Obbligazioni in crescita nel 2026: i segnali chiave per gli investitori | BusinessCommunity.it
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04/02/2026

economia

Obbligazioni in crescita nel 2026: i segnali chiave per gli investitori

Peters (PGIM): i bond guadagnano terreno mentre la Fed si avvicina ai tagli dei tassi. Opportunità di carry e spread ridotti

Gregory Peters, Co-Chief Investment Officer Fixed Income di PGIM, osserva che i titoli obbligazionari hanno superato le incertezze economiche del 2025, consolidando una fase rialzista evidente. Il flusso costante di reddito generato da rendimenti interessanti ha sostenuto la ripresa più di quanto abbiano fatto gli utili da apprezzamento del capitale. "Il reddito costante generato da rendimenti interessanti ha contribuito al progresso dal sell-off del 2022 più di quanto abbiano fatto gli utili da apprezzamento del capitale", afferma Peters. Questo scenario definisce un "mercato carry", dove i flussi di reddito mantengono la spinta verso rendimenti più alti, anche se la Fed prevede riduzioni dei tassi.

Nel contesto globale, le economie sviluppate mostrano segni di "sopravvivenza", caratterizzati da crescita bassa o moderata e da un'inflazione ancora leggermente persistente. Le previsioni per i tassi a breve termine indicano continui tagli da parte della Fed, con un obiettivo neutro tra il 3,00% e il 3,25%. Due fattori guidano questa dinamica: un possibile allentamento della politica monetaria verso la fine del mandato del Presidente Powell nel maggio 2026, e un mercato del lavoro statunitense in debolezza, che potrebbe favorire un rally obbligazionario nel medio periodo nonostante i rischi inflazionistici a lungo termine.
Per quanto riguarda i tassi a lungo termine, i rendimenti decennali statunitensi sembrano aver superato il picco, indicando un trend laterale compreso tra il 3,95% e il 4,20%. Peters prevede che tale intervallo generi opportunità tattiche ai margini del range, mentre l'estremità lunga della curva rimane esposta a possibili scenari di "surriscaldamento" economico e a una nuova crescita inflazionistica, che potrebbe spingere la Fed a ridurre ulteriormente i tassi al di sotto del livello neutrale stimato.

Gli spread di credito, dopo una volatilità legata ai dazi nella prima parte del 2025, hanno ristretto il loro intervallo. Le previsioni indicano che gli spread continueranno a muoversi in un range laterale, con occasionali fasi di ampliamento. "Attualmente vicini all'estremità inferiore del range, gli spread invitano alla cautela, con una riduzione del rischio in periodi di contrazione e l'aggiunta selettiva di esposizione in fasi di ampliamento", commenta Peters.
Il mercato monetario rimane vicino a livelli record, offrendo una solida fonte di domanda per azioni e obbligazioni, specialmente con il calo dei tassi di interesse che favorisce l'uscita dal mercato monetario. L'aumento dei rischi geopolitici e la potenziale volatilità spingono a una maggiore esposizione obbligazionaria. Peters consiglia di bilanciare i titoli a breve termine con selezioni a scadenza medio-lunga, per mitigare le oscillazioni dei rendimenti in caso di cambi di rotta da parte della Fed.

Vista l'incertezza sull'inflazione e sull'indebitamento negli Stati Uniti, per Peters è consigliabile diversificare verso obbligazioni sovrane dei mercati sviluppati, riducendo il rischio specifico americano. Il debito dei mercati emergenti in valuta locale mantiene un profilo di diversificazione e di carry interessante. In un contesto di incertezza, la gestione attiva e la selettività diventano cruciali per individuare opportunità nel credito di alta qualità e negli asset cartolarizzati, come le obbligazioni di prestito collateralizzate (CLO).
Il quadro attuale fornisce opportunità tattiche disciplinate per gli investitori obbligazionari attivi. Un equilibrio tra strategie a duration breve e intermedia, una selezione prudente del credito e lo sfruttamento dei vantaggi tecnici consentono di posizionarsi efficacemente in un mercato obbligazionario costantemente rialzista.


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