Fattoria Baccheretto rivisita la tradizione Toscana - Vinicitor Sapiens
Bencini Tesi (Baccheretto): vini di alta qualità in una tenuta che è stata tenuta di caccia Medicea
A pochi chilometri da Prato, imboccando Colle, frazione di Quarrata, il viaggiatore si dirige verso le colline del Montalbano e da qui giunge a Carmignano, dove si trova la Fattoria Baccheretto, i cui vini costituiscono un'autentica sorpresa. Li produce Rossella Bencini Tesi con il prezioso aiuto di Marco Vannucci, cantiniere e braccio destro di Rossella.
"La mia è stata una famiglia di avvocati - attacca Rossella. "Mio nonno, che ricoprì anche l'incarico di he sindaco di Pistoia, quando ha comprato l'azienda aveva uno studio legale. Con lui ha lavorato mio padre e anche io ho studiato legge. Mi mancavano solo due esami alla Laurea però, poiché mio padre mi coinvolgeva sempre di più nella vita dell'azienda, ho deciso di lasciare l'Università. Quando ho preso in mano la Fattoria ho sentito la necessità di dare un cambio di marcia". E così è stato.
Uno dei punti di forza è certamente la storia di questa cantina. La tenuta ha origini nel lontano XV secolo con la famiglia de' Medici. Dagli anni 1920 l'Azienda diventa proprietà della famiglia Bencini Tesi e, a partire dagli anni '60, si distingue con una produzione di olio e vino. Rossella Bencini Tesi, che dal 2002 inizia a praticare l'agricoltura biodinamica rivoluzionando il sistema che l'ha preceduta, ne ha segnato il definitivo successo.
"La tenuta si espande su 167 ettari posti ad un'altitudine compresa fra i 200 e i 500 metri sul livello del mare, che comprendono boschi, frutteti, castagneti, uliveti. La parte dedicata alla produzione di vino interessa circa 8 ettari", ci racconta. Qui si trovano viti di Trebbiano, Sangiovese, Canaiolo nero e Cabernet Sauvignon. Su questi terreni si pratica il sovescio, zolfo e rame per le malattie e l'estirpazione di erbe infestanti esclusivamente a mano.
In cantina si produce un vino ottenuto da lieviti indigeni, senza alcun ausilio della chimica. Scelta radicale che dà i suoi frutti. Il vino viene conservato in grandi botti di legno e imbottigliato senza filtrazione alcuna. La colonna portante della tenuta è il Carmignano, vino ottenuto da un blend di Sangiovese, Canaiolo nero e Cabernet Sauvignon, che rispecchia una grande personalità.
"Carmignano è la DOCG più piccola d'Italia. Il territorio coincide con quello della DOC di ricaduta Barco Reale di Carmignano. Il nome fa riferimento a una riserva di caccia della famiglia dei Medici istituita nel 1600. I Medici recintarono l'area con un muro di una sessantina di chilometri che traccia esattamente i confini della denominazione di origine. L'area boschiva salvaguardava la selvaggina e la recinzione serviva a separarla dalle aree agricole dei dintorni. Qui i Medici organizzavano le loro battute di caccia. E la Fattoria di Bacchereto era proprio una casa di caccia, situata all'opposto della loro residenza, la Villa Medicea di Artimino" racconta con un giustificato orgoglio Rossella.
"Con la fine della dinastia Medicea", continua Rossella, "la riserva di caccia fu destituita e il territorio si divise. La Fattoria di Bacchereto mio nonno la acquistò negli anni '20 e ai quei tempo si praticava una vera policoltura. In seguito, con la fine della mezzadria i miei genitori si sono fatti carico dell'azienda, senza però mai abbandonarne la sua forma originaria".
La produzione si attesta sulle 25mila bottiglie, di cui il 70% venduto all'estero (principalmente nord Europa, Corea, Stati Uniti e Giappone), mentre il restante 30% in Italia attraverso il canale Horeca, tutte a nome terre a Mano, in ossequio all'importanza del lavoro padronale fatto a mano. Tra le bottiglie più importanti e assolutamente da gustare, ricordiamo il Carmignano Rosso, a base di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Canaiolo, il Pian de' Sorbi Rosso Vendemmia Tardiva (100% Sangiovese), il Sassocarlo Bianco Toscano (a base di Malvasia e Trebbiamo) per chiudere con il Vin Santo di Carmignano, prodotto da uve Malvasia, Trebbiano.
Guardando al futuro solo una invidiabile concretezza e realtà. Mantenere l'altissima qualità della produzione ed esportare tutta la storia e cultura che si può trovare in uno spicchio di Toscana così diversa dalle rotte più conosciute.

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