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07/10/2026

economia

La crescita delle obbligazioni per l'AI spinge la disciplina dei prezzi e il rischio settoriale

Shende (Candriam): l'emissione di bond da parte degli hyperscaler supera i 140 miliardi dal 2026, con impatti su durata, offerta e settori vulnerabili

L'emissione di obbligazioni legate all'intelligenza artificiale è aumentata in modo esponenziale. Gli hyperscaler hanno emesso quasi 14 miliardi USD nel 2024, 87 miliardi USD nel 2025 e 139 miliardi USD dall'inizio del 2026, portando il totale di bond in circolazione a circa 400 miliardi USD. Charudatta Shende, Head of Client Portfolio Management Fixed Income di Candriam, osserva che "questa emissione sta modificando in modo sostanziale la composizione, la duration e le dinamiche di offerta degli indici obbligazionari societari".
Le grandi operazioni di Amazon e Alphabet, approvate a luglio, hanno mostrato che il mercato non può assorbire shock illimitati. L'offerta crescente sta imponendo una disciplina dei prezzi, un fattore tecnico che influisce direttamente sui fondamentali. Il verbale della riunione di luglio della Federal Reserve evidenzia una maggiore dipendenza da prestiti non bancari per finanziare le infrastrutture AI e avverte che un calo rapido degli utili AI potrebbe inasprire le condizioni finanziarie globali. Shende aggiunge che "Prevediamo che l'offerta di credito rimarrà elevata, anche nel segmento high yield, dove si prevede di raccogliere 50 miliardi di dollari da contratti di leasing già sottoscritti" - Shende, Candriam -.

Oltre all'AI, altri settori mostrano vulnerabilità legate al nuovo paradigma di finanziamento:

- le case automobilistiche europee fronteggiano la concorrenza cinese;

- il settore alimentare e delle bevande deve adattarsi a trattamenti a base di GLP-1 e a nuovi comportamenti di consumo;

- l'industria chimica resta esposta all'eccesso di capacità cinese e ai prezzi elevati dell'energia;

- alcuni segmenti dei media e del software rischiano di perdere valore per l'AI generativa;

- le utility regolamentate offrono rendimenti più prevedibili rispetto a progetti ad alta intensità di capitale.
Queste tensioni settoriali accentuano la distinzione tra emittenti con capacità di rifinanziamento solida e quelli dipendenti da un flusso continuo di capitale. Le imprese che hanno rifinanziato i prestiti nel 2020-2021 ora affrontano cedole più alte, spingendo il mercato a valutare attentamente la resilienza finanziaria di ciascun emittente.

Il contesto politico, finora altamente interventista, sta perdendo autorevolezza. Le dichiarazioni presidenziali, le inversioni di rotta commerciale e le operazioni di gestione del debito del Tesoro hanno sostenuto gli asset rischiosi, ma la loro credibilità è messa in dubbio. I riacquisti di titoli a lungo termine non possono controllare la curva dei rendimenti né risolvere i disavanzi fiscali; offrono solo un sollievo temporaneo.
Il panorama elettorale aggiunge incertezza: i Democratici sono favoriti alla Camera, mentre i Repubblicani mantengono un leggero vantaggio al Senato. Un eventuale cambiamento nella composizione del Congresso potrebbe intensificare le audizioni e i controlli sui finanziamenti AI, sui sussidi ai data center e sui costi delle utility, ma l'opposizione alla costruzione di nuovi data center è già evidente a livello statale e locale.


"Rimaniamo quindi ottimisti nei confronti del credito investment grade, pur mantenendo un approccio selettivo e una posizione prudente. Continuiamo a privilegiare i titoli con rating BB, il credito crossover e le emissioni subordinate di emittenti con rating investment grade. Manteniamo un atteggiamento cauto nei confronti degli emittenti con rating CCC e B più deboli, il cui profilo di investimento dipende in misura eccessiva da condizioni di rifinanziamento favorevoli. Privilegiamo i settori difensivi nei comparti della sanità, delle telecomunicazioni e di utility selezionate, distinguendo al contempo le infrastrutture regolamentate con rendimenti prevedibili dai progetti ad alta intensità di capitale che dipendono da una domanda non ancora comprovata. Il debito relativo ai data center non può essere accettato o rifiutato nel suo complesso: la qualità dei locatari, la struttura del contratto di locazione, il rischio di costruzione, la disponibilità di energia elettrica, le ipotesi di crescita e il valore residuo dell'asset devono essere valutati singolarmente. In tutti i settori, privilegiamo le società che presentano piani di riduzione dell'indebitamento credibili, ricavi diversificati, marchi forti, free cash flow ben definiti e la capacità di trasferire i maggiori costi sui clienti", conclude Shende.




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