Fattoria Peruzzo: presidiare il territorio e la sua storia - Vinitor Sapiens
La ricetta di Elisa e Giulia Marrucchi per A RICETTA DI ELISA E GIULIA MARRUCCHI
Siamo in uno spicchio di Toscana dalle forti radici storiche. A Roccatederighi, provincia di Grosseto, borgo medievale nell'Alta Maremma, frazione di Roccastrada(GR), famoso per essere arroccato su uno sperone di roccia vulcanica (riolite). Fattoria di Peruzzo Società Semplice Agricola, parte di una proprietà molto più ampia oggidì divisa tra diversi rami familiari, fonda le sue radici sul finire del 19° secolo allorquando Peruzzo fu acquistato dalla famiglia Marrucchi di Firenze. Siamo nel 1873, in un periodo in cui molti fiorentini stavano investendo in Maremma, acquistando terreni da gestire in grandi latifondi e convertendoli in coltivazioni intensive. Quando la fattoria fu acquistata, si estendeva per 2.400 ettari e il centro della tenuta era nel borgo di Roccatederighi con la casa padronale, la scuola, il frantoio e i magazzini. A Peruzzo c'erano solo alcuni edifici agricoli e gli animali con i braccianti che li accudivano. Acquisita, prese subito corso un piano di ammodernamento e riforma, con lo spostamento della residenza principale a Peruzzo, la piantumazione di olivi in pianura e l'introduzione della mezzadria. Fu così che iniziarono a sorgere le numerose case coloniche in cui i contadini vivevano con le loro famiglie, le stesse che oggi ospitano gli ospiti.
"Circa 200 persone vivevano nella tenuta, suddivisa in 28 poderi, coltivando grano, olive, uva e allevando bestiame. C'erano una scuola per i figli dei braccianti, la fucina del fabbro, la falegnameria, la chiesa di San Feriolo vicino al podere di Caminino e un dopolavoro a Peruzzo di Sotto, dove il sabato la gente dei paesi vicini si riuniva e ballava" ci racconta Elisa Marrucchi, illustratrice con anni di esperienza alla Walt Disney in Italia e negli Stati Uniti (il cui marito, Alessandro Benedetti è un affermato avvocato d'affari in Milano e Roma, ndr) che, assieme alla sorella Giulia, storica dell'arte, gestisce oggi le attività. A Peruzzo venne ristrutturata la casa padronale e nonno Luigi vi si trasferisce per vivere con la giovane moglie Ada, portando una ventata di novità, soprattutto per rendere più agevole la vita dei fattori e coloni impegnati nella quotidiana vita nei campi.
Con la fine della Seconda Guerra Mondiale tutto cambiò, la mezzadria entrò in crisi e le terre di pianura furono espropriate durante il periodo della riforma agraria. I braccianti agricoli preferirono vivere nei villaggi e le case coloniche furono abbandonate e lasciate in rovina, perché si pensava che non sarebbero mai più state abitate. L'attenzione si spostò quindi sull'agricoltura realizzando un moderno allevamento di suini a Caminino, una piantagione di abeti rossi da vendere come alberi di Natale e un grande vigneto, diventando così precursori della scoperta della Maremma come terra di grandi vini.
Nel 1998 è stato finalmente avviato l'agriturismo che oggi, accanto agli oliveti e ai vigneti, rappresenta una parte importante delle attività dell'azienda. Oggi la struttura poggia su due attività prevalenti. La coltivazione e produzione di olio, di grande qualità e l'agriturismo, con soluzioni calate in un ambiente unico.
Resta anche una selezionatissima attività di vinificazione. La cui formula è davvero originale. "Il vigneto di Peruzzo si estende oggi per circa un ettaro e mezzo, nella parte più pianeggiante dell'azienda, dove fu impiantato nel 1973. Oggi produce principalmente uve Sangiovese IGT Maremma Toscana e una piccola quantità di Trebbiano. Una piccola parte della produzione è destinata alla vinificazione dei nostri vini sotto l'attenta supervisione di Ezechiele, esperto cantiniere biologico e biodinamico" spiega Elisa.
Il vigneto di Peruzzo, che dall'alto sembra un grande prato verde, è stato piantato nel 1973 con il sistema a tendone. "A quei tempi la Maremma era ancora sconosciuta come terra di vini e anzi si pensava che, a causa del suo clima secco, fosse inadatta alla coltivazione della vite. Per questo motivo a Peruzzo si è deciso di adottare il sistema a tendone, che protegge le nostre uve durante le estati calde e secche".
"Negli ultimi anni la viticoltura è stata gestita con metodi di agricoltura biologica e biodinamica, con l'obiettivo di promuovere la vitalità del terreno, eliminando qualsiasi sostanza chimica di sintesi" chiosa Giulia. La coltivazione della vigna così come la produzione del vino è affidata a Ezequiel Allassia, argentino, di cui racconteremo presto le gesta.
"Una piccola parte delle uve raccolte a Peruzzo viene utilizzata per la vinificazione dei nostri vini presso una cantina vicina che si occupa anche dell'imbottigliamento in bottiglie da 0,750 litri ciascuna - spiega Elisa. Con essi produciamo due rossi e un bianco, vini buoni e genuini che si accompagnano bene a diversi piatti della cucina toscana e prendono il nome dai torrenti che attraversano l'azienda. Abbiamo optato per una vinificazione tramite fermentazioni spontanee, senza lieviti selezionati né aggiunta di prodotti chimici, per consentire ai vini di esprimere al meglio il nostro terroir".
Insomma, parliamo di circa 600 bottiglie in tutto, che sono a disposizione degli ospiti e di pochi selezionati clienti. Moltissimi stranieri visto che il territorio è sempre più visitato e vissuto da svizzeri, tedeschi, inglesi e francesi. Le etichette sono Verolla 2024 IGT Maremma Toscana, un Trebbiano bianco con uve biologiche, fermentate e affinate in anfora 11%, Poggio a Paolo 2023 IGT Maremma Toscana fatto con uve rosse Sangiovese affinate per due anni in anfora 12%, Rigomale, 2024 IGT Maremma Toscana Sangiovese da uve rosse biologiche, fermentato e affinato in anfora 12% Guardando al futuro, Elisa e Giulia condividono il medesimo approccio. Presidiare il territorio e la sua storia, sviluppando un'agricoltura sostenibile e offrendo non solo ospitalità, ma un'esperienza che ci riporta indietro nel tempo. "Più che una fattoria, è una comunità fatta di diverse storie e persone, professionalità e mansioni. Sempre nel rispetto del tempo e della natura. Forse è questo che sempre più persone cercano e qui trovano". Un incantesimo ben radicato nel territorio. Come le vigne e gli olivi di fattoria Peruzzo.
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