Tensioni geopolitiche e segnali di mercato: tre focus per gli investitori
Flax (Moneyfarm): obbligazioni giapponesi, e le dichiarazioni di Trump su Groenlandia e limiti ai tassi delle carte credito
Gli Stati Uniti hanno riacceso il dibattito sull'acquisizione della Groenlandia, un tema che ha messo sotto pressione i mercati azionari e ha spinto gli investitori verso l'oro. Inizialmente si era ipotizzato un ricorso alla forza militare, poi si è parlato di possibili dazi commerciali contro i Paesi contrari, per finire con un accordo di principio che esclude sia l'uso della forza sia i dazi. L'ipotesi di tensioni tra i membri della NATO e un aumento dei dazi tra USA ed Europa ha inizialmente indebolito i listini, ma i segnali di distensione hanno parzialmente rassicurato il mercato.
"Nel frattempo - afferma Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm - il mercato obbligazionario giapponese ha mostrato una forte volatilità, con i rendimenti dei titoli di Stato in rapida crescita per poi tornare a scendere. L'aumento è stato alimentato dalle preoccupazioni su una possibile crescita della spesa pubblica, mentre negli ultimi due anni i rendimenti sono già cresciuti in linea con la ripresa dell'inflazione. Nonostante l'impatto globale finora limitato, l'alto rapporto debito/PIL e l'incertezza politica in vista delle elezioni di febbraio richiedono prudenza, con una strategia di esposizione azionaria selettiva e un peso più contenuto nel reddito fisso".
Il terzo tema riguarda la proposta del governo statunitense di fissare al 10% il tetto massimo dei tassi di interesse sulle carte di credito, attualmente superiori al 20%. "L'iniziativa, fortemente contestata dalle banche commerciali, mira a sostenere il potere d'acquisto delle famiglie in vista delle prossime elezioni di medio termine", continua Flax.
- L'acquisizione della Groenlandia da parte degli USA è passata da ipotesi militari a un accordo di principio senza forze né tariffe.
- La volatilità delle obbligazioni giapponesi ha spinto i rendimenti verso l'alto, poi in calo, a causa di timori sulla spesa pubblica.
- Il rapporto debito/PIL del Giappone resta elevato, aumentando la cautela degli investitori.
- La proposta di limitare al 10% i tassi carte credito è ostacolata dal settore bancario.
- Gli investitori sono invitati a mantenere una diversificazione ampia tra settori, aree geografiche e fattori per gestire la volatilità.
"Le dinamiche geopolitiche attuali, sebbene ancora in evoluzione, suggeriscono un impatto potenziale su conti pubblici, variabili macroeconomiche e redditività aziendale, creando scenari di vantaggio e svantaggio per diversi settori. L'aumento della spesa per la difesa ha sostenuto i titoli del comparto europeo, mentre i settori tecnologia e farmaceutico potrebbero beneficiare di regolamentazioni favorevoli e della ricerca di resilienza nelle catene di approvvigionamento. L'esperienza della pandemia ha evidenziato la fragilità del commercio globale; rafforzare la resilienza richiederà investimenti significativi, con possibili implicazioni per i deficit e i rendimenti obbligazionari in Europa. Il mercato sta valutando attentamente le implicazioni di queste mosse politiche, ma la prudenza rimane la regola d'oro", conclude Flax.
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