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04/02/2026

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Private equity 2026: crescita dei deal sopra 30 mln e slancio verso Nord Italia

Milantoni (Deloitte): mercato italiano evidenzia un rinnovato dinamismo e prevede 224 deal nel primo semestre

Nel primo semestre del 2026 si prevede 224 operazioni di Private Equity e Venture Capital, con più del 50% dei deal superiori a 30 milioni di euro. Nonostante le tensioni geopolitiche e le incertezze commerciali, il sentiment degli investitori resta positivo: il 38,6% prevede un incremento dei deal del +4,7 punti percentuali. Il semestre finale del 2025 ha chiuso con un record di 322 operazioni per un valore complessivo di 3,6 miliardi di euro. I dati provengono dalla quarantasettesima edizione della Private Equity Survey, realizzata da Deloitte Private, AIFI e l'Osservatorio PEM della LIUC Business School.

"Il contesto in cui operano oggi i fondi resta caratterizzato da elevata complessità, influenzata dalle incertezze geopolitiche ed economiche a livello internazionale. Allo stesso tempo, il miglioramento delle condizioni di accesso al debito e l'introduzione di strumenti di supporto al settore contribuiscono a rafforzare il sentiment degli operatori", commenta Elio Milantoni, Senior Partner M&A di Deloitte. "Il mercato italiano del Private Equity evidenzia un rinnovato dinamismo, con aspettative più favorevoli in termini di attività e valutazioni (il 75% degli operatori si aspetta un aumento del valore del proprio portafoglio nel prossimo semestre), pur mantenendo un approccio prudente e selettivo nelle scelte di investimento".

"Nel contesto attuale le priorità degli investitori hanno subito un'evoluzione significativa: i fattori ESG sono diventati un elemento imprescindibile delle strategie di investimento nel Private Equity. Allo stesso tempo, l'intelligenza artificiale conferma la sua rilevanza nei processi di valutazione di opportunità di investimento nelle società target, pur mostrando una flessione rispetto al semestre precedente. Sul fronte settoriale, il manifatturiero continua a rappresentare un comparto chiave, mentre si registra un crescente interesse verso ambiti in forte evoluzione come il Food & Beverage e il Life Sciences & Healthcare", dichiara Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Equity Leader.


Settori più attrattivi


- Manifatturiero: 26% delle preferenze, +2,2 punti percentuali.

- Food & Beverage: 17%, +3 punti percentuali.
- Life Sciences & Healthcare: 13%, +0,2 punti percentuali.
- Consumer Goods: 10,6%, +2,6 punti percentuali.
- ICT: 11,4%, -0,2 punti percentuali.

Trend di investimento


- ESG integrato nella due diligence dal 22,6%, nelle politiche post-investimento dal 26%, e considerato leva di valore dal 19%.
- Intelligenza artificiale presente nella selezione dei target dal 75%, con un calo di -8,9 punti percentuali rispetto al semestre precedente.


- PNRR e Next Generation EU: il 56,8% degli operatori prevede difficoltà nell'utilizzo dei fondi, mentre il restante non anticipa criticità.
- Riforma TUF: 77% prevede effetti favorevoli.
- Fondo di Fondi Cassa Depositi e Prestiti: 82% attende un impatto positivo.

Distribuzione geografica dei deal


Il Nord Italia concentra l'88,7% delle operazioni, con Nord Ovest al 43,2% e Nord Est al 45,5%. Il Centro scende al 4,5% (-2,6 punti percentuali) e il Sud sale al 2,3%. Le operazioni oltreconfine rappresentano il 4,5% del totale.


Strategie di investimento e disinvestimento

- Operazioni di maggioranza: 90,9% degli operatori le preferisce, in crescita.
- Minoranza: 6,8%, forte riduzione.
- Co- investimenti: 2,3%.
- Deal tra 16-30 milioni di euro: 29,5% (-0,9 punti percentuali).
- Deal sopra 31 milioni: 54,6% (+9,9 punti percentuali).
- Disinvestimento in calo: solo 11,4% prevede contrazione, 29,5% prevede aumento, 59,1% resta stabile.


Preferenze di finanziamento

- Banche commerciali: utilizzate dal 68,2%, +3,9 punti percentuali nel 2025.
- Banche di investimento: 9%, +1,9 punti percentuali.
- Private credit: 13,6%, -4,2 punti percentuali.
Prospettive per i prossimi sei mesi: banche commerciali al 63,6% (+10,1 punti), private credit al 20,5% (-8,1punti).

Attività di exit


- Exit previsto dal 20,5% degli operatori, +11,6 punti percentuali.


- Gestione portafoglio dal 22,7%, +1,3 punti.
- Nuove opportunità di investimento dal 40%, -7,3 punti.
- Fundraising dal 15,9%, -5,5 punti.

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