ESG sotto pressione: l'UE punta a 47 progetti strategici per la decarbonizzazione
Vigier (LFDE): c'è l'urgenza di un approccio ESG preciso e il ruolo chiave della normativa europea nella transizione energetica
ESG è al centro di un acceso dibattito politico ed economico. Le recenti decisioni degli USA, tra cui il ritiro dagli Accordi di Parigi, hanno accentuato le resistenze. "La realtà dei fatti non è mai stata così pressante", afferma Valentin Vigier, Responsabile Ricerca ESG, La Financière de l'Échiquier (LFDE). Il cambiamento climatico richiede interventi rapidi. Le catene di valore si stanno riconfigurando sotto la spinta delle nuove tecnologie. I conflitti geopolitici hanno riportato la sovranità strategica in primo piano nelle agende europee.
Gli investitori devono affinare il proprio approccio extra-finanziario. Valutare i piani di transizione delle imprese è ormai indispensabile. La trasparenza e il realismo guidano le scelte di investimento.
"L'Europa è di fronte a un'equazione impegnativa: rimanere competitiva, ridurre le dipendenze strategiche e rispettare i suoi obiettivi climatici. Percorrere questo crinale significherà compiere delle scelte, con trasparenza e realismo", continua Vigier.
L'elettrificazione è vista come una leva fondamentale per la decarbonizzazione e per ridurre la dipendenza energetica dell'UE. Il settore necessita di litio, rame e terre rare, materie prime attualmente dominate dalla Cina. Per ridurre questa vulnerabilità, la Commissione europea ha selezionato 47 progetti strategici. Questi riceveranno supporto finanziario e normativo, mirato a rafforzare l'approvvigionamento, il riciclo e la trasformazione sul territorio europeo.
La normativa europea è considerata un motore di cambiamento. Il mercato del carbonio dimostra come regole coerenti possano orientare le decisioni economiche, stimolare investimenti aziendali e guidare la decarbonizzazione di interi settori industriali, anche quando alcuni lo percepiscono come un freno alla competitività.
Il Clean Industrial Deal mira a ridurre le emissioni dell'industria tutelandone la competitività. "Questo arsenale normativo sarà davvero efficace a patto che si mantenga chiaro, stabile e vicino alle reali esigenze produttive. Se così non fosse, i rischi principali sarebbero due: indebolire la credibilità della transizione allontanandola dalle concrete logiche di produzione o sacrificare gli obiettivi climatici in nome di una competitività a breve termine. In entrambi i casi, l'Europa rischierebbe di fallire la propria transizione energetica", prosegue Vigier.
Se le regole fossero instabili, l'Europa rischierebbe due scenari: perdita di credibilità della transizione o sacrificio degli obiettivi climatici per una competitività a breve termine. In entrambi i casi, la transizione energetica europea sarebbe compromessa.
Le imprese meglio posizionate sono quelle capaci di rendere più resiliente il proprio modello di business, garantire gli approvvigionamenti, investire in tecnologie adeguate e assorbire i vincoli normativi. L'analisi ESG serve a individuare i player con piani di transizione più avanzati e a segnare le aree di miglioramento per gli altri. Gli investitori possono avvalersi di metodologie riconosciute, come gli indicatori forniti dal Carbon Disclosure Project, per valutare l'impatto ambientale delle attività economiche.
"L'ESG sta entrando in una fase di maturità in cui l'investimento sostenibile contribuisce a distinguere le imprese in grado di trasformare il proprio modello in un mondo sottoposto a maggiori vincoli, più frammentato e più strategico", conclude Vigier.

Sommario del magazine di questa settimana
Idee e Opinioni
Fare Business
Marketing
Digital Business
Finanza e investimenti
Sport Business
Leisure
BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
Politica della Privacy e cookie