Perché l'IA trasformerà, e non sostituirà, i posti di lavoro
Franz (Capital Group): il desiderio di competenza, efficienza e responsabilità fa sì che gli esseri umani mantengano saldamente il controllo della situazione
Jared Franz, economista di Capital Group, afferma che l'IA trasformerà radicalmente l'economia, ma le previsioni di perdita massiccia di posti di lavoro sono esagerate. Secondo lui, l'adozione dell'IA migliorerà la produttività, ma i guadagni dipendono da cinque condizioni operative.
Le aziende tendono a inserire le nuove tecnologie nei sistemi esistenti anziché sostituirli completamente. Questo approccio rallenta l'adozione in settori come edilizia, sanità, aerospaziale, difesa e finanza, dove i sistemi legacy e i dati frammentati rendono difficile l'integrazione.
Nel campo medico, l'IA non sostituisce il radiologo, ma lo assiste. Nonostante le previsioni del pioniere dell'IA Geoffrey Hinton secondo cui il deep learning avrebbe superato i radiologi entro cinque anni, il numero di specialisti è cresciuto insieme alla domanda di esami diagnostici.
Le principali sfide all'adozione su larga scala includono normative di settore, capacità manageriali e la necessità di riorganizzare i flussi di lavoro. Franz elenca i criteri indispensabili:
- L'attività da migliorare deve influire in modo significativo sulla produzione complessiva dell'impresa.
- L'incremento di produttività deve tradursi in vantaggi per l'azienda, non in benefici personali dei dipendenti.
- Il flusso di lavoro correlato deve essere adattabile alle nuove modalità operative.
- I dirigenti devono accettare di ristrutturare i processi lavorativi.
- I concorrenti non devono imporre un trasferimento immediato dei guadagni di produttività ai clienti.
Se uno di questi punti manca, l'aumento di efficienza non si riflette sui risultati aziendali. Gli effetti dell'IA saranno quindi disomogenei: settori come l'assistenza clienti, la gestione dei sinistri assicurativi e lo sviluppo software potranno vedere miglioramenti marcati, mentre servizi legali, consulenza di alto livello e alcune aree della sanità potrebbero trarre benefici più limitati.
I sistemi di IA rimangono lontani dall'intelligenza umana. Possono eccellere in test specifici, ma non comprendono il contesto reale. "Resta dunque un ampio margine che gli esseri umani possono colmare grazie alla loro esperienza, alla comprensione del contesto e alla creatività", afferma Franz.
Le notizie di licenziamenti massivi per colpa dell'IA sono spesso fuorvianti. Molti tagli derivano da pressioni sui costi, concorrenza accresciuta e fluttuazioni della domanda, soprattutto dopo la pandemia, quando aziende tecnologiche, di eCommerce e finanziarie hanno assunto in massa per poi trovarsi con un organico in eccesso. "L'intelligenza artificiale offre una comoda spiegazione per i tagli che erano già giustificati da una crescita degli utili più modesta e da un andamento più normalizzato della spesa al consumo", spiega Franz. I dirigenti sono molto attenti all'andamento delle quotazioni azionarie e preferiscono affermare: "Stiamo raccogliendo i frutti dell'implementazione dell'IA, motivo per cui diventeremo un'azienda più snella", anziché ammettere che i loro margini e i loro segmenti di business potrebbero essere in difficoltà.
Infine, l'adozione dell'IA non elimina la necessità di esperti umani. Le imprese usano strumenti di intelligenza artificiale per velocizzare compiti, ma continuano a fare affidamento su professionisti per le attività più critiche e per garantire qualità e responsabilità. "Sebbene oggi le informazioni siano più facilmente accessibili, il desiderio di competenza, efficienza e responsabilità fa sì che gli esseri umani mantengano saldamente il controllo della situazione", conclude Franz.

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