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04/11/2026

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La rinascita della Tintilia del Molise attraverso il sogno di Claudio Cipressi - Vinicitor Sapiens

La valorizzazione del vitigno autoctono molisano nel rispetto dell'identità territoriale

Una bella storia, e vini di alto livello, ci porta in una regione dalle grandi potenzialità, per l'esattezza a Contrada Montagna, San Felice del Molise (Cb), località a 500 mt sul mare, distante solo 20 km. Parliamo dell'Azienda Agricola Claudio Cipressi, interamente biologica, la cui storia è centrata sulla riscoperta e sulla valorizzazione della Tintilia, il vitigno autoctono del Molise.
La storia si diceva, coincide in gran parte con la rinascita della Tintilia del Molise, un vitigno che fino a trent'anni fa era praticamente scomparso. "La cantina è nata da una scommessa visionaria e romantica" racconta Claudio, originario di San Felice del Molise, all'epoca commerciante di cereali e alimentari. L'incontro all'inizio degli anni '90, con l'agronomo Michele Tanno - esperto appassionato nel recupero di varietà antiche e frutti rari - che gli suggerì di mettersi alla ricerca della Tintilia. Il vitigno era stato storicamente abbandonato a favore di varietà più produttive (come il Montepulciano) a causa delle sue basse rese e della sua coltivazione complessa. Cipressi, uomo cui piacciono le sfide, iniziò a girare per le vecchie vigne storiche del Molise, individuando i ceppi superstiti di Tintilia. Per diversi anni portò avanti un lavoro certosino di selezione in vigna e micro-vinificazioni per capire quali piante fossero le migliori. Nel 1996 avviò la propagazione delle piante e nel 1998 impiantò i primi 5 ettari a San Felice del Molise. All'epoca la mossa fu considerata "Folle" dai viticoltori locali, poiché nessuno credeva nel potenziale commerciale di quell'uva dimenticata.

Per capire se la Tintilia avesse "parenti" noti nel mondo, Cipressi ne affidò lo studio genetico all'Università di Bari. I test scientifici dimostrarono l'unicità e l'assoluta autoctonia del vitigno. Nel 2001 la Tintilia venne introdotta all'interno della DOC Molise. Nel 2003 venne finalmente costruita la cantina di trasformazione e pochi anni dopo uscirono sul mercato le prime storiche bottiglie aziendali. Il coronamento di questo lungo percorso arrivò nel 2011, anno in cui fu finalmente istituita la DOC esclusiva "Tintilia del Molise". Claudio Cipressi ne è stato l'apripista e il traino, spingendo successivamente molti altri produttori regionali a reimpiantare il vitigno.

Nel 2014 l'azienda ha completato la conversione ottenendo la certificazione biologica, un passo coerente con la filosofia artigianale che ha guidato Cipressi fin dall'inizio: proteggere la terra e l'identità del Molise senza scorciatoie tecnologiche o chimiche.
"Oggi produciamo in circa 15 ettari tra le 40.000 - 50.000 bottiglie all'anno, una dimensione volutamente artigianale che permette di curare al massimo la qualità e l'identità territoriale di ogni singola etichetta. Circa 13 ettari sono dedicati esclusivamente alla Tintilia, mentre la restante parte è coltivata con altri vitigni del territorio come Falanghina e Trebbiano", continua Claudio.


Le vendite, attraverso enoteche e ristoranti selezionati, sono per il 30% in Molise, anche attraverso le visite in cantina, il 40% nel resto d'Italia e per il 30% all'estero, con un focus speciale negli Stati Uniti, Nord Europa ed Est asiatico, Giappone e Corea in modo particolare.
Le etichette complessive sono 10 delle quali merita ricordare Tintilia del Molise DOP, declinata in diverse versioni che mostrano la versatilità di questo vitigno. È il caso di Macchiarossa, il vino bandiera dell'azienda. Una Tintilia in purezza affinata solo in acciaio, il Settevigne, altra versione importante di Tintilia, complessa e strutturata, ideale per l'invecchiamento e la Falanghina. 66 (Sessantasei) Tintilia del Molise Riserva, prodotta solo nelle annate migliori con un lungo affinamento. E il Metodo Classico Pas Dosé, raffinata scommessa della cantina, uno spumante "Blanc de Noirs" (vinificato in bianco) ottenuto sempre da uve 100% Tintilia e Nonbermi, nella sua duplice declinazione Tintilia e Rosato, nata 3 anni fa dopo una lenta selezione, il cui nome è stato indicato dalla compagna Rachele. "Una produzione che ci sta iniziando a dare grandi soddisfazioni e che vorremmo incrementare nel corso degli anni a venire", aggiunge Claudio.


Le etichette sono molto particolari, essenziali ma al tempo stesso rigorose e particolari. Per i vini classico riproducono la prima cantina della proprietà, per la linea Sette Vigne, un richiamo a sette uccellini a riposo si un filo della luce, immagina iconica che catturò subito la fantasia di Claudio.
Guardando al futuro dopo si tanto lavoro Claudio sogna in grande: "Vorrei contribuire con il nostro lavoro e le nostre bottiglie a far conoscere e apprezzare la produzione molisana e il Tintilia sul mercato italiano, consolidandoci così come realtà di punta nel panorama enologico italiano", commenta. Una crescita che passa oltre ai prodotti di grande rilievo, attraverso proposte esperienziali che permettano di conoscere il territorio, la storia e la cultura enogastronomica del Molise. Per questo la Cantina partecipa regolarmente al Vinitaly di Verona.


Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione


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