Previsioni insolvenze di impresa: crescita globale lieve (+2,8%), ma Italia in calo (-2.0%) | BusinessCommunity.it
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04/02/2026

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Previsioni insolvenze di impresa: crescita globale lieve (+2,8%), ma Italia in calo (-2.0%)

Vargiu (Coface): anche in presenza di segnali di stabilizzazione, le aziende continuano a muoversi con margini e liquidità compressi

Nel 2026 le insolvenze dovrebbero crescere del 2,8% a livello globale, mentre in Italia si prevede una riduzione del 2% rispetto all'anno precedente. La dinamica globale è influenzata da un graduale abbassamento dei costi di finanziamento, ma resta sensibile alle pressioni di indebitamento ancora elevate.
- +2,8%: aumento previsto delle insolvenze a livello mondiale nel 2026.
- -2%: calo stimato delle insolvenze in Italia, derivante dalla riduzione del numero di imprese attive.
- +2%: incremento stimato in Francia e nel Regno Unito.
- +4%: aumento atteso negli Stati Uniti, legato all'impatto dei dazi doganali.

- +1%: previsione per la Germania, penalizzata dalla stagnazione dell'attività privata.
"Il 2026 dovrebbe offrire una tregua più che un vero miglioramento. Il numero di insolvenze non diminuirà: semplicemente smetterà di accelerare. Se i tassi dovessero ridursi meno rapidamente del previsto, tale stabilizzazione si perderebbe subito", afferma Jonathan Steenberg, economista Coface per i Paesi del Nord Ovest.
Dopo tre anni di aumenti continui, il 2026 dovrebbe segnare una fase di relativa calma. Le insolvenze continueranno a salire, ma a un ritmo più contenuto, favorito dalla riduzione dei tassi e dal progressivo allentamento delle condizioni di credito. Tuttavia, l'equilibrio rimane fragile: i livelli di indebitamento sono ancora alti, i margini sono compressi e i settori più esposti mostrano segnali di tensione.

In Italia il leggero calo (-2%) segue gli aumenti forti del 2024 e del 2025. Questa tendenza non indica un rafforzamento strutturale della solidità finanziaria delle imprese, ma piuttosto una contrazione del tessuto imprenditoriale legata a fattori demografici e a recenti riforme legislative.
In Germania (+1%), Regno Unito (+2%) e Francia (+2%) le insolvenze dovrebbero mantenersi su livelli elevati, mentre la Spagna registra un calo del 3% grazie a un contesto macroeconomico più dinamico. Nei Paesi Bassi, l'aumento del 4% si inserisce in un ritorno graduale a livelli pre pandemia. L'intera Europa rimane molto sensibile al costo del credito, che sarà determinante per l'evoluzione del 2026.

In Nord America le traiettorie divergono: gli Stati Uniti prevedono un +4% a causa del rallentamento economico e dell'aumento dei dazi, mentre il Canada registra una diminuzione del 5% dopo un lungo ciclo di crescita. Nell'Asia Pacifico, il Giappone registra un +7% per i tassi ancora elevati e la vulnerabilità di alcuni comparti, mentre l'Australia si stabilizza con un incremento dello 0,5%.
Un aumento di 25 punti base nei costi di finanziamento potrebbe riportare la variazione globale delle insolvenze intorno al +4-5%, riportando lo scenario ai livelli del 2025. Tale impatto colpirebbe soprattutto le economie europee, più esposte a debiti a tasso variabile, e i settori a bassa capacità di servizio del debito, come costruzioni, chimica e tessile.

"Il 2026 si presenta ancora come un anno delicato: anche in presenza di segnali di stabilizzazione, le aziende continuano a muoversi con margini e liquidità compressi. In parallelo, la maggiore prudenza del sistema bancario rende più rischioso affidarsi in modo strutturale al credito di terzi", afferma Pietro Vargiu, Country Manager Coface Italia. "Quando il finanziamento si fa più selettivo, basta un imprevisto nei tempi di incasso per mettere sotto stress l'operatività. In questo scenario, la tenuta passa da una gestione rigorosa del cash flow e da un controllo puntuale del rischio cliente. Coface mette a disposizione delle imprese un supporto concreto per governare il rischio: informazioni e strumenti di prevenzione e protezione dei crediti commerciali per salvaguardare la liquidità e sostenere scelte imprenditoriali", conclude Vargiu.


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