Il largo consumo italiano resiste: inflazione sotto controllo e +2,5% nel 2026
Mutti (Centromarca): i dati parlano chiaro, siamo stati un argine all'inflazione, non la sua causa. È arrivato il momento per l'Industria di Marca e la Grande Distribuzione di presentarsi unite e con determinazione
Largo consumo in Italia mostra segni di solidità nonostante l'ambiente economico e geopolitico incerto. L'analisi di Prometeia, presentata al convegno annuale Industria di Marca e Moderna Distribuzione organizzato da Centromarca, indica che conflitti, crisi energetiche e cambiamenti climatici sono ormai fattori permanenti, influenzando energia, materie critiche, catene di approvvigionamento, sicurezza informatica e innovazione tecnologica.
A livello globale, i flussi di petrolio nello stretto di Hormuz si stanno riprendendo, ma le tensioni mantengono pressioni sulle catene di fornitura, con ricadute sia sul mercato del petrolio sia sul gas; le scorte europee di gas hanno toccato a settembre il minimo storico del 70,4%. In Italia, il metano copre quasi il 40% del consumo energetico, spingendo il PUN a 210euro/MWh.

Il PIL mondiale rimane stabile al +2,9% nel 2026, mentre quello italiano registra +0,9%; le previsioni per il 2027 mostrano lo stesso trend globale ma con una lieve flessione italiana al +0,6%.
«In una fase in cui i rincari energetici e le tensioni geopolitiche rischiano di riaccendere le dinamiche inflattive, è importante evitare che alla nostra filiera vengano attribuite responsabilità semplicistiche per l'aumento del carrello della spesa», sottolinea Francesco Mutti, Presidente di Centromarca.
Nel contesto di riduzione del potere d'acquisto, il settore del Largo Consumo ha svolto un ruolo calmieratore: nei primi otto mesi del 2026 l'inflazione media del carrello in Italia è stata +1,8%, contro +2,3% in Spagna (dati Eurostat). Dal 2019 i prezzi italiani sono aumentati del 26,2%, rispetto al 32,5% dell'area euro.
«I dati parlano chiaro: siamo stati un argine all'inflazione, non la sua causa», continua Mutti. «Abbiamo assorbito i colpi, garantito la continuità degli approvvigionamenti e tutelato il potere d'acquisto dei cittadini anche a costo di sacrificare i margini. È arrivato il momento per l'Industria di Marca e la Grande Distribuzione di presentarsi unite e con determinazione. Dobbiamo superare ogni logica di contrapposizione tattica e esprimere una posizione condivisa nei confronti delle Istituzioni, media e dell'opinione pubblica».
Nel dettaglio dei consumi, il Largo Consumo ha registrato nei primi nove mesi del 2026 una crescita del +2,5% a valore e del +2,2% a volume, con una dinamica dei prezzi stabile. Circana indica che la spinta proviene soprattutto dal segmento Freschi, responsabile della metà dello sviluppo a valore (+1,2%), seguito da Drogheria Alimentare (+0,3%), Bevande (+0,4%), Freddo (+0,3%) e Petcare (+0,2%); Cura Casa ha registrato una lieve flessione (-0,1%). L'effetto Pasqua ha incrementato i volumi a marzo (+3,8%), mentre le categorie stagionali hanno generato più dei due terzi della crescita totale tra maggio e agosto.
Secondo YouGov, gli italiani visitano in media 9,5 insegne all'anno, quasi una in più rispetto al 2023. La frammentazione della spesa ha raggiunto un record con 215 atti di acquisto per famiglia all'anno ad agosto, in crescita del +4,2% rispetto all'anno precedente e del +15,3% negli ultimi tre anni, evidenziando una minore fedeltà a un unico retailer.
L'indagine commissionata da Centromarca rivela che i fattori decisive per la loyalty sono la relazione con il punto vendita (30,2%), i servizi (26,5%), l'offerta (19,7%), la convenienza (18,3%) e la responsabilità sociale (5,3%). L'importanza di servizi, assortimenti "on-trend" (benessere, funzionalità, etnici) supera quella della sola percezione di convenienza.
Questi elementi delineano un panorama in cui il Largo Consumo italiano continua a crescere e a contenere l'inflazione, grazie a strategie di assortimento, servizi al cliente e relazioni di prossimità con i punti vendita.

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