Cantina Morra Gabriele: la voce libera e artigianale che ripensa il Barbaresco - Vinicitor Sapiens
Vigne storiche, zero chimica e sperimentazione: il Nebbiolo fuori dagli schemi
Cantina Morra Gabriele, situata a Barbaresco (Cn), è rinomata nel panorama vitivinicolo italiano e internazionale per tre motivi principali. Mentre la zona del Barbaresco è storicamente legata a una produzione molto classica e istituzionale, la cantina si distingue per essere una delle voci più libere del territorio. È rinomata per la sua filosofia a basso intervento: esclude la chimica in vigna, utilizza solo fermentazioni spontanee con lieviti indigeni e non fa filtrazioni. La massima espressione di questa filosofia è il loro Brutal, un Nebbiolo estremo senza solfiti aggiunti che ha inserito la cantina nel ristrettissimo circuito internazionale del movimento dei vini "Brutal". Inoltre, la cantina ha la fortuna e il merito di custodire filari storici di ben 60-70 anni d'età. Queste vecchie vigne affondano le radici in due delle menzioni geografiche aggiuntive (MGA) più celebri e qualitative di tutto il comune di Barbaresco.

Infine, per la sperimentazione, ovvero la vinificazione a grappolo intero. Nel mondo del Nebbiolo, pochissimi produttori osano vinificare senza diraspare i grappoli. La cantina è rinomata per il suo Foravia, un Langhe Nebbiolo ottenuto proprio con la tecnica della vinificazione a grappolo intero (utilizzando anche i raspi). Questo esperimento, "fuori dagli schemi" come dice il nome stesso, dona al vino un profilo aromatico unico, balsamico, speziato e di incredibile verticalità, molto ricercato dai sommelier e dai palati più curiosi.
Basterebbe questo per recarsi ad ammirare le colline vitate ed assaggiare i suoi vini. La Cantina Morra Gabriele (storicamente nota come Pautasso Vini dal 1880) è guidata da due amici, Gabriele Testa e Stefano Campaniello, che dal 2013 hanno ridato vita alle storiche vigne di famiglia del nonno di Gabriele. Dal 2013 portano avanti il progetto insieme, unendo due percorsi professionali molto diversi e complementari - la terra e la ristorazione - che si incastrano alla perfezione nella gestione della cantina:
Gabriele è il nipote del Gabriele Morra originario (il nonno che dà il nome all'etichetta), colui che decenni prima aveva rilevato la storica cantina Pautasso Vini dal 1880. Prima di dedicarsi interamente al vino, Gabriele, agronomo, lavorava come direttore di produzione nell'azienda di famiglia.
Cresciuto a stretto contatto con la tradizione contadina piemontese, ha sempre vissuto e curato i vigneti storici di proprietà. Stefano Campaniello porta nell'azienda una profonda cultura internazionale legata al mondo del vino, maturata nelle cantine di Borgogna e Rioja e quella di sommelier in ristoranti di livello. Un mix perfetto quindi.
Ma come si sono conosciuti? "L'incontro è avvenuto proprio a tavola nel 2013", ricorda Stefano, che gestiva come responsabile di sala un ristorante in cui Gabriele era cliente fisso. La leggenda vuole che Stefano lo abbia sfidato dicendo: «Scommetti che riesco a indovinare il tuo palato?». Sfida vinta alla grande. Parlando della comune passione per i vini artigianali e naturali, Gabriele menzionò le vigne del nonno lasciate a riposo: da lì l'idea di Stefano di unire le forze, affittare i filari di famiglia e iniziare questa avventura produttiva.
La produzione è volutamente concentrata su piccoli volumi (circa 20.000-25.000 bottiglie all'anno) da vecchie vigne di 60-70 anni radicate su terreni marnosi. Sono circa 4,5 ettari di vigne, di cui 3,05 ettari si trovano specificamente all'interno della prestigiosa zona del Barbaresco (suddivisi tra il rinomato cru Ovello, a cui si è aggiunto di recente un vigneto in affitto a Starderi nel comune di Neive). La gestione agronomica esclude trattamenti chimici nocivi, mentre in cantina si applicano fermentazioni spontanee, affinamenti in vasche di cemento e grandi botti di rovere per salvaguardare l'identità del territorio.
I vini della cantina sono venduti per il 35% in Italia attraverso enoteche online specializzate e nei canali Ho.Re.Ca. (ristoranti selezionati, wine bar ed enoteche fisiche). La vendita in cantina è minima, con visite solo su prenotazione. Il restante 65% è venduto all'estero, soprattutto nella costa est degli Stati Uniti, in Svezia, Danimarca, Francia e Spagna ed anche in Corea del Sud, Australia e Giappone.
La cantina produce 6 etichette che valorizzano le varietà tradizionali piemontesi e formati artigianali unici: parliamo del Barbaresco DOCG, espressione pura del Nebbiolo proveniente da cru storici nel comune di Barbaresco; unione di diversi vigneti, vinificati ed affinati separatamente in botti grandi per poi essere uniti in cemento prima dell'imbottigliamento. Il Foravia (in dialetto piemontese significa letteralmente "fuori strada" o "fuori dagli schemi"). È il nome perfetto scelto da Stefano e Gabriele per un vino che decide deliberatamente di allontanarsi dalle rigide convenzioni e dai profili classici del Nebbiolo di Langa, un Langhe Nebbiolo vinificato a grappolo intero particolarmente apprezzato per finezza aromatica. E ancora, il Brutal (che prende il nome da un movimento nato tra la Catalogna e il Roussillon francese che riunisce i vignaioli naturali più radicali del mondo. Il nome deriva dall'espressione usata storicamente per descrivere qualcosa di folle, estremo e magnifico allo stesso tempo), un Nebbiolo rosso artigianale senza solfiti aggiunti che segue il manifesto internazionale del movimento dei vini "Brutal" e, infine, un Barbera d'Alba, il rosso Memorie (l'omaggio più intimo dei due soci alla tradizione contadina del passato.
"Memorie" rievoca il sapore del vino quotidiano, genuino e schietto, che faceva il nonno Gabriele all'inizio del Novecento e che veniva condiviso in famiglia e apprezzato da tutta la comunità) e il Langhe Chardonnay. Insomma, ottimi vini per un piccolo gioiello che contribuisce a far conoscere il Barbaresco nel mondo nella versione della Cantina Morra Gabriele.
Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione
