Erste+Neue: 120 anni di vini alpini sostenibili e innovazione - Vinitor Sapiens | BusinessCommunity.it
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15/04/2026

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Erste+Neue: 120 anni di vini alpini sostenibili e innovazione - Vinitor Sapiens

Scarizuola (Erste+Neue): certificazioni biologiche e espansione globale in USA e Europa

Sulle montagne che circondano il Lago di Caldaro (Bz) si trova la culla di una delle espressioni più genuine della storica tradizione vitivinicola dell'Alto Adige. Stiamo parlando della cantina Erste+Neue, profondamente legata alla comunità locale e al paesaggio circostante e che promuovendo pratiche nel rispetto dell'ambiente in vigna e in cantina produce vini senza sosta da oltre 120 anni.
La sua nascita risale al 1986, ma per recuperare la storia delle due cantine sociali che l'hanno creata, a seguito della loro fusione, bisogna risalire nel tempo. Nei primi anni del secolo scorso da una parte Erste Kellerei, prima cantina sociale di Caldaro nata nel 1900, e dall'altra Neue Kellerei, che iniziò il suo percorso nel 1925, decisero di unire le forze fondendosi in un unico soggetto che ha preso il nome che oggi tutti conosciamo: Erste+Neue. È ancora una storia di unione quella che ha contraddistinto il recente passato di Erste+Neue quando nel 2016 ha scelto di confluire all'interno di Cantina Kaltern. Per Erste+Neue è stato un passaggio molto coraggioso e importante, legato ad obiettivi precisi: consolidare la tradizionale fama legata alla produzione di vini di ottima qualità, e al tempo stesso rinnovare la brand identity, collegandola sempre di più al meraviglioso contesto alpino all'interno del quale ha la fortuna di poter condurre i suoi vigneti.

"Oggi Erste+Neue è sinonimo di vini di punta, vinificati in armonia con la natura e con le più moderne tecnologie, ma anche grazie all'esperienza e alla voglia di sperimentare delle generazioni passate", spiega Thomas Scarizuola Enologo. "Erste+Neue continua a rappresentare un marchio legato alla produzione di vini di grande carattere e coerenza stilistica rispetto ai vitigni che coltiva e vinifica. Attraverso i suoi vini, la cantina riesce a evocare le stesse emozioni che la montagna dell'Alto Adige-Südtirol sa regalare ai suoi tanti appassionati ammiratori e frequentatori. Un'ambizione, quest'ultima, che trova conferma anche nella scelta della nuova e moderna veste grafica delle sue etichette e del claim #peakmoments, vini da degustare in vetta".

 Aggiunge. Una delle chiavi del successo della cantina è la collocazione delle sue vigne. L'Alto Adige è una delle più piccole zone vinicole d'Italia, ma ricca di microclimi diversi, di terreni con composizioni differenti e una serie di vitigni di grande espressività e carattere. "I vigneti di Erste+Neue si estendono ai piedi del massiccio della Mendola, in un contesto paesaggistico di grande impatto. Le vigne dei soci della cantina sono distribuite in parcelle, con esposizione prevalentemente a sud, posizionate a partire dai pendii più bassi della Costiera della Mendola fino ad arrivare alle pendici delle Dolomiti", ricorda Thomas.


Si tratta di un luogo ideale per la viticoltura grazie alle ore di luce a disposizione durante il giorno e al grande sbalzo termico durante la notte a causa dei venti provenienti dalle montagne: due fattori fondamentali per conferire un ideale corredo aromatico alle uve e una freschezza "alpina", tipica di questa zona. L'approccio di Erste+Neue sia in vigna che in cantina ha come obiettivo principale quello di ottenere vini autenticamente di montagna: equilibrati, freschi, dal profilo aromatico sempre accattivante e corrispondente al vitigno di partenza e caratterizzati da finezza ed eleganza. Vini alpini, quindi, in grado di emozionare ad ogni sorso così come la vista delle montagne dell'Alto Adige, infondendo, a chi le osserva, il desiderio di raggiungere la vetta. 

"Per raggiungere questi traguardi i vitigni vengono allevati su appezzamenti terrazzati che raggiungono quasi i 900 metri sul livello del mare e vengono selezionate unicamente le migliori uve raccolte esclusivamente a mano. La valorizzazione delle singole caratteristiche di ciascuno dei vitigni è il tassello finale che viene ricercato sia in vigna che in cantina, sia con le varietà a bacca bianca che rossa", aggiunge ThomasErste+Neue, da anni sta portando avanti un percorso verso la completa transizione a una direzione sempre più sostenibile delle proprie attività, sia in azienda che in vigna, e uno degli obiettivi che la cantina si è posta per il futuro è quello di portare a conduzione biologica tutti i vini della linea Puntay. I vini della linea che hanno ottenuto la certificazione biologica, segnando un passo importante nel percorso di sostenibilità dell'azienda sono cinque etichette, a partire dalla vendemmia 2022: Pinot BiancoChardonnaySauvignonGewürztraminer e Kalterersee Classico Superiore.

Questo risultato conferma l'impegno della cantina verso una viticoltura sempre più attenta all'ambiente e alla qualità, con l'obiettivo di ampliare ulteriormente in futuro la gamma di vini biologici In particolare in quelli di lingua tedesca, come GermaniaSvizzera e Austria. Negli USA una rete di storici e affidabili importatori e distributori consentono di presidiare mercati importanti come quelli presenti a San FranciscoNew York e Miami. La cantina è nota per i suoi vini della Linea Puntay, linea d'eccellenza, tra cui, a bacca bianca: GewurztraminerSauvignon Blanc e Chardonnay e a bacca rossa: Lagrein RiservaPinot Nero Riserva e Kalterersee, quest'ultimo derivante dall'affascinante vitigno autoctono della Schiava. Vini di grande qualità che necessitano di un ambiente adeguato. Così Robert Scherer - nato nel 1928 nella Val Venosta - uno dei più importanti artisti dell'Alto Adige, negli anni 1999-2000 crea unopera per l'eternità nella cantina Puntay, una "Cappella Sistina dell'enologia".


L'artista rappresenta una raffigurazione dei lati favorevoli e dei lati oscuri dell'esistenza umana. Ciò che attrae lo sguardo in questa doppia galleria è l'affresco semicircolare sulla parete posteriore e le alte figure rappresentate davanti a entrambe le pareti laterali, ma anche la divisione cromatica: sulla parte destra appaiono soprattutto figure femminili su uno sfondo blu, sulla parte sinistra appaiono invece figure color terra su di uno sfondo rosso argilla. La loro sfilata festiva appare come un ballo arcaico.
Complessivamente sono 60 gli ettari coltivati (di cui il 10% non meccanizzabili, quindi coltivati totalmente a mano) da cui Erste produce circa 400.000 bottiglie, per il 10% vendute in Trentino/Alto Adige, per il 60% in Italia attraverso il canale Horeca ed enoteche, il rimanente 25% all'estero e per il 5% per vendita diretta in cantina grazie alle visite di turisti provenienti da Paesi vicini come GermaniaOlanda e Belgio"Con grande competenza e passione coltiviamo dieci vitigni tipici dell'Alto Adige ad altitudini elevate e su appezzamenti terrazzati fino a 860 metri sul livello del mare, selezionando unicamente le uve migliori raccolte esclusivamente a mano, per una vinificazione di qualità. Ne risultano vini di montagna equilibrati, freschi, dall'accattivante profilo aromatico e di grande eleganza. All'interno di tre differenti linee qualitative, produciamo vini bianchi di carattere, rossi varietali tipici, una bollicina e un nobile vino dolce da dessert", sottolinea Thomas.


Tra le etichette più importanti merita ricordare il Pinot Bianco Alto Adige DOC, il Sauvignon Alto Adige DOC, il Kalterersee Classico Superiore Alto Adige DOC prodotto con il vitigno Schiava, coltivata in pergole protette e il Peak Nat, uno spumante di Pinot Bianco in purezza, molto elegante e perfetto per accompagnare aperitivi e cene estive. Il futuro della cantina, come quello dei suoi prodotti, è certamente nel solco dei vini del territorio identitari di alta qualità. Gestendo con sapienza le sfide non solo del mercato ma, soprattutto, del clima che cambia e sposta alcune produzioni ad altitudini più elevate. Per saperne di più e per conoscere i vini non resta che recarsi al prossimo Vinitaly, HALL 6 Stand C2.


Federico Unnia Aures
S
trategie e politiche di comunicazione






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