Il mercato digitale italiano cresce del 3,4% e supera gli 84 miliardi di euro
Dal Checco (Anitec-Assinform): il digitale è una leva strategica per la competitività nazionale
Il mercato digitale in Italia ha registrato nel 2025 un aumento del 3,4%, raggiungendo un valore complessivo di 84,4miliardi di euro. Questo tasso supera quello del Pil nazionale, che è salito dell'0,7% nello stesso periodo. Il dato è stato presentato alla Camera dei Deputati dal Rapporto Digitale in Italia2026, realizzato da Anitec-Assinform in collaborazione con NetConsulting cube.
Il settore comprende 132.832 imprese e 638.150 addetti, di cui 10.754 startup e PMI innovative ICT. I servizi ICT rappresentano la forza trainante: hanno generato 18,8miliardi di euro, in crescita dell'8,1%, grazie a soluzioni di intelligenza artificiale, cybersecurity e cloud computing.
Il presidente di Anitec-Assinform, Massimo DalChecco, ha sottolineato che il digitale è ormai un "asset decisivo" per la competitività del Paese, soprattutto in un contesto caratterizzato da instabilità geopolitica, volatilità energetica e concorrenza tecnologica.
Il bilancio del 2025 è stato illustrato da Giancarlo Capitani, presidente onorario di NetConsulting cube, che ha evidenziato una continuità rispetto agli anni precedenti, nonostante una lieve flessione rispetto al 3,7% del 2024.
Un calo è stato osservato nei servizi di telecomunicazione, che hanno perso 0,7%, attestandosi a 18,3miliardi di euro, a causa della pressione sui prezzi delle reti fisse e mobili. Al contrario, i servizi ICT sono cresciuti dell'8,1%, trainati da cloud, cybersecurity e AI. Il segmento software ha registrato un valore di 9,8miliardi di euro, in crescita del 4,1%, nonostante la migrazione verso contratti cloud.
La domanda di pc e server di fascia alta è aumentata del 1,8%, per un valore di 20,6miliardi di euro. "Questa doppia inflazione è un primo segnale dell'impatto dell'AI sulla scarsità di risorse" -ha dichiarato Capitani -. L'aumento dei prezzi influisce sui budget ICT aziendali e su gare pubbliche, che sono diventate più difficili da aggiudicare.
I driver di crescita identificati nel rapporto includono:
- Digital Enabler (crescita 11,7%).
- Intelligenza artificiale (adozione +47,6%, valore 1,38miliardi di euro).
- Cloud computing (crescita 17%, valore 9miliardi di euro).
- Cybersecurity (crescita 12%, valore 2,24miliardi di euro).
- Big data & Analytics (crescita 10,4%, valore 2,1miliardi di euro).
L'AI generativa ha raggiunto una quota del 31% del mercato AI, con un valore di 426milioni di euro, più del doppio rispetto al 2024. È impiegata per creare contenuti, scrivere codice, mantenere applicazioni e modernizzare sistemi legacy. Tra le tecniche AI, il machine learning domina con 28% (valore 386milioni), seguito da natural language processing (14%), computer vision (12%) e AI simbolica. "L'AI agentica è ancora sperimentale, ma rappresenta un'opportunità di crescita notevole" ha dichiarato Capitani.
Il cloud computing è adottato dal 68% delle imprese italiane e sta penetrando anche nella Pubblica Amministrazione, facilitando la migrazione verso il Polo strategico nazionale. La cybersecurity, spinta da attacchi più sofisticati e dalle normative NIS2 e DORA, conferma la compliance come secondo motore di crescita.
Il Pnrr ha accelerato la digitalizzazione della PA, che ha speso 4,59miliardi di euro (+9,6%) a livello centrale e 2,22miliardi di euro (+9%) a livello locale. Le banche hanno investito 11,1miliardi di euro (+6%), mentre l'industria ha registrato 11,3miliardi di euro (+3,7%). Il settore telecomunicazioni & media è in lieve calo (-2,4%, valore 9miliardi di euro), mentre le assicurazioni sono cresciute del 6,6% (valore 3miliardi di euro).
Per il triennio 2026-2029, il mercato dovrebbe mantenere un ritmo anticiclico, crescendo fino al 3,8% nel 2027 e superando 97miliardi di euro. "Il Pnrr continuerà a spingere la crescita fino al 2027, con investimenti di circa 2miliardi di euro nel 2026 e 1,5miliardi di euro nel 2027", ha indicato Capitani. Inoltre, i CIO stanno guidando progetti "digital first", considerando il digitale non solo come strumento di efficienza ma come fattore di trasformazione organizzativa.
Il rapporto segnala comunque un gap digitale tra regioni e dimensioni aziendali. Solo il 15,7% delle PMI utilizza l'AI, contro il 53,1% delle grandi imprese. "L'AI sta accentuando le disparità, non colmandole", ha proseguito Capitani . Questo divario è evidente anche a livello territoriale, dove la diffusione delle competenze digitali di base rimane insufficiente.

Sommario del magazine di questa settimana
Idee e Opinioni
Fare Business
Marketing
Digital Business
Finanza e investimenti
Sport Business
Leisure
BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
Politica della Privacy e cookie