Le cinque tendenze che plasmeranno le organizzazioni nel 2026
Seligman (Top Employers Institute): i nostri dati mostrano che le performance sotto pressione ora dipendono da quanto deliberatamente le organizzazioni strutturano il lavoro, il processo decisionale e l'attenzione della leadership
Il Top Employers Institute ha pubblicato il rapporto World of Work Trends 2026: The Intentional Organization. Lo studio si basa su un campione esclusivo di 2.358 imprese a livello globale e individua i primi segnali di modelli emergenti. L'analisi mette in evidenza cinque tendenze che, secondo i dati, distingueranno le organizzazioni più resilienti nel 2026 e oltre.
- Purpose messo in pratica - Le dichiarazioni di intenti non bastano più; gli stakeholder esigono evidenze concrete di impatto. Le aziende che integrano il purpose nelle decisioni, nelle aspettative di leadership e nei sistemi di valutazione mostrano un +8% di probabilità di crescita di fatturato e redditività. Il 96% di queste realtà allinea la strategia al purpose, mentre il 55% ne controlla attivamente l'allineamento.
- AI con consapevolezza - Il 2026 segna la fine dell'adozione di AI senza governance. Quasi la metà dei progetti di AI viene interrotta tra pilota e implementazione e solo il 37% dei team registra miglioramenti di produttività. Il 40% dei Top Employers valuta costantemente l'equilibrio tra esigenze organizzative e impatto sui dipendenti, dimostrando un approccio responsabile. Le linee guida devono definire dove l'AI è impiegata, chi ne è responsabile e come garantire l'equità.
- Flessibilità strutturata - L'87% delle imprese ha già introdotto il lavoro da remoto, ma la differenza competitiva risiederà nella progettazione di regole chiare. Le organizzazioni con un turnover più basso hanno un +13% di probabilità di disporre di leader capaci di gestire team ibridi. La flessibilità deve essere limitata per salvaguardare equità, performance e benessere, altrimenti si rischia disimpegno e risultati peggiori.
- Progettare per la produttività - La produttività non può più dipendere da ore lavorate in più. I budget HR sono in calo (solo il 35% prevede aumenti rispetto al 66% del 2022) e il burnout è aumentato del 32% nelle recensioni su Glassdoor. Le imprese con crescita di fatturato hanno +12% di probabilità, e quelle con maggiore soddisfazione cliente +27% di probabilità, di adottare cicli iterativi di pianificazione e feedback. Attualmente il 72% delle organizzazioni utilizza queste pratiche, consolidando l'importanza di una progettazione organizzativa deliberata.
- Il paradosso della stabilità - Solo il 17% delle aziende include la sicurezza del posto di lavoro nella propria EVP, ma chi lo fa registra un turnover volontario inferiore del 9% rispetto alla media. Con la carenza di manodopera in crescita, la stabilità deve diventare un trampolino per apprendimento continuo e mobilità interna. Il 67% di chi privilegia l'avanzamento di carriera riconosce che il vantaggio competitivo del 2026 dipenderà dalla capacità di riqualificare e ridistribuire i talenti esistenti.
Le cinque direttrici delineate dal rapporto forniscono una mappa operativa per le imprese che vogliono mantenere alte prestazioni nonostante pressioni crescenti. "Il 2026 è l'anno in cui la velocità cede il passo alla progettazione intenzionale", afferma Adrian Seligman, CEO del Top Employers Institute . "I nostri dati mostrano che le performance sotto pressione ora dipendono da quanto deliberatamente le organizzazioni strutturano il lavoro, il processo decisionale e l'attenzione della leadership. Questo è ciò che trasforma la progettazione organizzativa in una vera e propria disciplina operativa, ed è qui che i responsabili delle risorse umane creeranno il massimo valore".

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