Scopri la storia della Cantina Marco Donati e il Sangue di Drago - Viniticitor Sapiens | BusinessCommunity.it
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22/07/2026

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Scopri la storia della Cantina Marco Donati e il Sangue di Drago - Viniticitor Sapiens

Donati (Cantina Marco Donati): la cantina trentina spicca per il suo Teroldego Rotaliano

Parlando di vino, ma il concetto vale per molte altre situazioni, il passa parola è la migliore promozione. Anche nell'era dei social! È quanto mi è accaduto a Trento, quando a una cena con amici giornalisti, mi fanno assaggiare lo Spumante Trento Doc Extra Brut Riserva Cuvèe del Drago Metodo Classico prodotto da Marco Donati. Una incredibile scoperta, che mi porta a raccontarne la storia.
Ci troviamo a Mezzocorona, provincia di Trento, dove dal 1863 si trova la cantina Marco Donati, una delle più antiche del Trentino, oggi gestita da Marco Donati, la moglie Emanuela e la figlia Elisabetta.

L'azienda di famiglia è riconosciuta come punto di riferimento della tradizione enologica trentina, da sempre impegnata nella valorizzazione di un patrimonio viticolo di qualità. Un vitigno al quale siamo storicamente legati è il Teroldego, vitigno autoctono con il quale si produce il leggendario Teroldego Rotaliano "Sangue di Drago". Per questo cru, vengono selezionate le uve migliori, di vigne vecchie anche di 100 anni, piantate ancora dal bisnonno Marco, il quale già sognava che con quelle viti venissero prodotti grandi vini di qualità ci racconta Elisabetta, classe 1990, dal 2025 alla guida dell'azienda.
Giustamente orgogliosa del grande lavoro che ha permesso all'azienda di essere ancora un fiore all'occhiello della tradizione enologica trentina, Elisabetta ricorda "Il buon vino nasce nel vigneto. E' per questo che ci impegniamo a produrre uve di qualità, che rispettino la tipicità di ogni cultivar. Aiutati da validi collaboratori, seguiamo direttamente tutte le fasi di lavorazione nei vigneti, dedicandoci con premura e precisione alle esigenze delle vigne, affinché esprimano il massimo della loro potenzialità. Recenti studi hanno stabilito che il ceppo della vite produce una sostanza eccezionale chiamata vesveretrolo che protegge la vite dalle avversità e dall'invecchiamento traslando nel vino i suoi effetti benefici. Da sola questa sostanza benefica non basta alla buona riuscita dell'uva, c'è bisogno da parte nostra di un impegno continuo e costante".

Oggi dai 20 ettari vitati in quattro distinte zone rappresentative della tradizione trentina, tutte rigorosamente coltivate con lotta integrata (praticando una lotta fitosanitaria mirata, con l'obiettivo di ridurre gli interventi nel vigneto e non usando concimi chimici, senza i pesticidi, ricorrendo per la difesa dei terreni a due prodotti di origine minerale quali il rame e lo zolfo, nel rispetto e nella salvaguardia della vite e dell'ambiente), si producono annualmente 120mila bottiglie, 20 etichette complessive, vendute per il 70% in Italia (attraverso il canale Horeca e molto in cantina per i sempre più numerosi visitatori che vogliono vedere questa storica cantina e conoscerne i segreti) e il 30% all'estero in 15 Paesi (Usa, Canada, Costa Rica, Germania, Olanda, Svizzera, Svezia tra i paesi più significativi).


"Oggi coltiviamo 4 diversi appezzamenti e ogni vitigno è collocato nel suo terroir ideale, dove riesce ad esprimere il massimo delle sue peculiarità. I nostri vigneti crescono oggi nel conoide alluvionale della Rotaliana (sede storica dell'azienda Donati), sulle colline di Trento, nella Valle dei Laghi verso il Garda, fino a raggiungere la Vallagarina. Un lavoro lungo e impegnativo, fedele alla nostra filosofia produttiva di vinificare solamente uve direttamente coltivate; una scommessa emozionante, commenta Elisabetta.
Tutte le etichette portano in bella vista lo stemma di famiglia ed hanno nomi che si richiamano alla tradizione (su tutti Sangue di Drago e la sua leggenda) e ai territori di produzione. Partendo dal vino iconico della Cantina Marco Donati, ci riferiamo al Teroldego Rotaliano "Sangue di Drago", prodotto in un numero limitato, selezionando le uve migliori di Teroldego del vigneto del Maso Donati ai piedi dei Castelli di Mezzocorona. In questa vigna storica i ceppi arrivano anche i 100 anni di età, donando maggiore complessità ed equilibrio alle uve prodotte. Secondo leggenda locale il vigneto trae la sua origine dal sangue che un terribile drago sparse sul terreno e da quelle gocce fecondatrici nacquero le prime viti del Teroldego "Sangue di Drago". Affinato in botti di rovere, per un minimo di 24 mesi, presenta una piacevole morbidezza, grande corpo e struttura.


Come tutte le cose buone, evolve e si migliora con l'invecchiamento.  Oltre al già ricordato Spumante Trento Doc Extra Brut Riserva Cuvée del Drago Metodo classico sono da ricordare Orme, un Marzemino Trentino Doc, Tramonti, un Gewürztraminer Trentino Doc, Albeggio, un Muller Thurgau e Fratte Alte, un Lagrein Rosato Trentino Doc. 

Volgendo lo sguardo al futuro, ben salda nella gestione di Elisabetta, lo sviluppo passerà non nella crescita quantitativa, incompatibile con una filosofia della casa che privilegia il rispetto della tradizione, delle peculiarità ambientali e della massima qualità del prodotto, ma da una crescita responsabile dell'enoturismo. "Il consumatore ci arriva molto attraverso il passaparola, e non possiamo in alcun modo tradire il fascino della storia, dei territori e del nostro prodotto. Per questo siamo stati i primi a proporre in Trentino un percorso emozionale di visita al castello, alle vigne e alla cantina attraverso racconti, leggende e curiosità, fruibili attraverso cuffie che diamo ai nostri ospiti.Una visita emozionale, unica nel suo genere", conclude Elisabetta

Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione






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