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16/09/2026

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Healthcare: segnali di ripresa e nuove sfide per farmaceutici e biotech

Gordon, Henderson e Wu (ClearBridge Inv.): dopo un periodo di volatilità un nuovo slancio per l'innovazione lungo il ciclo di Ricerca e Sviluppo

ClearBridge Investments evidenzia che il panorama sanitario sta superando ostacoli normativi e di finanziamento. La chiarezza sui prezzi dei farmaci negli USA ha già favorito i titoli farmaceutici. Allo stesso tempo, il miglioramento dei flussi di capitale verso le biotech e la stabilità della spesa in R&S creano un ambiente più favorevole per la scoperta e lo sviluppo clinico. La normalizzazione dell'uso dei servizi sanitari sta inoltre ridefinendo le prospettive per i dispositivi medici e la managed care. "A nostro avviso, queste dinamiche in evoluzione stanno creando un contesto più interessante per una selezione attiva dei titoli all'interno del settore sanitario", affermano Marshall Gordon, Brittany Henderson e Nicholas Wu, Senior Research Analysts for Health Care di ClearBridge Investments.

Le incertezze sui prezzi dei farmaci hanno dominato il dibattito fino al 2025. Accordi stipulati a partire da settembre 2025 tra le principali case farmaceutiche e l'amministrazione statunitense hanno ridotto l'ansia del mercato. Con il calo di queste preoccupazioni, gli investitori stanno ora concentrando l'attenzione sulle scadenze brevettuali. Quando un brevetto scade, l'ingresso di generici o biosimilari può ridurre i ricavi di un prodotto del 50-80% in pochi mesi. Farmaci per oncologia, immunologia, diabete e obesità sono tra quelli più a rischio. Secondo Gordon, Henderson e Wu, "la prossima ondata di scadenze brevettuali tenderà a distinguere sempre più chiaramente tra vincitori e vinti nel settore farmaceutico. Le aziende che dispongono di portafogli prodotti più giovani, franchise diversificate e pipeline di ricerca e sviluppo solide e produttive saranno probabilmente nella posizione migliore per compensare la perdita di ricavi derivante dalla scadenza dei brevetti e continuare a generare crescita nel lungo periodo. In questo contesto, riteniamo che Johnson & Johnson e AstraZeneca siano tra le società che presentano attualmente queste caratteristiche".

Nel settore dell'innovazione farmaceutica, le CRO (Contract Research Organization) stanno mostrando segnali di ripresa. Dopo una fase di rallentamento post-pandemia, i finanziamenti alle biotech hanno superato i 50 miliardi di dollari dall'inizio dell'anno, con una prospettiva di crescita del 50% rispetto al periodo precedente. Gli investimenti in R&S delle grandi case farmaceutiche dovrebbero crescere tra il 4% e il 6% annuo. I rapporti book-to-bill netti delle CRO sono tornati a stabilizzarsi, suggerendo una domanda prossima al minimo. Charles River Laboratories offre esposizione a una possibile ripresa della ricerca preclinica, mentre ICON potrebbe beneficiare di una maggiore richiesta di studi clinici esternalizzati.


Il segmento del bioprocessing all'interno delle life sciences tools appare particolarmente promettente. Supporta la produzione di farmaci biologici, anticorpi monoclonali, terapie cellulari e vaccini. Questi prodotti richiedono apparecchiature specializzate e consumabili continui, creando flussi di ricavo ricorrenti e resilienti per i fornitori. Dopo le carenze di scorte registrate durante la pandemia, il segmento sta crescendo tra il 7% e il 9%. Un possibile spostamento della produzione farmaceutica negli USA a partire dal 2027 potrebbe rafforzare ulteriormente la domanda. "La combinazione di finanziamenti biotech in miglioramento, investimenti farmaceutici in R&S stabili e una domanda sostenuta nel bioprocessing dovrebbe favorire una graduale accelerazione della crescita del settore delle life sciences tools. Tra le società meglio posizionate individuiamo Thermo Fisher Scientific, Danaher e Sartorius", proseguono Gordon, Henderson e Wu.


Nel resto del settore sanitario, la normalizzazione dell'uso dei servizi sanitari sta creando vincitori e vinti. Dopo la pandemia, le procedure mediche sono aumentate per recuperare interventi rinviati, sostenendo la crescita dei produttori di dispositivi medici. Tuttavia, il recupero sta gradualmente esaurendosi; la crescita organica dipenderà dall'innovazione, dalla capacità di fissare i prezzi e dalla conquista di quote di mercato. Per le imprese di managed care, una crescita più contenuta dell'utilizzo dei servizi può tradursi in costi medici più bassi e margini migliori. Dopo un periodo di forte utilizzo che aveva penalizzato i risultati nel 2024-2025, i primi segnali di rallentamento potrebbero trasformare questo elemento in un vantaggio. "Riteniamo che il miglioramento delle condizioni per la ricerca e sviluppo, l'evoluzione delle dinamiche legate alle scadenze brevettuali e la normalizzazione dell'utilizzo dei servizi sanitari stiano creando vincitori e perdenti ben definiti. In un simile contesto, l'analisi fondamentale e una selezione attiva e rigorosa dei titoli appaiono destinate ad assumere un ruolo sempre più importante", concludono Gordon, Henderson e Wu.






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