Le PMI hanno bisogno di un ERP moderno per la gestione d'impresa | BusinessCommunity.it
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03/06/2026

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Le PMI hanno bisogno di un ERP moderno per la gestione d'impresa

Greco (Cegeka): le aziende hanno bisogno di agilità e soluzioni tecnologiche moderne

Il panorama economico attuale è segnato da quello che Lorenzo Greco, Managing Director di Cegeka Italia, definisce uno stato di "perenne crisi" o, più precisamente, di "indeterminatezza". In un mercato dove le condizioni geopolitiche e finanziarie mutano con una rapidità senza precedenti, le aziende hanno smesso di ragionare su orizzonti decennali, preferendo mosse tattiche e decisioni d'investimento a breve termine per evitare di trovarsi spiazzate. In questo contesto, la vera sfida per la sopravvivenza e la competitività risiede nell'agilità: la capacità di interpretare l'ambiente esterno e modificare i processi in corso d'opera.

Cegeka, colosso europeo da 1,3 miliardi di euro di fatturato e 9.000 dipendenti, si inserisce in questo scenario con una missione precisa: coniugare la forza di una multinazionale con un'"anima italiana" capace di comprendere le specificità del nostro tessuto produttivo. Il cuore di questa strategia è il superamento di strumenti obsoleti; in molte piccole e medie imprese, infatti, il principale concorrente della digitalizzazione è ancora Excel, se non addirittura "carta e penna". La risposta a questa frammentazione è SPACEplus, l'evoluzione della piattaforma SPACEnet, progettata specificamente per portare i vantaggi dei sistemi ERP (Enterprise Resource Planning) anche nel mondo delle PMI manifatturiere e industriali.

L'approccio di Cegeka non è quello di imporre sistemi monolitici e pesanti. Al contrario, SPACEplus si fonda sulla modularità e sulla sostenibilità dell'investimento. Grazie a una struttura "pay-per-use", le aziende possono attivare solo i moduli necessari per risolvere criticità verticali specifiche, dalla metallurgia alla cosmesi, senza stravolgere l'intera infrastruttura aziendale. Ma la tecnologia è solo una parte dell'equazione. Cegeka punta su pilastri fondamentali come la "sovranità digitale", intesa come il controllo totale del cliente sui propri dati e applicazioni, e l'integrazione dell'intelligenza artificiale per automatizzare i compiti ripetitivi e supportare le decisioni complesse. In questa intervista, esploreremo come la collaborazione, la fiducia e l'innovazione tecnologica stiano riscrivendo il DNA del manifatturiero italiano.


 

Le imprese italiane come stanno affrontando questo passaggio a soluzioni tecnologiche moderne?

Vivono la situazione non tanto con incertezza, ma con la netta sensazione di trovarsi nell'indeterminatezza. Le aziende sentono che il terreno sotto i piedi si muove costantemente a causa degli scenari geopolitici e di mercato. Questo porta a scelte d'investimento molto tattiche e orientate al breve periodo, finalizzate soprattutto a non farsi trovare impreparati rispetto alle tendenze tecnologiche. C'è però la consapevolezza che per restare competitivi servano più agilità e flessibilità.
Avete recentemente lanciato SPACEplus: perché un'azienda dovrebbe passare da un foglio Excel a un ERP strutturato?

Spesso diciamo scherzosamente che il nostro principale concorrente è proprio Excel. Tuttavia, la gestione delle risorse oggi è diventata complessa anche per le realtà locali, che devono evadere ordini quasi in tempo reale. SPACEplus nasce per portare l'innovazione nei processi gestionali, ma con un approccio che "taglia l'elefante a fettine". È una piattaforma modulare: non obblighiamo il cliente a rivedere tutti i flussi di lavoro, ma interveniamo dove è necessario, con soluzioni verticali già pronte per settori come la plastica o l'occhialeria.


Un tema molto attuale è quello della sovranità digitale: cosa significa concretamente per voi?

C'è molta confusione su questo punto. Per noi di Cegeka, la sovranità digitale non è solo una questione di dove si trovano fisicamente i dati, ma riguarda la capacità del cliente di avere sempre il controllo dei propri sistemi informativi e delle proprie applicazioni. Essere una multinazionale europea ci aiuta, ma la nostra è una scelta sistemica per garantire che il cliente sia padrone del proprio patrimonio informativo.
Come si inserisce l'intelligenza artificiale in questo nuovo modo di gestire l'azienda?

Non la vediamo come un elemento isolato, ma come qualcosa da "iniettare" nei processi esistenti. Usiamo approcci di AI Infusion e AI Injection per alleggerire gli operatori da compiti noiosi come il data entry o l'analisi documentale, arrivando fino al supporto nelle decisioni strategiche. Tutto questo si integra nativamente con gli strumenti che le persone usano ogni giorno, come Office365.


Nel mercato odierno, è ancora possibile per un'azienda tecnologica fare tutto da sola?

Assolutamente no. Credo fortissimamente che oggi nessuno vinca da solo. Il valore della partnership è determinante, sia che si lavori con grandi gruppi come Microsoft, IBM o Cisco, sia che si collabori con studi professionali per aiutare i clienti a beneficiare della finanza agevolata e dei crediti d'imposta. La nostra forza sta proprio nel coniugare una scala europea con una conoscenza capillare del mercato italiano.

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