Marco Orlandi (Bluvacanze): l'evoluzione del turismo digitale che non ti aspetti
Intelligenza artificiale, contenuti e nuove professionalità per viaggiare meglio
Il mondo del turismo sta vivendo una metamorfosi profonda, dove l'AI non è più solo un algoritmo invisibile, ma il motore di un'esperienza personalizzata e democratica. Non si tratta solo di automazione, ma di ridefinire il valore della consulenza e del contenuto. In questa intervista, Marco Orlandi, CDO - Omnichannel Digital Director di Bluvacanze, ci svela come il gruppo stia integrando l'AI per trasformare il rapporto con il viaggiatore, tra nuove professionalità giornalistiche e strategie che puntano all'efficienza e all'intrattenimento.
Come sta cambiando la vostra filiera con l'arrivo dell'intelligenza artificiale?
L'AI per noi è un concetto di evoluzione, non una novità assoluta; lavoriamo con algoritmi da venticinque anni. La vera differenza oggi è la condivisione di una mole enorme di informazioni che rende lo strumento più "democratico" e accessibile.
In che modo distinguete l'uso dell'AI tra processi interni e interfaccia cliente?
Teniamo i due ambiti separati: internamente l'AI è altamente customizzata sulle nostre procedure per farci lavorare meglio. Sul front-end, invece, richiede molta attenzione perché livella le informazioni per il pubblico e va gestita con una visione strategica precisa.
Avete ridisegnato il vostro sito web: cosa è cambiato per l'utente?
Abbiamo creato una piattaforma di "delivery content" simile a un servizio di streaming cinematografico. Non offriamo solo viaggi, ma contenuti utili come consigli sanitari, visti o approfondimenti tecnici, grazie a un sistema di ricerca semantica autoperformante pilotato dall'AI.
Perché avete deciso di inserire figure con competenze giornalistiche nel vostro team digitale?
Perché chi ha un'expertise giornalistica è abituato a fare domande, mentre noi manager tendiamo a dare risposte. L'AI lavora meglio se interrogata correttamente; queste figure ci aiutano a performare nella scrittura semantica digitale ponendo i quesiti giusti allo strumento.
Quali risultati concreti state ottenendo da questo nuovo approccio?
Misuriamo tutto in tempo reale: abbiamo registrato un aumento del traffico e una migliore segmentazione dei clienti. Inoltre, la semantica pura ci ha permesso di ottimizzare la spesa pubblicitaria, puntando più sulla restituzione delle informazioni che sul semplice annuncio.
Perché avete introdotto asset come il gaming e i podcast?
Il gioco permette allo spettatore uno svago che aumenta il tempo di permanenza sulla piattaforma. Più tempo l'utente passa con noi, più informazioni scambiamo, permettendoci di offrirgli prodotti perfettamente in target con le sue esperienze.
L'intelligenza artificiale sostituirà il rapporto umano con il viaggiatore?
No, per strategia vogliamo che il dialogo resti un contatto diretto e relazionale. Usiamo l'AI per incanalare le richieste in modo più veloce e corretto, producendo efficienza nei processi e precisione nelle risposte finali.
Quale evoluzione prevedi per i prossimi anni nel settore?
Vedo una roadmap che si sposta dal visivo verso altre interazioni, come l'audio o modalità simili al gaming. Mentre l'AI fornirà informazioni generiche, le aziende come la nostra si specializzeranno sempre di più nella consulenza di alto livello per interpretare i bisogni complessi dei clienti.

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