Innovazione delle PMI familiari: crescita del 17% e concentrazione brevettuale
Rondi (PoliMi): le tre sfide su cui si gioca il futuro di queste aziende sono misurare l'innovazione (per poterla gestire), valorizzarla (trasformandola in un vantaggio competitivo) e comunicarla (per non perdere parte del valore potenziale)
Le PMI familiari italiane hanno aumentato la spesa totale in R&S del 17% tra il 2020 e il 2024, ma solo una su dieci dedica al bilancio risorse a ricerca e sviluppo, con una diminuzione dell'11% nel numero di imprese attive. L'investimento è più concentrato: poche aziende, spesso con una quota familiare più ridotta, assorbono la maggior parte dei fondi. Le realtà più innovative si concentrano nell'area industriale Nord-Est, tra Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
Le imprese con età compresa tra 11 e 50 anni generano quasi l'80% della spesa in R&S, mentre le più giovani e le più mature investono molto meno. I brevetti, oltre 75.000, sono detenuti da appena un quarto delle imprese analizzate e hanno prevalenza difensiva. Gli imprenditori percepiscono l'AI come strumento di difesa contro il rischio di perdita di know-how, non ancora come leva strategica di crescita. Solo il 10-15% dei post su LinkedIn delle PMI parla di innovazione.
Il report "L'innovazione delle piccole e medie imprese familiari italiane: misurarla, valorizzarla e raccontarla", realizzato nell'ambito del progetto IF! del gruppo Innovation Strategy & Family Business della POLIMI School of Management, analizza più di 6.300 imprese con fatturato tra 20 M e 150 M di euro. Il campione è tipico del capitalismo familiare: prevalenza manifatturiera e commerciale, concentrazione nel Nord, età media 35 anni, margine EBITDA del 7% e ROE intorno all'11%. Per ciascuna impresa è stato calcolato il Family PMI Innovation Index, che combina risorse investite, risultati ottenuti e redditività.
Le regioni con la più alta percentuale di PMI innovative sono:
- Puglia (15,9%);
- Sardegna (14,9%);
- Lazio (12,0%);
- Campania (10,4%);
- Piemonte (10,1%).
Nel Nord, la Lombardia registra 163 imprese innovative, ma resta al di sotto della media nazionale del 9,9%. La differenza è dovuta al fatto che l'innovazione nei distretti settentrionali è spesso relazionale e di filiera, non contabilizzata nei bilanci singoli.
"Le PMI familiari rappresentano il cuore del sistema socio-economico italiano e presidiano molti settori che trainano il Made in Italy nel mondo - commenta Emanuela Rondi, Direttrice del Progetto IF! - eppure sono ai margini del dibattito sull'innovazione, che si concentra su startup, grandi gruppi tecnologici e centri di ricerca. Noi invece abbiamo voluto occuparcene e ingaggiarle, scoprendo che innovano molto più di quanto i loro bilanci lascino intuire: si tratta per lo più di miglioramenti incrementali, soluzioni nate sul campo, collaborazioni con clienti e fornitori che gli strumenti standard catturano solo in parte. Per capire davvero occorre integrare lo studio dei dati numerici con l'ascolto diretto dei protagonisti. Da questa lettura emergono le tre sfide su cui si gioca il futuro delle PMI familiari: misurare l'innovazione, per poterla gestire; valorizzarla, trasformandola in un vantaggio competitivo che porta a un risultato economico; comunicarla, per non perdere parte del valore potenziale. Senza dimenticare il tema generazionale: è nel dialogo tra chi guida l'impresa e chi subentra che si gioca buona parte della partita".
I settori con la più alta concentrazione di investimenti in R&S sono:
- Veicoli a motore e componenti (30,8%);
- Software e servizi ICT (28,6%);
- Elettronica e ottica (27,1%);
- Meccanica strumentale (24,3%);
- Farmaceutica ed apparecchi elettrici (23,1%).
Le PMI più innovative mostrano una quota di proprietà familiare più bassa rispetto alla media, indicando una maggiore apertura a capitali e competenze esterne. Tuttavia, una parte significativa di imprese eccelle pur essendo interamente controllata dalla famiglia.
I brevetti individuati ammontano a 75.406, distribuiti su 1.730 imprese (27% del campione). Il 86,5% di questi brevetti non ha ricevuto citazioni, evidenziando una funzione prevalentemente difensiva.
La governance formale, con deleghe dalla famiglia a manager esterni, è correlata a una maggiore intensità innovativa. La comunicazione digitale è diffusa: quasi 7 imprese su 10 hanno un profilo LinkedIn, ma solo 1 post su 8 riguarda l'innovazione, lasciando spazio a chi saprà raccontare meglio la propria spinta innovativa.
L'adozione dell'AI rimane limitata. Quando avviene, è spesso spontanea e "dal basso", con dipendenti che sfruttano strumenti di AI senza una strategia strutturata. Il rischio è trattare l'AI solo come questione tecnologica, senza una revisione trasversale dei processi aziendali.
Le 100 PMI familiari più innovative, classificate con il Family PMI Innovation Index, sono tutte attive in R&S e brevettuali, e appartengono alla fascia d'età 26-50 anni. Geograficamente, la loro distribuzione è:
- Lombardia (27 imprese);
- Veneto (22 imprese);
- Emilia-Romagna (13 imprese);
- Piemonte (10 imprese);
- Toscana (8 imprese).
Settorialmente, la concentrazione è ancora più marcata: il comparto dei macchinari conta 44 imprese, e i primi cinque settori, tutti legati alla meccanica e metallurgia, rappresentano il 71% del totale.
Nel panorama macro-settoriale, la distribuzione dei brevetti è:
- Manifattura high-tech (772 imprese, mediana 19 brevetti);
- Manifattura tradizionale (531 imprese, mediana 8 brevetti);
- Commercio all'ingrosso (191 imprese, mediana 5 brevetti);
- Costruzioni & energia (66 imprese, mediana 6 brevetti);
- Servizi & altro (103 imprese, mediana 4 brevetti).

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