Crescita degli utili traina i mercati, le valutazioni sfidano la storia
Flax (Moneyfarm): i guadagni aziendali spingono l'azionario globale verso +12% nel semestre
Il mercato azionario globale ha registrato un rialzo di circa 12% nel primo semestre, alimentato principalmente da una solida crescita degli utili e non da un'espansione dei multipli di valutazione. Il rapporto forward P/E resta al di sopra della media storica, ma è più contenuto rispetto ai picchi osservati nel 2020 e nel 2025. "Gran parte del rialzo è stata sostenuta dalla crescita degli utili, più che da un aumento dei multipli. Negli ultimi tre anni, infatti, gli utili delle società dell'indice azionario globale sono cresciuti con continuità, accelerando ulteriormente negli ultimi mesi, grazie soprattutto al contributo del settore tecnologico", afferma Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm.
Le previsioni degli analisti hanno subito un notevole rialzo: all'inizio dell'anno il consenso per il 2026 indicava una crescita degli utili tra il 14% e il 15%, mentre le stime aggregate attuali si avvicinano al 28% annuo, evidenziando un ritmo di espansione molto più sostenuto.
Un caso emblematico è quello della Corea: il rapporto P/E è sceso ai livelli più bassi dalla crisi finanziaria del 2008, nonostante un mercato azionario in forte rialzo. Gli analisti prevedono per quest'anno un incremento degli utili delle società coreane fino a tre volte superiore rispetto al 2025, spinto dalla domanda di semiconduttori e chip di memoria. Quando gli utili attesi crescono molto più rapidamente delle quotazioni, il rapporto prezzo/utili può diminuire anche se il mercato continua a salire. Questo evidenzia uno dei limiti dell'utilizzo delle valutazioni come principale indicatore per interpretare i mercati", spiega Flax.
In un contesto caratterizzato da continue revisioni al rialzo degli utili, il forward P/E offre indicazioni meno affidabili rispetto al passato sull'andamento dei listini a breve termine. Le valutazioni rimangono superiori alla media storica, ma negli ultimi mesi sono diminuite grazie alla crescita degli utili. La questione centrale è la sostenibilità di questo trend: è improbabile che le società quotate mantengano un tasso di crescita degli utili vicino al 20% annuo in modo permanente. "Gli scenari possibili sono diversi: la crescita potrebbe raggiungere un picco tra il 2026 e il 2027 oppure proseguire ancora, pur partendo da livelli già molto elevati", prosegue Flax.
Il caso coreano suggerisce che la combinazione di valutazioni contenute e utili in forte crescita è tipica di settori ciclici, indicando che il mercato non ritenga sostenibile questo ritmo nel lungo periodo. Nei prossimi anni, l'aumento della capacità produttiva di semiconduttori e memorie potrebbe intensificare la concorrenza, comprimendo la redditività del settore.
Con l'avvio della stagione delle trimestrali negli Stati Uniti, l'attenzione si concentrerà soprattutto sulle prospettive degli utili, oltre ai risultati delle grandi società tecnologiche. Sarà cruciale verificare se gli ingenti investimenti in AI cominciano a tradursi in benefici concreti anche per le aziende non tecnologiche che ne stanno adottando le applicazioni. "In definitiva, nella fase attuale è la sostenibilità della crescita degli utili, più che il livello delle valutazioni, a rappresentare il principale fattore da monitorare per comprendere l'evoluzione dei mercati nella seconda parte del 2026 e nel corso del 2027", conclude Flax.

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