Crescita della fiducia e dei ricavi delle imprese italiane nel Q4 2025
Format Research: la fiducia sale a quota 43, i ricavi a 46, i prezzi dei fornitori a 37, l'occupazione resta a 48, la liquidità migliora, ma peggiora il credito
Nel quarto trimestre2025 l'Osservatorio Sulle Imprese Italiane sulla Congiuntura 2025 di Format Research (stima al 31/03/26) registra un rialzo della fiducia complessiva delle imprese, che passa da 42 a 43. Parallelamente, l'indice dei ricavi sale da 44 a 46, suggerendo un miglioramento delle prospettive per il primo trimestre2026. I prezzi praticati dai fornitori mostrano un lieve miglioramento, con l'indice che avanza da 35 a 37, indice di un graduale consolidamento dei costi. L'occupazione rimane stabile a 48, mentre i tempi di pagamento dei clienti migliorano leggermente. La liquidità delle imprese registra un'incremento: l'indice del fabbisogno finanziario cresce da 41 a 44, con previsioni di ulteriore aumento.
La nuova crisi internazionale scoppiata il28febbraio ha indotto le imprese a contenere moderatamente le proprie aspettative, mantenendo però un atteggiamento di cauta ottimismo. Le previsioni per il primo trimestre2026 rimangono prudentemente positive, con segnali timidi di consolidamento della crescita. Le aziende manifatturiere sono l'eccezione: subiscono la pressione di costi in aumento, domanda incerta e timori legati all'incremento dei prezzi delle materie prime energetiche.
Nel corso dell'anno, la fiducia delle imprese italiane è rimasta sostanzialmente stabile, passando da 31 a 33 tra il terzo e il quarto trimestre2025. Il clima di fiducia, sebbene ancora sotto i livelli pre-pandemia, mostra un leggero miglioramento. L'andamento economico percepito dalle imprese è anch'esso in crescita, con l'indice che sale da 42 a 43 e la previsione per il primo trimestre2026 fissata a 44. I ricavi continuano a migliorare, passando da 46 a 47 e con una previsione di 50 per il primo trimestre2026. L'indice dei prezzi dei fornitori aumenta da 35 a 37, con una proiezione di 40 per il quarto trimestre, indicante un moderato miglioramento dei costi.
L'occupazione resta invariata a 48, ma la previsione per il primo trimestre2026 sale a 49, segnalando un leggero miglioramento. I tempi di pagamento mostrano un progresso, con una previsione di 40 per il primo trimestre2026. La capacità di far fronte al fabbisogno finanziario migliora, passando da 41 a 44 e con una previsione di 45 per il primo trimestre2026, indicando una moderata crescita della liquidità.
Nel quarto trimestre2025 il 17% delle imprese si è recato in banca per richiedere un finanziamento, un affidamento o la rinegoziazione di un credito esistente. Tra queste, il 51% ha ottenuto il credito richiesto per intero, il 18% ha ricevuto un importo inferiore, il 22% ha avuto la richiesta respinta e il 9% è ancora in attesa dell'esito. Non emergono segnali di razionamento del credito, ma si nota un indebolimento della "stabilità" (percentuale di crediti concessi per importo pari o superiore alla richiesta) a favore di un aumento dell'irrigidimento (richieste parzialmente o totalmente negati).
- 17% delle imprese ha chiesto credito in banca.
- 51% ha ricevuto l'intero importo richiesto.
- 18% ha ottenuto un importo inferiore a quello richiesto.
- 22% ha visto la domanda respinta.
- 9% è ancora in attesa dell'esito.
Le imprese percepiscono i costi di finanziamento e di istruttoria come sostanzialmente stabili, con l'indice dei costi di istruttoria fermo a 38. La durata del credito migliora, passando da 41 a 44, mentre le condizioni relative alle garanzie richieste si rafforzano, con l'indice che sale da 36 a 38. Il 58,9% delle richieste di credito è motivato da esigenze di liquidità e cassa, il 28,2% da investimenti e il 12,9% da ristrutturazione del debito.

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