Direttiva CCD2: regole aggiornate per la mediazione creditizia
Spiezia (We-Unit Group): il nuovo quadro tutela i consumatori e incoraggia gli operatori a investire
Angelo Spiezia, Amministratore Delegato di We-Unit Group S.p.A. , ha dichiarato che "Il recepimento della direttiva CCD2 rappresenta il risultato di un percorso di confronto articolato tra istituzioni, autorità di vigilanza e operatori del settore". Ha aggiunto inoltre che le nuove norme bilanciano la necessità di rafforzare le tutele per i consumatori con l'obiettivo di mantenere un modello di mediazione professionale, capace di supportare il sistema bancario.
I dati di mercato confermano l'importanza crescente della mediazione creditizia. Il rapporto OAM-Prometeia evidenzia che nel 2024 le reti terze hanno gestito oltre il 30% dei mutui residenziali e più del 70% delle cessioni del quinto, con volumi erogati superiori a 50 miliardi di euro. L'incidenza degli intermediari è in aumento rispetto alle banche, sia per presenza territoriale che per numero di dipendenti, e le previsioni indicano un ulteriore consolidamento nei prossimi 5-10 anni, favorito da digitalizzazione e intelligenza artificiale.
Per quanto riguarda il credito al consumo, la direttiva introduce obblighi più stringenti in materia di diligenza, correttezza e trasparenza. Si rafforzano i controlli su pubblicità, informazioni pre-contrattuali, consenso, consulenza e verifica del merito creditizio. In caso di estinzione anticipata, il costo totale del credito si adegua alla durata residua, escludendo imposte e spese pagate direttamente dal cliente. L'accesso alle banche dati resta riservato ai finanziatori; i mediatori non potranno più consultarli direttamente.
Elena Quagliaroli, Responsabile Compliance di We-Unit Group S.p.A. , ha sottolineato che il recepimento della direttiva CCD2 rappresenta un passo decisivo per la governance e la compliance nella mediazione creditizia. "Le nuove disposizioni impongono agli operatori un approccio ancora più strutturato alla gestione dei collaboratori, ai flussi informativi verso l'OAM e alla tutela del cliente finale", commenta Quagliaroli, che ha precisato che l'adeguamento richiederà una revisione sostanziale dei processi interni, dei controlli e dei programmi formativi, con l'obiettivo di maggiore trasparenza, tracciabilità e responsabilizzazione della rete.
Il provvedimento prevede un aggiornamento della disciplina della mediazione creditizia e del credito ai consumatori, con nuovi obblighi operativi, un rafforzamento dei controlli da parte dell'OAM e una protezione più efficace per i clienti. Gli operatori dovranno adeguarsi entro il 20 novembre 2026, o entro 90 giorni dall'entrata in vigore di disposizioni attuative della Banca d'Italia, se più recenti.
Le principali novità introdotte dal decreto includono:
- La possibilità di svolgere la mediazione creditizia anche online.
- L'obbligo per tutti i collaboratori di indicare una PEC negli elenchi OAM.
- La segnalazione all'OAM di eventuali violazioni commesse dai collaboratori.
- Un sistema sanzionatorio più articolato per omissione o ritardo nella trasmissione di informazioni all'OAM, carenza di vigilanza sui collaboratori e ostacolo ai controlli.
- La cancellazione dagli elenchi in caso di mancato pagamento dei contributi OAM.
Il provvedimento stabilisce inoltre che l'OAM potrà contattare direttamente i collaboratori per richieste documentali, audizioni e ispezioni, con il supporto della Guardia di Finanza. In presenza di violazioni gravi o ripetute, il rapporto dovrà essere risolto; le cessazioni per motivi non commerciali verranno annotate in un elenco consultabile dagli operatori.
Il nuovo quadro normativo, dunque, punta a creare un equilibrio tra protezione dei consumatori e sostenibilità del modello di mediazione creditizia, favorendo al contempo investimenti in qualità, innovazione e collaborazione con i partner finanziari.
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