Marco Fanizzi (Dell Technologies): il futuro dell'AI in Italia tra sfide, sovranità digitale e strategie | BusinessCommunity.it
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22/07/2026

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Marco Fanizzi (Dell Technologies): il futuro dell'AI in Italia tra sfide, sovranità digitale e strategie

Come l'AI Factory di Bologna sta guidando l'innovazione nazionale

Se pensate che l'intelligenza artificiale sia solo l'ennesimo gadget tecnologico per far scrivere email più velocemente ai vostri dipendenti, siete fuori strada, e di grosso. Michael Dell è stato brutale: entro tre anni, le aziende che non avranno integrato un modello operativo basato sull'AI semplicemente smetteranno di esistere. Non è una minaccia, è evoluzione darwiniana applicata al silicio. In Italia, però, qualcosa si muove sotto la superficie dei grandi data center e dei centri di ricerca. Non stiamo solo a guardare mentre il mondo accelera: stiamo costruendo le fondamenta di quello che sarà il nuovo motore dell'economia. Abbiamo incontrato Marco Fanizzi, General Manager & Vice President Sales Italia, Svizzera e Austria di Dell Technologies.



Partiamo dall'Italia: cosa sta succedendo a Bologna con il Cineca?


È un progetto di cui siamo estremamente orgogliosi, perché non è affatto banale. L'Europa ha stanziato fondi per creare le cosiddette AI Factory, infrastrutture pesanti pensate specificamente per supportare l'intelligenza artificiale. Una di queste è stata assegnata all'Italia e sarà gestita dal Cineca presso il nuovo polo Dama di Bologna. Parliamo di una potenza di fuoco fatta di GPU, CPU, storage e networking di altissimo livello, progettata per essere pronta all'inizio del 2027. Servirà a università, centri di ricerca e istituzioni per sviluppare software e applicazioni che oggi possiamo solo immaginare. È un passo avanti gigantesco per la nostra competitività nazionale.



Ma l'Europa viaggia davvero tutta alla stessa velocità?


Assolutamente no, e qui sta il paradosso. Se guardiamo l'Europa continentale, Italia, Francia, Germania, Spagna, l'AI viene usata dalle aziende tradizionali quasi solo per fare efficientamento: fare le cose meglio, in modo più sicuro e ripetibile. Invece nei paesi del Nord, in Inghilterra o nel Middle East, vedo un approccio diverso: lì si investe massicciamente per creare infrastruttura come servizio puntando tutto sulla sovranità del dato. C'è un'accelerazione pazzesca sulla responsabilità del dato sul territorio nazionale, mentre noi siamo ancora un po' più lenti a causa di modelli di acquisto della PA spesso legati a vecchi codici degli appalti che frenano la nostra velocità di esecuzione.




Si parla molto di tokenizzazione dell'economia: cosa significa concretamente per un'azienda?


Significa che stiamo entrando in un mondo dove il costo dell'intelligenza non si misura più in ore uomo, ma in token. L'utilizzo di token sta decuplicando giorno dopo giorno e il loro costo sta crollando. Presto vedremo i costi dei token direttamente a bilancio, esattamente come oggi abbiamo quelli energetici o legati alle materie prime. È un cambio di paradigma totale nel modo di programmare e di vedere i processi aziendali. Le aziende più snelle, quelle che nascono oggi con questa leggerezza nel DNA, hanno un vantaggio competitivo enorme rispetto ai colossi che devono ancora smaltire la burocrazia interna.




Dell non vende solo tecnologia, l'ha applicata prima di tutto su se stessa: com'è andata?


Siamo partiti tre anni fa guardandoci dentro. Non abbiamo iniziato dal marketing, ma dal cuore pulsante di Dell: la supply chain. Abbiamo ricostruito i nostri processi interni creando una nostra AI Factory per ottimizzare la catena di approvvigionamento, poi siamo passati al customer service e infine alle vendite. Questo ci permette oggi di rispondere ai clienti con una precisione e una velocità che prima erano impensabili. Abbiamo capito sulla nostra pelle che non esiste una soluzione che vada bene per tutti: serve una standardizzazione dell'infrastruttura che permetta però una personalizzazione estrema delle soluzioni.




Perché un imprenditore dovrebbe preferire una Private AI rispetto ai grandi cloud pubblici?


Per un motivo semplicissimo: la proprietà intellettuale. L'intelligenza artificiale senza dati è una scatola vuota, ma se usi gli stessi dati che usano tutti i tuoi concorrenti, avrai la loro stessa capacità competitiva. Il valore sta nei tuoi dati peculiari. Con una struttura di Private AI, i tuoi dati restano protetti, non sono accessibili dall'esterno e rispondono solo alle tue leggi e procedure, non a quelle di uno Stato straniero. È il concetto di sovranità del dato: mantenere il controllo totale per preservare il vantaggio competitivo dato dalla propria ricerca e sviluppo.




Oltre l'AI, cosa vede all'orizzonte?


L'AI che vediamo oggi è solo l'antipasto. Il futuro è già qui e parla la lingua del calcolo quantistico, degli agenti autonomi integrati nei processi aziendali e, soprattutto, della robotica. Proprio nei giorni scorsi una società cinese ha venduto 20.000 robot in un solo giorno. Per il nostro settore manifatturiero, l'arrivo della Physical AI, l'intelligenza che interagisce con il mondo fisico, sarà la vera svolta. In un mercato dove facciamo sempre più fatica a trovare lavoratori specializzati, i robot e l'AI fisica non sono più un'opzione, ma una necessità per sopravvivere e scalare.

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