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15/04/2026

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Energia in crisi: come il conflitto spinge l'Europa verso rinnovabili e nucleare

Luna (Columbia Threadneedle Inv.): l'aumento dei prezzi dell'energia potrebbe tradursi, nel breve termine, in compromessi e aggiustamenti nelle politiche climatiche e nei quadri regolatori

Il conflitto in Medio Oriente ha innescato una forte turbolenza nei mercati energetici globali. I prezzi del petrolio e del gas sono aumentati rapidamente, riportando al centro del dibattito la questione della sicurezza energetica e dell'indipendenza. "L'aumento dei prezzi di petrolio e gas sta riportando l'attenzione sul tema della sicurezza e dell'indipendenza energetica, accelerando il sostegno, sia a livello di policy sia di investimenti, a favore delle energie rinnovabili e del nucleare", ha dichiarato Natalia Luna, Senior Investment Analyst, Sustainability Research di Columbia Threadneedle Investments"L'ondata di prezzi più alti colpisce soprattutto le economie europee e asiatiche, che dipendono in gran parte dalle importazioni di combustibili fossili, a differenza degli Stati Uniti. Questo contesto rende più urgente la riduzione dell'esposizione al carbone e l'accelerazione di investimenti in energia pulita più competitiva".

Secondo l'analisi di Luna, la strategia di investimento legata alla transizione energetica include la generazione domestica non fossile - rinnovabili e nucleare - e progetti di efficienza energetica ed elettrificazione per ridurre la domanda complessiva di energia. "L'aumento dei prezzi dell'energia solleva inoltre preoccupazioni in termini di accessibilità economica, che potrebbero tradursi, nel breve termine, in compromessi e aggiustamenti nelle politiche climatiche e nei quadri regolatori", ha aggiunto Luna.

L'Unione Europea sta valutando diverse riforme del mercato del carbonio, tra cui l'estensione dell'allocazione gratuita delle quote oltre il 2035 e la creazione di un fondo da 30miliardi di euro destinato alla decarbonizzazione industriale. L'obiettivo è ridurre i costi energetici per i settori ad alta intensità e sostenere la transizione.

Il conflitto potrebbe inoltre spingere i responsabili politici a dare maggiore priorità all'espansione delle infrastrutture di rete, un collo di bottiglia cruciale per il passaggio verso fonti pulite, e a favorire una più rapida diffusione del nucleare. "Continuiamo ad attenderci un incremento degli investimenti nella transizione energetica, con una dinamica già in atto che potrebbe essere ulteriormente rafforzata dalle esigenze di sicurezza e indipendenza energetica emerse dal conflitto in corso", ha concluso Luna.

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