Tutti i guai di Francia e Germania
I governi di Francia e Germania stanno vivendo momenti veramente difficili e questo non può far riflettere sull'importanza della sostanziale stabilità del nostro Paese, riconosciuta e premiata anche dai mercati. Il mandato di Macron si sta esaurendo con la Francia sull'orlo di tenuta sociale: vede infatti molto da vicino una chiusura degli impianti di erogazione dei carburanti. Il governo aveva provato ad abbassare il costo di benzina e gasolio costringendo la compagnia di Stato Total a venderlo sottocosto, ma adesso i distributori sono a secco e gli altri hanno prezzi ben superiori. Code chilometriche di cittadini inferociti sono ormai all'ordine del giorno. Siamo già all'11% di distributori chiusi (16% nel Grand Est) nonostante le rassicurazioni del governo. Milioni di cittadini bloccati e non possono andare a lavorare. Il diesel viaggia su una media di 2,38 euro al litro, e la benzina sui 2,20.
In Germania la situazione è ancora peggiore: il gasolio alla pompa è circa 2,45 euro al litro, e la benzina 2,33 euro. In Italia tutto sommato il governo è riuscito a contenere gli aumenti raschiando ogni volta il fondo del barile. Ma a Berlino non c'è solo il problema carburanti. Tutte le recenti elezioni dei Lander hanno visto la vittoria della AfD, tranne a Berlino dove hanno trionfato i Verdi, mettendo di fatto all'angolo il cancelliere Merz, che rimane in carica solo perché nessuno vuole il suo posto. Ma la coalizione è fortemente in difficoltà, visto il ridotto peso politico della CDU e i veti ad ogni tipo di taglio posti dalla SPD. Con l'economia che sta andando a rotoli e il malcontento tra la popolazione sempre più diffuso, ha buon gioco l'AfD con il suo programma contro i costosissimi aiuti all'Ucraina, pro commercio con Mosca, revisione del welfare agli immigrati e un'avversione particolarmente dura alle politiche europee volute dalla tedesca von der Leyen, come il New Green Deal che ha portato allo smantellamento dell'industria automobilistica tedesca. Non è un caso che Volkswagen sia stata espulsa dall'Eurostoxx 50, non possedendo più i requisiti di capitalizzazione necessari. E ha pure annunciato 100.000 licenziamenti. Altra benzina sul fuoco.
A questi due Paesi si può aggiungere la Spagna, con il governo che por ora prosegue tetragono a tutti gli scandali che lo hanno visto coinvolto e che con gli sbarchi di Ceuta ha dimostrato quanto le parole e la demagogia servano ben poco contro l'immigrazione di massa.
E i cittadini sono decisamente adirati. Se queste sono le nazioni leader dell'Europa, il 2027 sarà decisamente stimolante.
Claudio Gandolfo
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