Gigi Beltrame
Cloud e AI per Olimpiadi Milano-Cortina 2026, oltre il possibile
Exarchos (Olympic Broadcasting Services): il cloud e l'AI tagliano la latenza a 200&8239;ms, broadcaster possono trasmettere praticamente in tempo reale
Viviamo in tempi incredibili. E lo dico senza retorica, guardando dritto negli occhi la macchina tecnologica che sta dietro alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Non parliamo di telecamere e di un paio di satelliti in orbita: parliamo di un'infrastruttura cloud e AI che riscrive le regole del broadcasting globale, che trasforma ogni secondo di gara in dati, metadati, angolature, replay immersivi e storie pronte per essere distribuite in tutto il pianeta. Provate a pensarci: 428 feed video live, di cui 26 in Ultra-High Definition, 72 feed audio, 39 emittenti connesse, datacenter distribuiti tra Francoforte, Nord Virginia, Singapore e Tokyo, latenza sotto i 200 millisecondi. E tutto orchestrato da Alibaba Cloud, partner tecnologico del Comitato Olimpico Internazionale dal 2017.
Quando Yiannis Exarchos, Ceo di Olympic Broadcasting Services, sintetizza gli obiettivi del progetto in tre parole - enablement, engagement, efficiency - non sta facendo marketing. Sta descrivendo una realtà che chi lavora nel digitale conosce bene: la tecnologia oggi non è più qualcosa che aggiungi se hai budget, è la struttura portante dell'intero evento. Se prima si trasmetteva la gara e basta, ora si dematerializza l'esperienza, si democratizza l'accesso ai contenuti, si offre allo spettatore sul divano di casa la possibilità di vedere angolature, rivedere movimenti, capire performance tecniche che nemmeno i giudici dal vivo riescono a cogliere appieno.
E qui entra in gioco l'AI. Non l'intelligenza artificiale da copertina, quella che fa paura o che promette miracoli, ma quella concreta, applicata, quella che fa funzionare le cose. Per la prima volta, un evento olimpico integra su larga scala i Large Language Models, gli Alibaba Qwen - open-source dal 2023, con quasi 400 modelli rilasciati e oltre 180.000 versioni derivative - per gestire comunicazione, broadcasting, logistica, archivi, persino parcheggi e accomodation. Ilario Corna, chief information and technology officer del Cio, lo dice senza mezzi termini: "È un momento decisivo. L'AI è integrata in tutte le attività dei giochi" Ilario Corna.
Facciamo un passo indietro. Nove anni fa, il Comitato Olimpico Internazionale comincia a percepire che le tecnologie video legacy - quelle basate su satelliti, linee dedicate, infrastrutture fisiche costose e rigide - non reggono più. Troppo costose, troppo lente da configurare, troppo poco flessibili per un mondo che cambia in tempo reale. Tokyo 2020 segna l'introduzione del cloud come optional, Pechino 2022 lo conferma, Parigi 2024 lo rende il metodo principale di distribuzione remota. Milano-Cortina 2026 chiude il cerchio: il cloud non è più un'alternativa, è lo standard.
E cosa significa questo? Significa che piccole emittenti, broadcaster con budget ridotti, possono accedere a capacità di trasmissione di livello professionale senza investimenti massicci upfront. Significa che i flussi video dalle nove sedi tra Milano e Cortina vengono inviati a Francoforte e da lì instradati verso tre continenti in meno di 200 millisecondi. Significa che l'archivio olimpico - oltre otto petabyte di contenuti storici, decenni di gare, emozioni, momenti irripetibili - diventa una risorsa viva, interrogabile in linguaggio naturale, accessibile alle generazioni future.Provate a pensare cosa sarebbe successo se avessimo continuato a usare le vecchie infrastrutture: costi alle stelle, tempi biblici per ogni modifica, zero flessibilità. Invece oggi abbiamo un sistema che si adatta, che scala, che risponde in tempo reale.?
Parliamo di cose concrete. Il sistema Real-Time 360º Replay è una di quelle tecnologie che, se ti fermi a pensarci, ti fa capire quanto siamo avanti. In 15-20 secondi, l'AI isola gli atleti da sfondi complessi - neve, ghiaccio, movimenti caotici - e ricostruisce in 3D il momento chiave della gara. Non dopo ore di post-produzione: in tempo reale, mentre la diretta è ancora in corso. Aggiungi effetti stroboscopici, movimenti di camera fluidi, overlay con dati tecnici - rotazione della pietra nel curling, frequenza delle spazzate - e ottieni un'esperienza che ti fa capire davvero cosa sta succedendo in campo.
E non finisce qui. L'Automatic Media Description System - ancora in fase di sviluppo ma già operativo - identifica autonomamente atleti e momenti chiave, genera descrizioni degli eventi con tag identificativi, riduce i tempi di elaborazione manuale. Risultato? A Parigi 2024, il sistema ha generato circa 100.000 clip di highlight personalizzati. Provate a immaginare quante persone ci sarebbero volute per fare lo stesso lavoro a mano. E ora moltiplicate per Milano-Cortina, dove saranno distribuiti oltre 5.000 contenuti short-form - dietro le quinte, highlight, reazioni emozionali - attraverso la piattaforma OBS Content+ basata su cloud.
E qui veniamo a un punto che dovrebbe far riflettere chiunque lavori con i contenuti, con la memoria storica, con il patrimonio culturale. La piattaforma Sports AI - introdotta a Parigi 2024 e ora potenziata per Milano-Cortina - trasforma otto petabyte di archivi olimpici in una risorsa interrogabile con query in linguaggio naturale. Digiti "trova la performance della medaglia d'oro nel pattinaggio artistico" e il sistema ti restituisce il contenuto quasi istantaneamente. Non serve più navigare tra directory, metadata incomprensibili, sistemi di ricerca che funzionano solo se sai esattamente cosa cercare.
Ilario Corna lo dice chiaro: "Abbiamo costruito sistemi intelligenti come Sports AI, che preserveranno i momenti storici delle olimpiadi per le generazioni future" Ilario Corna.
Ora, facciamo un passo indietro e guardiamo il quadro completo. Questa non è solo la storia di un evento sportivo che usa tecnologie avanzate. È la dimostrazione concreta di come cloud e AI stiano ridisegnando interi settori: broadcasting, media, distribuzione di contenuti, gestione logistica, comunicazione, archiviazione. E la lezione vale per qualsiasi impresa, organizzazione, settore. Perché se il Comitato Olimpico Internazionale - un'istituzione con oltre un secolo di storia - ha capito che doveva abbandonare le infrastrutture legacy per abbracciare il cloud e l'intelligenza artificiale, forse è il caso di chiedersi: e la mia azienda? E il mio settore? .
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