Come il cinema svela le tensioni della funzione HR aziendale - Libro "Dal set all'azienda"
Carollo, Guerci, Della Torre e Meschitti (per Egea): usare il cinema per analizzare le dinamiche HR contemporanee
Nella memoria collettiva una delle scene iconiche è il colloquio per l'assunzione tra Bud Fox, broker in cerca della sua strada e Gordon Gekko, un famoso e potente squalo della finanza, nel film Wall Street di Oliver Stone. Eppure molte altre ve ne sono e a questo contribuisce il recente libro Dal set all'azienda. La gestione delle risorse umane raccontata dal cinema, edito da Egea in cui gli autori - Luca Carollo, Marco Guerci, Edoardo Della Torre e Viviana Meschitti, esperti di organizzazione aziendale e risorse umane - usano le lenti del cinema per leggere la funzione HR come specchio delle tensioni del lavoro contemporaneo.
Attraverso scene e personaggi di 28 film usciti dal 1999 a oggi, offrono così uno spaccato della funzione e delle relazioni che si scatenano nella quotidiana realtà aziendale.
Un colloquio di lavoro che si trasforma in una prova spietata tra candidati chiusi in una stanza. Un licenziatore seriale che attraversa gli aeroporti come se stesse svolgendo una mansione qualsiasi. Un manager HR che falsifica l'età di un candidato o che spinge una dipendente a firmare le dimissioni dopo una lunga sequenza di umiliazioni. Non sono solo scene di film: sono immagini che, nel tempo, hanno contribuito a costruire l'immaginario collettivo sui meccanismi del mondo del lavoro e sulla figura di chi si occupa di persone all'interno delle organizzazioni.
Proprio attraverso fotogrammi come questi che gli Autori cercano di fare luce su un ecosistema professionale in trasformazione. Nel linguaggio aziendale si ripetono sempre più spesso formule come "le persone sono al centro", "siamo una grande famiglia", "il benessere è una priorità". Frasi belle ma, aggiungo, retoriche e scontate. Eppure, per chi le organizzazioni le vive ogni giorno, la realtà appare spesso più complessa, segnata da tensioni, scelte difficili e aspettative non sempre conciliabili. In questo scarto tra retorica e pratica, il cinema finisce per dire qualcosa che i discorsi manageriali tendono a nascondere: quanto sia esposto, ambiguo e spesso contraddittorio il lavoro di chi sta al confine tra strategia d'impresa e vita delle persone.
Gli autori hanno selezionati 28, provenienti da Paesi diversi, in cui compare almeno un personaggio riconducibile alla funzione HR. Il punto non è misurare quanto queste rappresentazioni siano "fedeli" alla realtà, ma capire perché ricorrano con tanta insistenza certe figure: il selezionatore freddo, il licenziatore spersonalizzato, il professionista delle risorse umane trasformato in capro espiatorio di decisioni prese altrove. Il cinema, insomma, non viene usato come repertorio di esempi facili, ma come lente per leggere i nervi scoperti del lavoro contemporaneo. Secondo gli Autori, la funzione HR appare oggi sbilanciata. Nel tempo ha progressivamente smarrito il proprio ruolo originario di mediazione, finendo spesso per essere percepita come troppo vicina al vertice aziendale e troppo lontana da chi lavora. È questa perdita di equilibrio che i film rendono visibile con particolare forza. Non perché offrano una fotografia neutra delle organizzazioni, ma perché amplificano conflitti reali: tra mercato e tutela del lavoro, tra diversità e conformismo, tra performance e benessere, tra allineamento al top management ed etica professionale.
Sono proprio queste quattro tensioni a dare struttura al libro. La prima riguarda l'ingresso e l'uscita delle persone dall'azienda: selezione, headhunting, licenziamenti, momenti in cui un'organizzazione rivela il proprio volto più concreto. La seconda attraversa il tema della varietà della forza lavoro: includere davvero o ricondurre tutti a un modello ideale? La terza tocca il nodo forse più attuale, quello tra benessere e risultati: due dimensioni che il discorso aziendale dice di voler tenere insieme, ma che spesso nella pratica vengono sbilanciate a favore della sola performance. La quarta, infine, riguarda il posizionamento dell'HR: fino a che punto sostenere la strategia e quando, invece, esercitare autonomia critica.
Il risultato non è una requisitoria contro le risorse umane, né una loro difesa d'ufficio. Il libro vuole rimettere la funzione davanti allo specchio, mostrando come il modo in cui viene raccontata riveli molto di ciò che oggi le viene chiesto: tenere insieme efficienza e dignità, cultura organizzativa e conflitto, cura delle persone e logiche di business. In questo senso, il cinema non semplifica: costringe a guardare più da vicino. E forse proprio per questo aiuta a capire meglio il lavoro contemporaneo. Il finale, spiegano gli Autori, non è ancora scritto. Ma per cambiarlo occorre prima avere il coraggio di guardare bene la scena.
Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione
.

Sommario del magazine di questa settimana
Idee e Opinioni
Fare Business
Marketing
Digital Business
Finanza e investimenti
Sport Business
Leisure
BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
Politica della Privacy e cookie