza artificiale (AI), tuttavia può certamente svolgere un ruolo rilevante in relazione al contrasto dei deepfake, in particolare qualora costituiscano un reato, oggi previsto dal nuovo art. 612-quater c.p. L'Autorità è a tutti gli effetti organo amministrativo di vigilanza sulle reti elettroniche ed in particolare sulle piattaforme di condivisione di video, e conseguentemente sulla base del regolamento 298/23/CONS può intervenire e limitare la circolazione di contenuti illegali a fini di tutela dell'ordine pubblico, per il perseguimento di reati, per garantire la tutela dei minori e dei consumatori, nonché contro la violazione della dignità umana.
Quale altro ruolo potrebbe svolgere AGCOM in relazione alle nuove sfide lanciate dall'AI al diritto d'autore?
Il più importante mi sembra essere quello dell'enforcement reso possibile dal regolamento per la tutela del diritto d'autore online, che fra l'altro negli ultimi anni è stato costantemente esteso per intercettare nuove modalità tecnologiche di violazione, come ad esempio le IPTV abusive. Già oggi potrebbe agire su richiesta dei titolari dei diritti per bloccare o far rimuovere contenuti generati dall'AI in violazione dei diritti d'autore. Il caso paradigmatico potrebbe essere quello della diffusione su piattaforme online di output generati dall'AI che riproducano in modo riconoscibile narrative, scene, personaggi, sequenze o altro che siano tratti da opere coperte da diritto d'autore, in assenza di licenza e al di fuori delle eccezioni previste dalla legge. Inoltre, non si deve dimenticare il ruolo esercitato da Agcom quale coordinatore digitale, che potrebbe essere utilizzato inter alia per richiedere informazioni ai prestatori di servizi sull'addestramento dei sistemi di AI, verificandone quindi la liceità. Mi pare probabile ed anche auspicabile poi che in futuro l'Autorità possa collaborare con altre autorità di settore per approcciare in modo olistico la tutela dei diritti in un ambiente digitale caratterizzato da forti convergenze fra servizi e tendenze oligopolistiche.
Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione
