Stagflazione moderata e spinta sull'AI nel Q2 2026
Schulz (AllianzGI): l'analisi evidenzia una crescita lenta negli USA, inflazione intorno al 3% e possibili ritardi nei tagli dei tassi
AllianzGI avverte che il contesto di mercato resterà complesso nel secondo trimestre 2026, ma mantiene una prospettiva costruttiva sull'economia globale. Le tensioni in Medio Oriente hanno spinto al rialzo i prezzi dell'energia, creando potenziali effetti stagflazionistici su crescita e inflazione. Parallelamente, gli investimenti strutturali, soprattutto nell'AI, continuano a sostenere il momentum dell'economia mondiale. La House View del Q2 2026 indica che l'economia "si piegherà ma non si spezzarà", con il prezzo del petrolio stabilizzato tra 90 e 110 USD; livelli prolungati in questa fascia potrebbero però gravare su crescita e stabilità dei prezzi. In risposta, AllianzGI suggerisce una diversificazione a lungo termine, puntando su carry di qualità e su temi azionari legati all'autonomia strategica e all'AI. Per il dollaro, la gestione rimane prudente, nonostante il suo ruolo di bene rifugio a breve termine.
Secondo Christian Schulz, Chief Economist di AllianzGI, "Dopo un inizio d'anno sorprendentemente robusto, ci aspettiamo che la crescita negli Stati Uniti perda slancio entro metà 2026. Costi energetici più elevati dovrebbero mantenere l'inflazione intorno al 3%, quindi ancora una volta al di sopra dell'obiettivo del 2% della Fed. Questo potrebbe portare la banca centrale a tagliare i tassi più tardi del previsto, verso livelli intorno al 3,5% entro fine 2026".
- Stati Uniti: crescita prevista in calo a metà 2026, inflazione intorno al3% mantenuta da costi energetici elevati, taglio dei tassi posticipato verso il3,5% entro fine 2026.
- Europa: crescita compresa tra l'1% e l'1,5% nel 2026, inflazione sopra il target del2% della BCE, improbabili tagli dei tassi quest'anno, soglia bassa per eventuali rialzi.
- Germania: momentum positivo rispetto alla media europea, contribuendo al ritmo moderato di crescita.
"Alla luce di questo contesto, riteniamo probabile che non vi saranno tagli dei tassi da parte della BCE quest'anno, mentre la soglia per eventuali rialzi resta bassa", afferma Schulz.
- Cina: stimolo fiscale in diminuzione, riduzione della spinta economica. "Mentre in Cina lo stimolo fiscale sta venendo meno, il Giappone beneficia invece di una maggiore spesa pubblica. Questo dovrebbe portare la Bank of Japan ad aumentare i tassi di ulteriori 50 pb nel corso dell'anno", prosegue Schulz.
Michael Heldmann, CIO Equity, individua tre driver tematici per le azioni: l'autonomia strategica europea, le vulnerabilità delle catene di approvvigionamento energetico evidenziate dal conflitto mediorientale, e la crescita sostenuta dell'AI, soprattutto nella domanda globale di semiconduttori, data center e infrastrutture energetiche. "L'Europa sta accelerando verso una maggiore autonomia in difesa, energia, digitalizzazione e sanità - ha osservato Michael Heldmann, CIO Equity di AllianzGI - e questo si traduce in opportunità d'investimento a livello globale". Le valutazioni più interessanti rimangono quelle del Giappone e del Regno Unito.
Jenny Zeng, CIO Fixed Income, avverte di una crescente dispersione nei mercati obbligazionari e sottolinea l'importanza della selettività. "In un contesto volatile, la qualità del carry, la solidità dei bilanci e una gestione attiva della duration sono fondamentali", ha dichiarato Zeng". Le obbligazioni governative giapponesi e britanniche risultano relativamente attraenti, seguite dai Treasury statunitensi. Tra le corporate, le investment grade dell'area euro mantengono l'interesse, mentre quelle statunitensi riducono il gap rispetto a tre mesi fa. I mercati emergenti offrono rendimenti resilienti, con le obbligazioni asiatiche caratterizzate da volatilità contenuta.
Gregor MA Hirt, CIO Multi-Asset, delinea un asset allocation prudente nel breve periodo, ma costruttivo sul lungo termine per le azioni. "Il premio al rischio legato al conflitto in Medio Oriente attenua le nostre convinzioni a breve termine", ha concluso Hirt, Le regioni più interessanti rimangono Europa, Giappone e mercati emergenti, rispetto agli Stati Uniti. L'oro è considerato una convinzione chiave di lungo periodo, mentre il rame è sovraponderato per via della domanda superiore all'offerta. Sul fronte valutario, si raccomanda un approccio tattico e flessibile al dollaro a causa delle incognite geopolitiche, mantenendo liquidità per cogliere opportunità generate dalla volatilità nei prossimi mesi.

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