La crescita delle esportazioni supera le previsioni nonostante i dazi USA
Flax (Moneyfarm): il commercio globale resiste alle nuove tariffe americane, le esportazioni cinesi e coreane spingono l'export verso gli USA
Il 2025 ha visto gli Stati Uniti innalzare di gran lunga i dazi sulle importazioni, generando timori su possibili contrazioni del commercio internazionale. "Al momento, però, il commercio internazionale ha mostrato una tenuta migliore del previsto, con volumi che oggi si collocano leggermente al di sopra del trend di lungo periodo", dichiara Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm.
Dopo il Liberation Day, la Cina ha ridistribuito parte delle sue esportazioni verso mercati diversi dagli USA, ma negli ultimi mesi i flussi verso gli Stati Uniti sono ripresi. La ripresa è sostenuta da una domanda crescente di beni strumentali legati all'Intelligenza Artificiale e da contenziosi legali che contestano le politiche tariffarie americane.

Anche Regno Unito, Germania e Corea hanno registrato un'accelerazione delle proprie esportazioni. Gran parte di questi flussi continua a destinarsi al mercato statunitense, dove le importazioni di beni strumentali per nuovi impianti produttivi hanno registrato un'impetuosa crescita. Questo indicatore è tradizionalmente correlato al Pil e suggerisce una base di crescita economica solida nei prossimi mesi.
"In linea generale, una crescita più sostenuta delle esportazioni tende a tradursi in una maggiore espansione dell'economia globale e degli utili societari", continua Flax. Il legame è particolarmente evidente nei Mercati Emergenti, dove l'andamento delle esportazioni ha storicamente seguito quello degli utili azionari. Nel 2026 gli utili degli EM sono cresciuti più rapidamente della sola crescita dell'export, probabilmente grazie al peso crescente del settore tecnologico.
Il confronto tra gli utili degli EM e le esportazioni coreane evidenzia il ruolo cruciale dell'hardware tecnologico nella crescita economica della Corea del Sud. La rapidità nella pubblicazione dei dati coreani, generalmente disponibili pochi giorni dopo la fine del mese, fornisce uno dei segnali più tempestivi sullo stato del commercio globale.
"Nel complesso, in un contesto ancora caratterizzato da elevata incertezza, la tenuta degli scambi internazionali offre alcuni segnali incoraggianti e mostra come l'AI stia iniziando a incidere non soltanto sui mercati finanziari, ma anche sui dati macroeconomici. Secondo alcune stime, la spesa legata all'AI potrebbe rappresentare quasi la metà dell'attuale crescita del Pil statunitense: un fattore destinato a rimanere centrale nell'evoluzione dell'economia globale e nell'esposizione dei portafogli a questo tema", conclude Flax.

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