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22/07/2026

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Crescita bloccata: le startup innovative italiane perdono slancio

Secondo il Cerved le nuove iscrizioni calano a 1.986 nel 2025, con concentrazione settoriale e geografica

Cerved ha pubblicato i dati più recenti dell'Osservatorio Startup Innovative. Nel 2025 le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese sono scese a 1.986, rispetto alle 2.027 del 2024, segnando una riduzione del 2%. Il totale delle startup innovative è sceso a 11.820 unità, un calo del 2,7% rispetto all'anno precedente e del 19% rispetto al picco del 2021.
Il settore più rappresentato è quello dei servizi informatici e dello sviluppo software, che comprende il 61% delle realtà, mentre il 13% è attivo nella ricerca e sviluppo; il resto si distribuisce tra altri comparti meno rilevanti.
Geograficamente, il Nord Italia concentra il 56% delle startup, con Lombardia che detiene il 31% del totale e Milano il 23%. Il Centro rappresenta il 20% e il Sud e le Isole il 25%, con Napoli, Bari e Salerno tra le province più attive. Le prime cinque province più dinamiche sono:

- Milano.

- Torino.
- Bergamo.
- Genova.
- Brescia.
La presenza femminile nella governance rimane limitata: nel 2025 il 23% delle startup ha almeno una donna in ruolo decisionale, mentre le amministratrici delegate sono il 17%, livelli identici a quelli del 2020 dopo la crescita registrata fino al 2023.
L'analisi dal 2017 al 2025 mostra un picco di +69% tra il 2017 e il 2021, seguito da una flessione costante: le startup innovative sono passate da 14.669 nel 2021 a 11.820 nel 2025, pari allo 0,55% del totale delle società di capitali. I motivi includono standard competitivi più rigidi, selezione naturale delle iniziative meno sostenibili, complessità macroeconomiche e un funding nazionale ancora insufficiente.

Il profilo settoriale delle nuove realtà è sempre più concentrato: quasi il 70% opera nei servizi IT, con il 58,7% dedicato esclusivamente allo sviluppo di software. Il settore dei software è cresciuto di 99 unità, mentre portali web (-18) e consulenza ICT (-42) hanno subito contrazioni. Questa concentrazione digitale rischia di limitare l'innovazione in ambiti ad alto impatto come energia, materiali avanzati, agroalimentare tech e deeptech.
L'analisi semantica del biennio 2024-2025 individua quattro direttrici tecnologiche prevalenti: Piattaforme & SaaS (29%), AI & Data Analytics (29%), IoT, embedded & edge technologies (15%) e Manifattura avanzata e materiali (8%). Le soluzioni di intelligenza artificiale trovano applicazione in manifattura, healthcare, retail e media, mentre la cybersecurity resta marginale.


Nel decennio precedente la quota femminile nella governance era in crescita fino al 2023 (25,7%) per poi regredire al 23% nel 2025, con le donne CEO al 17% (19% nel 2023). Le imprenditrici sono più presenti nei settori Health & Wellness e ESG, ma meno nei campi della manifattura industriale e delle tecnologie deeptech.
L'ecosistema italiano appare dunque più piccolo ma più specializzato, con una forte orientamento verso le tecnologie digitali avanzate come AI, IoT e robotica. La sostenibilità della crescita dipenderà dalla capacità di ampliare la base settoriale, potenziare gli investimenti nelle regioni meno servite, diversificare i team imprenditoriali e accelerare l'adozione di tecnologie di impatto.


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