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27/05/2026

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Disuguaglianze di genere in Italia: dati chiave e impatti per le aziende

Falcomer (Valore D): la ricerca rivela divari di riconoscimento e nuovi scenari per leadership. Il 49% delle donne si vede a gestire un team

Una nuova indagine condotta da Valore D e Ipsos-Doxa, su commissione di NTT DATA e con il sostegno dell'Osservatorio Maschile, ha analizzato le percezioni di 1.000 italiani su femminilità e mascolinità in cinque ambiti della vita quotidiana. Il rapporto, intitolato "Costruzione di alleanze: verso il superamento degli stereotipi di genere", evidenzia comeil divario non sia nelle competenze ma nella loro valutazione da parte del sesso opposto.
Nel complesso, il 92% degli intervistati riconosce che i comportamenti di genere sono frutto di cultura, mentre più di sei persone su dieci credono che un'alleanza tra generi generi benefici concreti. Tuttavia, il 44% avverte una distanza crescente tra uomini e donne rispetto a vent'anni fa.

Nel contesto lavorativo, la percezione di leadership e responsabilità è ormai condivisa, ma il riconoscimento rimane sbilanciato: il 49% delle donne si vede a capo di un team contro il 44% degli uomini, mentre il 36% degli uomini non vuole gestire un gruppo contro il 25% delle donne. Persistono due stereotipi principali: il 71% associa la cura alle donne e il 73% ritiene che i lavori fisicamente impegnativi siano riservati agli uomini. Solo il 28% crede che la parità sul lavoro sia raggiungibile a breve.
In ambito familiare, la donna è ancora vista come principale responsabile di attività domestiche continuative, ma il 40% delle donne dichiara di non voler lasciare il lavoro per dedicarsi alla cura dei familiari. Il modello "donna-caregiver" è dominante tra i Boomer (72% lo considera primariamente femminile), mentre la GenZ lo ridisegna: il 50% vede la cura dei figli come compito paritario.

Nelle relazioni di coppia, l'alleanza è percepita come più favorevole (49% dei rispondenti), ma le aspettative tradizionali restano radicate. Il 64% associa ancora l'uomo alla protezione, e il 51% al sostegno economico. L'apertura emotiva maschile è ritenuta cruciale dal 68% delle donne, ma solo dal 59% degli uomini. Tra i giovani, l'idea di uomo protettivo scende al 54% e quella di sostegno economico al 43%.
L'emotività rimane l'area più segregata: solo il 27% pensa che un uomo possa piangere liberamente, evidenziando un tabù profondo. Molti uomini desiderano più libertà emotiva, ma percepiscono pressioni sociali che li limitano, con ricadute su salute mentale e relazioni.


Sul lavoro la GenZ rifiuta il modello della "superdonna" e l'aspirazione maschile a eccellere in ogni ambito, preferendo modelli professionali più selettivi e sostenibili per entrambi i sessi. Questo cambiamento rappresenta un'opportunità per le imprese: chi promuove ambienti dove la cura è valore condiviso, la leadership è priva di genere e la vulnerabilità è considerata competenza, avrà vantaggi nella attrazione e nella fidelizzazione dei talenti.
"Questa ricerca ci dice che l'alleanza tra generi non solo è possibile, desiderata e necessaria - ma ci dice tuttavia anche dove si inceppa. Nel mondo del lavoro, gli stereotipi più duri a morire non riguardano solo le donne: riguardano anche gli uomini, le loro aspettative su sé stessi. Valore D lavora da sempre sulla convinzione che il cambiamento nelle organizzazioni richieda il coinvolgimento di entrambi i generi, non come gesto simbolico, ma come scelta strategica - e siamo stati molto felici dell'opportunità di approfondire il tema della "Costruzione di alleanze" con questo progetto di advisory con NTT Data. I dati ci mostrano che la Gen Z sta già riscrivendo le regole. Le aziende hanno l'opportunità di creare le condizioni perché questo cambiamento si consolidi, senza disperdersi", commenta Barbara Falcomer, Direttrice Generale di Valore D.

"I dati della ricerca mostrano quanto il contesto lavorativo sia ancora attraversato da aspettative rigide. Come NTT DATA, riteniamo che le aziende abbiano un ruolo decisivo nel superare queste dinamiche, creando ambienti in cui modelli di leadership diversi possano coesistere e rafforzarsi. La nostra esperienza dimostra che, quando l'inclusione diventa un programma strutturato - anche attraverso iniziative come NTT Donna - aumentano la coesione tra persone, il riconoscimento della leadership femminile e la capacità di valorizzare competenze diverse. L'alleanza tra generi non è un principio astratto, ma una leva concreta per generare valore e favorire una crescita sostenibile", ha dichiarato Francesca Anoja, Head of People & Culture di NTT DATA Italia.

"I dati ci restituiscono una fotografia complessa ma anche ricca di opportunità. Se nella sfera privata la relazione uomo donna si confronta con modelli ereditati senza un framework rielaborato da soggetti terzi, nel mondo del lavoro le aziende possono definire regole e pratiche che guidano l'evoluzione sociale anche in chiave di talent attraction. La Gen Z sta già operando una selezione naturale delle aspettative e le aziende che sapranno interpretare questo cambiamento, ridefinendo i modelli di successo e normalizzando l'espressione emotiva come competenza professionale, diventeranno veri e propri laboratori di innovazione culturale", conclude Eva Sacchi, Research Director Ipsos Doxa Public Affairs.




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