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29/07/2026

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Private equity 2026: 251 deal. Manifattura il settore preferito

Milantoni (Deloitte): operazioni previste in calo nel secondo semestre, -28% rispetto al 2025. Cala anche il sentiment

Nel secondo semestre 2026 si prevedono 251 operazioni di private equity e venture capital, un decremento del -28% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il sentimento degli operatori è più cauto: il 73% prevede un contesto economico stabile o in deterioramento, dopo un 2025 da record. Il primo semestre 2026 aveva mostrato 299 operazioni, segnando una crescita del 20% rispetto al semestre precedente. I dati provengono dalla 48ª Italy Private Equity Confidence Survey, realizzata da Deloitte Private, AIFI e l'Osservatorio PEM della LIUC Business School.

Le operazioni di maggiore dimensione perdono quota: le transazioni sopra i 31 milioni di euro scendono al 35,4% del totale (-16,9pp) e la fascia 31-50 milioni registra il calo più marcato. Al contrario, i deal sotto i 30 milioni di euro crescono al 64,6%, spinti dalla fascia 16-30 milioni di euro (+8pp) e da quella 5-15 milioni di euro (+9,7pp).
Il primo semestre ha visto 276 investimenti e 23 disinvestimenti, i più alti mai registrati in un semestre, per un valore complessivo di 1,6 miliardi di euro.

"Oggi i fondi si muovono in uno scenario complesso che richiede lucidità: le tensioni e l'incertezza sui mercati internazionali restano un fattore con cui fare i conti ogni giorno. L'elemento di svolta rimane però il ritorno a condizioni di finanziamento più accessibili che sta ridando fiducia agli operatori e rimettendo in moto le operazioni", commenta Elio Milantoni, Senior Partner M&A di Deloitte. "Il mercato italiano conferma la propria vitalità, pur in un contesto caratterizzato da prudenza, con gli operatori che mantengono un approccio selettivo e privilegiano operazioni mirate e di dimensioni contenute".
Settori più attrattivi:

- Manifatturiero (28,7% degli investitori, +2,7pp).


- Food & Beverage (13,9%, -3,2pp).
- Beni di consumo (12,0%, +1,5pp).
- Farmaceutico (9,3%, +2,8pp).
- ICT (8,3%, -3,0pp).
Criteri ESG: il 27,9% degli operatori verifica gli standard ESG in due diligence, il 23% li integra nelle società in portafoglio, e il 17,2% li usa come leva di valore nella fase preliminare.
L'intelligenza artificiale è sempre più centrale: l'87,5% degli operatori la inserisce nel processo di selezione dei target (+12,5pp rispetto al semestre precedente). Di questi, il 37,5% la considera un driver decisionale, mentre il 50% la usa in supporto ai criteri tradizionali.


Distribuzione geografica: il Nord Italia concentra il 72,9% dei deal (Nord Ovest 25,0%, Nord Est 47,9%, -16pp rispetto al semestre precedente). Il Centro avanza al 16,7% (+12pp) e il Sud al 6,3%. Gli investimenti all'estero scendono al 4,2%.
Strategie di finanziamento: le banche commerciali rimangono la fonte principale (64,6%, -3,6pp). Le banche d'investimento arrivano al 12,5% (+3,4pp) e il private credit al 14,6% (+0,9pp). La ricerca di nuove opportunità resta la priorità, mentre le attività di exit si riducono.
Le previsioni di crescita dei portafogli si fanno più prudenti: il 58,3% prevede un aumento (-16,7pp), il 41,7% prevede stabilità (+16,7pp). Per il prossimo semestre l'interesse per le operazioni di maggioranza cala (-9,7pp) a 81,3%, mentre le di minoranza salgono al 14,6% (+7,8pp) e i co-investimenti di minoranza al 4,2% (+1,9pp).


Il volume di investimenti dovrebbe mantenersi stabile: il 66,7% prevede lo stesso numero di deal, il 20,8% una crescita e il 12,5% una riduzione. I disinvestimenti rimangono stabili, con solo il 6,3% che prevede una diminuzione.
"Osserviamo un cambiamento profondo nelle priorità dei fondi. La tecnologia, e in particolare la capacità di integrare l'intelligenza artificiale, è diventata un criterio chiave nella valutazione delle società target. Allo stesso tempo, la sostenibilità è ormai un elemento strutturale che guida le decisioni lungo tutto il ciclo di investimento. Sul fronte geografico, restano centrali le aree più solide del tessuto industriale italiano, ma cresce l'attenzione anche verso il Centro e il Sud del Paese", dichiara Claudio Scardovi, Deloitte Private Equity Leader.


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